Eurovision Song Contest 2026, le pagelle della prima semifinale
Popolo dell’Eurovision 2026, ci siamo! Seguiamo in diretta le esibizioni con le nostre pagelle in continuo aggiornamento della prima semifinale di martedì 12 maggio 2026
Tutto pronto per l’Eurovision Song Contest 2026: si alza il sopra sulla prima semifinale, in scena alla Wiener Stadthalle di Vienna questa sera, martedì 12 maggio, trasmessa in diretta su Rai 2. Ecco le nostre pagelle dei quindici artisti che si giocano la finale di sabato prossimo, solo dieci di loro accederanno alla serata, insieme ai dieci della prossima semifinale di giovedì.
I rappresentanti dei Big Five: Italia, Francia, Germania e Regno Unito, insieme al Paese ospitante, quest’anno l’Austria, hanno la possibilità di esibirsi dal vivo già durante le semifinali, pur essendo qualificati di diritto alla finale. Sarà proprio l’Italia Sal Da Vinci a esibirsi questa sera fuori concorso con la sua “Per sempre sì“, così come la Germania.
Grande attesa per il nostro rappresentante, dunque, che farà il suo esordio alla Wiener Stadthalle tra la canzone della Georgia e quella della Finlandia. L’altra artista italiana in gara sarà Senhit, in rappresentanza di San Marino e con la partecipazione straordinaria di Boy George, si esibirà sempre questa sera con il brano “Superstar”. Di seguito le pagelle di questa prima semifinale.
Eurovision Song Contest 2026, le pagelle della prima semifinale
🇲🇩 Moldavia – Satoshi – “Viva, Moldova!“: Si parte alla grande (si fa per dire) con quello che forse è il pezzo più truzzo in gara quest’anno. Un esperanto maccheronico che ci fa sognare a occhi aperti, riportandoci atmosfere sopite che ci rimandano alla nostra infanzia, dal ritornello “Daitarn III” a Jovanotti che canta “Asso”, la sigla di “Classe di ferro”, con una spruzzatina di Flaminio Maphia. Che altro dire? Questo è l’Eurovision, bellezza. Voto 4 da sobrio – 7,5 sotto effetto di alcolici
🇸🇪 Svezia – Felicia – “My system“: La Svezia propone sempre cose innovative, quest’anno no. Ed è una notizia. Dopo la doccia fredda dello scorso anno (o calda se consideriamo che la canzone parlava di una sauna), gli scandinavi ci riprovano con una dal nome allegro, ma con il testo della canzone che sprigiona tutto tranne che allegria. “Ho ucciso l’intera idea di te, sto ballando sulla tua tomba”. Daje a ride. Ma proprio bella la cassa in quattro, sì. Voto 6
🇭🇷 Croazia – Lelek – “Andromeda“: Il bello dell’Eurovision è che ci si confronta con culture diverse. Alcune si riescono a comprendere, altre meno. Leggendo la traduzione del testo ci accorgiamo che il brano parla della memoria di un popolo segnato dalla guerra. Direi che ci vuole il libretto d’opera per poterla capire. Ma apprezzo il tentativo di voler alzare il livello. Voto 5
🇬🇷 Grecia – Akylas – “Ferto“: La Repubblica Ellenica schiera Dargen D’Amico travestito da Garfield o da Tigro, a seconda delle vostre preferenze cartoonesche. Nel testo il protagonista fa l’elenco dei suoi desideri, virando verso una vita fatta di lusso, potere e fama. Belli gli effetti… sia quelli scenici con l’uso dell’AI che quelli alcolici sfoggiati con eleganza dal cantante. Voto 5.5
🇵🇹 Portogallo – Bandidos do Cante – “Rosa“: I lusitani alzano il livello. Se esistesse un Premio della Critica come quello di Sanremo, dovrebbe andare decisamente a loro. Il tema è quello pluri saccheggiato di un amore finito male, il protagonista della canzone si crogiola nel suo dolore, accorgendosi che ciò che rimane di quella storia sono solo le rose piantate durante la relazione. Attenzione, c’è della poesia. Forse hanno sbagliato concorso. Voto 8
🇬🇪 Georgia – Bzikebi – “On replay”: Il giallo delle tutine rende ancora più pasticciato il tutto. Georgia on my mind, anche se i pensieri qui sono abbastanza confusi. Ciò che resta è solo un poco identificativo “lalalalalalallà”. Oltre che le tutine gialle naturalmente. Voto 5.5
