Eurovision 2026: Australia favorita, ma perchè partecipa al contest europeo?

Eurovision Australia

L’Eurovision Song Contest 2026 si avvia verso il gran finale. Tra le favorite c’è l’Australia di Delta Goodrem, ma perchè partecipa al contest pur non trovandosi in Europa?

Giunto alla sua 70esima edizione, l’Eurovision Song Contest decreterà questa sera, sabato 16 maggio 2026, il Paese che risulterà il vincitore assoluto. Venticinque artisti in gara in questa finale, si sfidano a colpi ti note e performance. Tra i candidati alla vittoria spicca anche l’Australia, che si è qualificata ancora una volta nel corso delle semifinali ed è rappresentata quest’anno da Delta Goodrem con la canzone “Eclipse“.

La partecipazione dell’Australia alla competizione europea potrebbe sembrare strana, dato che il Paese non fa parte geograficamente dell’Europa. Ma c’è una logica dietro questa scelta e valide ragioni per la sua presenza.

Perché l’Australia partecipa all’Eurovision Song Contest?

Gli australiani seguono l’Eurovision da oltre trent’anni e nel 2014 sono stati invitati a esibirsi durante l’intervallo delle semifinali. Successivamente, l’anno seguente, nell’edizione in cui la competizione ha festeggiato il suo 50esimo anniversario, l’Australia ha avuto un’occasione speciale per competere per il titolo dell’Eurovision Song Contest. Si sono qualificati automaticamente per la finale e il cantante Guy Sebastian ha ottenuto un rispettabile quinto posto.

Gli organizzatori dell’Eurovision sono rimasti così colpiti dalla loro performance che hanno permesso all’Australia di partecipare ogni anno, ma ora deve qualificarsi per il suo posto gareggiando nelle semifinali. Ma non si tratta dell’unico paese extraeuropeo in gara. Perché Israele e l’Azerbaigian possono partecipare all’Eurovision?

L‘Eurovision Song Contest non è strettamente geografico. Il concorso è organizzato dall’Unione Europea di Radiodiffusione (UER), composta da diverse emittenti provenienti da paesi europei e non solo. La BBC è membro dell’UER, così come la Rai in Italia, la SVT in Svezia e altre ancora.

Ci sono 73 emittenti membri provenienti da oltre 56 paesi, e hanno il diritto di inviare artisti alla manifestazione se lo desiderano. Ecco perché si vedono così tanti paesi che di solito non si associano al vecchio continente competere sul palco dell’Eurovision Song Contest.

Cosa succederebbe se l’Australia vincesse l’Eurovision Song Contest?

Lo abbiamo scoperto per un pelo nel 2016, quando Dami Im ha agguantato il podio, classificandosi al secondo posto con “Sound of Silence”. Tutti pensavano che avrebbero dovuto fare le valigie e partire per l’Australia per un Eurovision tutto australiano. Ma probabilmente non accadrà mai, perché esiste una regola speciale.

Per diversi anni si è detto che se l’Australia avesse vinto la manifestazione, avrebbe dovuto nominare un co-organizzatore europeo, che si sarebbe occupato di organizzare per suo conto la competizione. Stando a quanto riportato in queste ore da Eddy Anselmi, ai microfoni di Marta Cagnola su Radio24, la situazione parrebbe cambiata e il Paese sarebbe disposto a pagare la differenza sui voli e, in generale, sulle spese di viaggio.

Ancora qualche ora e scopriremo se Delta Goodrem riuscirà davvero ad agguantare il microfono di cristallo e a portare per la prima volta l’Eurovision Song Contest fuori dai confini europei.

Scritto da Nico Donvito