Eurovision Song Contest 2026, le pagelle della finalissima
Popolo dell’Eurovision 2026, ci siamo! Seguiamo in diretta le esibizioni con le nostre pagelle in continuo aggiornamento della finalissima di sabato 16 maggio 2026
Tutto pronto per l’Eurovision Song Contest 2026: si alza il sopra sulla finalissima, in scena alla Wiener Stadthalle di Vienna questa sera, sabato 16 maggio, trasmessa in diretta su Rai 2. Ecco le nostre pagelle dei venticinque artisti che si giocano l’ambito microfono di cristallo.
I rappresentanti dei Big Five: Italia, Francia, Germania e Regno Unito, insieme al Paese ospitante, quest’anno l’Austria, accedono direttamente a questo appuntamento finale, insieme alle venti nazioni che si sono qualificate nel corso delle due semifinali di martedì 12 e giovedì 14 maggio. Sal Da Vinci e l’Italia entrano dunque in gioco con “Per sempre sì”. Di seguito le pagelle di questo gran galà finale.
Eurovision Song Contest 2026, le pagelle della finalissima
🇩🇰 Danimarca – Soren Torpegaard Lund – “For vi gar hjem“: La serata si apre con una proposta che all’inizio ha conquistato il pubblico eurovisivo e che, ascolto dopo ascolto, ha perso un po’ del suo magnetismo e della sua teatralità. Rest il “tunz tunz”. Un po’ poco per ambire a un piazzamento di rilievo. Voto 6
🇸🇪 Svezia – Felicia – “My system“: La Svezia propone spesso cose innovative, quest’anno no. Ed è una notizia. Dopo la doccia fredda dello scorso anno (o calda se consideriamo che la canzone parlava di una sauna), gli scandinavi ci riprovano con una voce dal grande potenziale, anche se la cantante non tiene fede al suo nome e, almeno stasera, canta un po’ in modo infelice. Voto 5.5
🇮🇱 Israele – Noam Bettan – “Michelle”: Al di là di qualsiasi considerazione politica, Israele propone proposte sempre convincenti da qualche anno a questa pare. Anche quest’anno. Voto 7.5
🇧🇪 Belgio – Essyla – “Dancing on the ice“: Balla e canta sul ghiaccio come Elsa di Frozen la cantante belga. Anche se più che dal regno di Arendelle sembra essere uscita da un multiverso di un mucchio di cose già sentite. Voto 5
🇦🇱 Albania – Alis – “Nân“: Un pezzo dedicato alla mamma, con la mamma che sale sul palco sul finale. Forse già visto, ma un bel momento, per una canzone che forse non decolla come dovrebbe e che necessita dell’effetto sorpresa-sentimentale per colpire almeno visivamente. Voto 6
🇬🇷 Grecia – Akylas – “Ferto“: La Repubblica Ellenica schiera Dargen D’Amico travestito da Garfield o da Tigro, a seconda delle vostre preferenze cartoonesche. Nel testo il protagonista fa l’elenco dei suoi desideri, virando verso una vita fatta di lusso, potere e fama. Belli gli effetti… grande entusiasmo attorno… ma? Boh Voto 5
🇺🇦 Ucraina – Lelèka – “Ridnym”: La performance si apre con la bandura, strumento tipico ucraino, e lascia poi spazio alla notevole vocalità della cantante ucraina. Davvero un buon livello. Voto 7
🇦🇺 Australia – Delta Goodrem – “Eclipse“: L’Australia schiera una delle sue stelle più brillanti, Delta Goodrem, che macina numeri e successi in patria. La performance da Super Bowl fa tutto il resto. Per il momento la fumata è ancora nera, scopriremo stasera se diventerà bianca, ma è lei l’avversaria da battere. Voto 8.5
🇷🇸 Serbia – Lavina – “Kraj mene“: Si prosegue con il guaito gotico in salsa metal. Con tanto di rutto finale. No comment. Voto 4
🇨🇿 Cechia – Daniel Zizka – “Crossroads”: Come si apprende dal titolo, la canzone parla dei bivi esistenziali della vita, quando la confusione ti porta a non saper che pesci prendere. L’estensione vocale c’è, l’intenzione pure. Manca una proposta musicale degna di essere ricordata. Voto 5
🇧🇬 Bulgaria – Dara – “Bangaranga“: C’è del palpabile entusiasmo dietro questa proposta balcanica, che ci riporta dentro i binari del mondo Eurovision. Se Anna Pepe fosse nata in a Sofia, farebbe esattamente questa roba qui. Voto 6.5
🇭🇷 Croazia – Lelek – “Andromeda“: Il bello dell’Eurovision è che ci si confronta con culture diverse. Alcune si riescono a comprendere, altre meno. Leggendo la traduzione del testo ci accorgiamo che il brano parla della memoria di un popolo segnato dalla guerra. Direi che ci vuole il libretto d’opera per poterla capire. Ma apprezzo il tentativo di voler alzare il livello. Voto 5