Eurovision Story 1959: quello che c’è da sapere sulla quarta edizione

Eurovision 1959

Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla quarta edizione dell’Eurovision Song Contest datata 1959. A cura di Giovanni Saracino

Per comprendere cos’è diventato oggi l’Eurovision Song Contest, bisogna intraprendere un viaggio lungo settant’anni. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra canzoni e personaggi che hanno fatto grande la storia della manifestazione canora europea. Oggi si prosegue con il 1959.

Ripercorreremo insieme questo percorso andando a riscoprire brani apparentemente perduti e artisti, sia italiani che stranieri, che si sono distinti all’interno di una competizione che, da semplice evento musicale, si è trasformata anche in un vero e proprio show televisivo. Questo e molto altro ancora è Eurovision Story.

Eurovision Story 1959: quello che c’è da sapere sulla quarta edizione

Siamo nel 1959, alla quarta edizione del Gran Premio Eurovisione della Canzone. È Cannes a ospitare la manifestazione, frutto della prima vittoria francese l’anno precedente. Il Palais des Festivals è addobbato a festa per la partecipazione degli undici Paesi in gara in quest’edizione, che ha visto il ritiro del Lussemburgo, il ritorno del Regno Unito e il debutto del vicino Principato di Monaco.

Per i padroni di casa, Jean Philippe, con la sua “Oui, oui, oui”, ottiene un ottimo terzo posto; il Regno Unito conquista finalmente un buon risultato al secondo posto. A trionfare sono invece, per la seconda volta in quattro anni, i Paesi Bassi con “Een beetje”, interpretata da Teddy Scholten.

Per l’Italia, frutto dell’enorme successo internazionale dell’anno precedente e della vittoria del Festival di Sanremo 1959 insieme a Johnny Dorelli, c’è nuovamente Domenico Modugno, che porta sul palco di Cannes “Piove (ciao ciao bambina)”, classificandosi solamente al sesto posto, a dispetto della medaglia di bronzo dell’anno precedente con “Nel blu, dipinto di blu”.

Nota curiosa: la canzone vincitrice è stata scritta da Willy van Hemert, stesso autore della canzone olandese vincitrice del 1957. Per la prima volta, la giuria non è composta, neppure in parte, da esperti musicali e musicisti: scelta voluta dall’organizzazione affinché la canzone vincitrice fosse selezionata in modo più “popolare” e meno tecnico. Sempre dieci giurati per Paese, con l’impossibilità di votare per il proprio.

Inoltre, per la Germania sono in gara due talentuose gemelle, Alice ed Ellen Kessler, che proprio da quel palco di Cannes spiccheranno poi il volo verso il successo televisivo. L’ultimo posto è toccato proprio al debuttante Principato di Monaco. Infine, per la prima volta si sono riesibiti i primi tre anziché solo il vincitore dopo la proclamazione.

Scritto da Giovanni Saracino