Eurovision Story 1957: quello che c’è da sapere sulla seconda edizione
Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla prima edizione dell’Eurovision Song Contest datata 1957. A cura di Giovanni Saracino
Per comprendere cos’è diventato oggi l’Eurovision Song Contest, bisogna intraprendere un viaggio lungo settant’anni. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra canzoni e personaggi che hanno fatto grande la storia della manifestazione canora europea. Oggi si prosegue dal 1957.
Ripercorreremo insieme questo percorso andando a riscoprire brani apparentemente perduti e artisti, sia italiani che stranieri, che si sono distinti all’interno di una competizione che, da semplice evento musicale, si è trasformata anche in un vero e proprio show televisivo. Questo e molto altro ancora è Eurovision Story.
Eurovision 1957: quello che c’è da sapere sulla seconda edizione
Il 3 marzo 1957 va in onda la seconda edizione del Gran Premio Eurovisione della Canzone Europea. Ad ospitarla è la tv tedesca HR, appartenente al gruppo ARD. Dieci Paesi in gara si sfidano sul palco della Grosser Sendesaal des Hessischen Rundfunks di Francoforte sul Meno, in quegli anni appartenente alla Germania Ovest.
Oltre ai Paesi debuttanti dell’anno precedente (Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera), si uniscono alla kermesse anche Austria, Danimarca e Regno Unito. Le regole, rispetto alla prima edizione, sono parecchio cambiate: dieci giurati per ogni nazione in gara, ognuno dei quali può esprimere un voto per la canzone preferita, senza poter votare per quella che rappresenta il proprio Paese. Ogni Nazione in gara presenta un solo artista e un solo brano. Per la prima volta viene utilizzato anche un tabellone che mostrava la classifica generale completa. Il tutto contribuì a mitigare le polemiche sulla scarsa trasparenza del concorso che si susseguirono dopo la prima edizione.
Per l’Italia è in gara Nunzio Gallo con “Corde della mia chitarra”. Canzone che, di fatto, resta, con i suoi 5 minuti e 9 secondi, la più lunga mai eseguita nella storia del contest ed è, con molta probabilità, destinata a restarlo per sempre, vista l’introduzione, qualche anno dopo, della rigida regola del tetto massimo di 3 minuti per ogni brano. Altra curiosità è l’esecuzione, nello stesso anno, da parte del debuttante Regno Unito, della canzone più breve: “All” di Patricia Bredin durava infatti solo 1 minuto e 52 secondi. È pazzesco, quindi, che nella stessa edizione siano stati stabiliti, e siano ancora tutt’oggi in vigore, sia il record del brano più lungo sia quello del più corto mai eseguiti nell’intera storia della manifestazione.
A trionfare, con 31 punti, furono i Paesi Bassi con il brano “Net als toen” di Corry Brokken. A completare il podio furono la Francia e la debuttante Danimarca. Per l’Italia un onorevole sesto posto.
In Italia l’evento fu trasmesso integralmente in diretta sul Programma Nazionale (l’attuale Rai Uno) in tv, con il commento di Bianca Maria Piccinino. L’evento fu trasmesso in diretta anche in radio sul Secondo Programma radiofonico (L’attuale Radio 2). Ad annunciare i voti della giuria italiana fu quello che era il conduttore del Festival di Sanremo di quell’anno, Nunzio Filogamo.
Da questa edizione si stabilì inoltre che sarebbe stato il Paese vincitore ad avere l’onore e l’onere di ospitare la kermesse dell’anno successivo, regola tuttora in vigore.