🇮🇹 Italia – Sal Da Vinci – “Per sempre sì“: Chiamatelo campanilismo, ma follettini e follettine… che dire. Il nostro Sal si esibisce fuori gara, ruggendo come un leone nella Savana. E la Wiener Stadthalle è la sua arena ideale. Dopo tanta gavetta, una vita spesa per la musica, l’artista sta vivendo all’età di 57 anni la sua più bella primavera. Comunque vada, è un successo. Accussì. Voto 9
🇫🇮 Finlandia – Linda Lampenius & Pete Parkkonen – “Liekinheitin“: Eccoli i favoriti, quelli da battere. Violinista lei, cantante lui. Raccontano di una relazione intensa quanto contraddittoria, di quelle che ti fanno bruciare. Da qui il titolo che tradotto significa “Lanciafiamme”. Un po’ too much, ma l’insieme resta piuttosto credibile. Voto 7
🇲🇪 Montenegro – Tamara Zivkovic – “Nova zora“: Dario Argento scansati proprio. La proposta montenegrina è al limite dell’inquietante. Nelle intenzioni si tratta di un pezzo che rivendica indipendenza dopo l’interruzione da una relazione tossica. Ma lo si può fare in tanti modi. E, soprattutto, senza far paura. Voto 4
🇪🇪 Estonia – Vanilla Ninja – “Too epic to be true“: L’Estonia che l’anno scorso ci aveva fatto sognare con Tommy Cash, quest’anno vira verso sonorità all’ultimo grido che ricordano “Let Go”, il primo album di Avril Lavigne. Sì, proprio quello che è stato pubblicato nel 2002. Nel frattempo l’Europa ha cambiato moneta, in Vaticano si sono succeduti quattro papi e il pop punk non è mai decollato realmente. Va però premiato il coraggio. Voto 6
🇮🇱 Israele – Noam Bettan – “Michelle”: Al di là di qualsiasi considerazione politica, Israele propone ormai da qualche anno proposte sempre convincenti. Anche questa è decisamente di buon livello. Voto 7
🇩🇪 Germania – Sarah Engels – “Fire“: Fuori gara, proprio come l’Italia, si presenta questa sera anche la Germania, ammessa di diritto in finale. La revenge song di quest’anno è proposta dalla brava Sarah Engels, che si scaglia contro il suo ex dicendo: “Sappi solo che potrei vendicarmi, potrei uscire con tutti i tuoi amici, potrei fingere finché non ci riesco, ma non lo farò”. Una vendetta a metà diciamo. A grandi linee, una specie di “Bastardo” di Anna Tatangelo. Solo per questo: Voto 6.5
🇧🇪 Belgio – Essyla – “Dancing on the ice“: Balla e canta sul ghiaccio come Elsa di Frozen la cantante belga, accompagnata da quattro ballerini vestiti di bianco, ma senza sposa che sbuca verso il finale della canzone. E questa è una penalità. Voto 5
🇱🇹 Lituania – Lion Ceccah – “Sòlo quiero màs“: Il cantante, ricoperto di vernice argento come i Rockets e dalle movenze alla Mr. Zed, propone un pezzo in tre lingue: spagnolo, lituano e inglese. E sul finale dice pure in italiano “Voglio solo di più”. Quindi, ci piace. Il risultato è un miscuglio di roba che ci trasporta dall’Eurovision Song Contest a una pellicola di Tim Burton. Voto 6
🇸🇲 San Marino – Senhit con Boy George – “Superstar“: Senith, in splendida forma, si presenta per la terza volta come delegata della Repubblica di San Marino. Al suo fianco Boy George che appare sul finale come la Madonna di Medjugorje, seppur i tempi di “Karma chameleon” sembrano del tutto superati. La sua presenza aggiunge sicuramente lustro alla manifestazione, ma poco o nulla in termini di performance. Sarò blasfemo, ma il pezzo regge benissimo anche senza di lui. Per il resto tutto bene. Voto 7
🇵🇱 Polonia – Alicja – “Pray“: La cantante polacca prega, come si evince sin dal titolo. Ma per cosa? Per ritrovare la fede. La canzone infatti parla proprio di crisi spirituale. E l’outfit sadomaso, compreso il corsetto in ghisa, ci aiuta a coglierne tutto il senso. L’acuto finale salva la performance e ci ricorda che, dietro la messa in scena della canzone, c’è anche una bella voce. Voto 6.5
🇷🇸 Serbia – Lavina – “Kraj mene“: Si chiude in bellezza, o quasi, con questo guaito gotico in salsa metal. Con tanto di rutto finale. Alla salute. Voto 4