Eurovision Story 1956: quello che c’è da sapere sulla prima edizione
Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla prima edizione dell’Eurovision Song Contest datata 1956. A cura di Giovanni Saracino
Per comprendere cos’è diventato oggi l’Eurovision Song Contest, bisogna intraprendere un viaggio lungo settant’anni. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra canzoni e personaggi che hanno fatto grande la storia della manifestazione canora europea. Oggi si parte dal 1956.
Ripercorreremo insieme questo percorso andando a riscoprire brani apparentemente perduti e artisti, sia italiani che stranieri, che si sono distinti all’interno di una competizione che, da semplice evento musicale, si è trasformata anche in un vero e proprio show televisivo. Questo e molto altro ancora è Eurovision Story.
Eurovision 1956: quello che c’è da sapere sulla prima edizione
Questo viaggio ha inizio nell’ormai lontano 1956 a Lugano, in Svizzera, dove, sulla falsariga dell’italiano Festival di Sanremo, nasce il Gran Premio Eurovisione 1956 della canzone europea. Fu questo il primo nome con cui nacque l’Eurovision Song Contest che conosciamo oggi. Tuttavia, la reale nascita della competizione avvenne l’anno precedente nel Principato di Monaco, dove gli allora membri dell’UER (Unione Europea di Radiodiffusione) si riunirono per discutere l’introduzione di una competizione musicale che unisse i Paesi europei.
Fu proprio su suggerimento dell’allora direttore dei programmi Rai, Sergio Pugliese, che, prendendo spunto da quello che era Sanremo, nato in Italia quattro anni prima, venne proposta la creazione di una manifestazione simile anche a livello europeo. La proposta venne accolta con entusiasmo. L’evento si tenne quindi in Svizzera, al Teatro Kursaal di Lugano, dopo che la RSI (la TV della Svizzera italiana) si offrì di organizzare la prima edizione. I Paesi che aderirono furono sette: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e, ovviamente, i padroni di casa della Svizzera. Mentre Austria, Danimarca e Regno Unito si erano mostrati disponibili a partecipare, ma non riuscirono a iscriversi per tempo.
Il meccanismo era semplice: ognuno dei sette Paesi in gara avrebbe inviato uno o due artisti, ogni Paese partecipava con due brani. Per l’Italia gareggiarono due donne: Franca Raimondi con “Aprite le finestre” e Tonina Torielli con “Amami se vuoi”, selezionate dal Festival di Sanremo tenutosi qualche mese prima, la prima in qualità di vincitrice di quell’edizione. Le votazioni erano altrettanto semplici: ogni Paese aveva due giurati che si sarebbero espressi.
Nota curiosa: i giurati lussemburghesi furono impossibilitati a presenziare di persona a Lugano, così l’organizzazione concesse che il loro voto venisse espresso da due cittadini svizzeri. Ogni giurato votava ogni brano con un punteggio da 1 a 10, con la possibilità di votare anche per i pezzi che rappresentavano il proprio Paese. Non furono mai diffusi i risultati delle votazioni né la classifica finale completa. Si seppe soltanto che, con 102 punti, fu la Svizzera a vincere il primo Eurovision Song Contest della storia con Lys Assia e la sua “Refrain”. Negli anni si susseguirono diverse ricostruzioni, più o meno fantasiose, della classifica finale, nessuna delle quali venne mai ufficialmente confermata.
Non vi fu alcuna registrazione né diretta televisiva dell’evento: venne trasmesso in diretta solo via radio, della quale non resta alcuna traccia. Ad oggi rimane soltanto la registrazione video dell’esecuzione finale della canzone vincitrice. Certamente fu una prima edizione pilota che destò fin dal principio numerose polemiche, in particolare per la possibilità dei giurati di votare per il proprio Paese e per l’impossibilità di conoscere la classifica finale completa. Difatti, già dall’anno successivo le cose cambiarono radicalmente. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo…