Eurovision Story 1962: quello che c’è da sapere sulla settima edizione
Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla settima edizione dell’Eurovision Song Contest datata 1962. A cura di Giovanni Saracino
Per comprendere cos’è diventato oggi l’Eurovision Song Contest, bisogna intraprendere un viaggio lungo settant’anni. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra canzoni e personaggi che hanno fatto grande la storia della manifestazione canora europea. Oggi si prosegue con il 1962.
Ripercorreremo insieme questo percorso andando a riscoprire brani apparentemente perduti e artisti, sia italiani che stranieri, che si sono distinti all’interno di una competizione che, da semplice evento musicale, si è trasformata anche in un vero e proprio show televisivo. Questo e molto altro ancora è Eurovision Story.
Eurovision Story 1962: quello che c’è da sapere sulla settima edizione
Siamo in Lussemburgo, a Villa Louvigny, nella capitale del Paese nord-europeo. Numerose le novità che accompagnarono quell’edizione: innanzitutto il sistema di voto venne rivisto, con i giurati, sempre dieci per Paese, che potevano votare per ben tre canzoni in gara, assegnando 3 punti al brano preferito, 2 al secondo e 1 al terzo. Una scelta orientata a rendere più avvincenti le operazioni di voto e l’annuncio dei risultati finali. Entra inoltre in vigore l’obbligo (fino ad ora solo consigliato) del rispetto dei tre minuti per la durata di ogni brano in gara.
Nessun ritiro e nessun debutto, mantenendo il numero dei Paesi partecipanti a 16, gli stessi dell’anno precedente. A trionfare fu per la terza volta nella storia della manifestazione la Francia, con Isabelle Aubret e la sua “Un premier amour”, battendo la concorrenza con ben 26 punti ottenuti. A completare il podio il Principato di Monaco e i padroni di casa del Lussemburgo. Per l’Italia, Claudio Villa, in gara con “Addio addio”, ottiene un piazzamento a centro classifica con un 9° posto, frutto di soli 3 punti conquistati. Il brano vinse il Festival di Sanremo di quell’anno con Domenico Modugno, in abbinamento proprio con Villa, che lo portò poi all’Eurovisione. La scelta fu criticata dalla stampa nazionale dell’epoca giudicandola “antica” e non conforme al gusto musicale europeo.
Note curiose: ben quattro Paesi conclusero all’ultimo posto e per la prima volta nella storia della manifestazione con 0 punti ottenuti: Austria, Paesi Bassi, Spagna e Belgio. Inoltre, durante la serata si abbatté sulla capitale lussemburghese un forte temporale che interruppe la trasmissione dopo l’esibizione francese, lasciando Villa Louvigny al buio e costringendo a interrompere la prosecuzione della gara, fino a quando il blackout non fu risolto. Tuttavia, durante l’esecuzione del brano olandese, a un certo punto gli spettatori videro soltanto uno schermo nero e poterono ascoltare solo ed unicamente l’audio del brano.