Eurovision Story 1963: quello che c’è da sapere sull’ottava edizione
Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla settima edizione dell’Eurovision Song Contest datata 1962. A cura di Giovanni Saracino
Per comprendere cos’è diventato oggi l’Eurovision Song Contest, bisogna intraprendere un viaggio lungo settant’anni. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra canzoni e personaggi che hanno fatto grande la storia della manifestazione canora europea. Oggi si prosegue con il 1963.
Ripercorreremo insieme questo percorso andando a riscoprire brani apparentemente perduti e artisti, sia italiani che stranieri, che si sono distinti all’interno di una competizione che, da semplice evento musicale, si è trasformata anche in un vero e proprio show televisivo. Questo e molto altro ancora è Eurovision Story.
Eurovision Story 1963: quello che c’è da sapere sull’ottava edizione
Il Gran Premio Eurovisione della Canzone si tenne a Londra il 23 marzo del 1963. Il Regno Unito, dopo la rinuncia della Francia, vincitrice uscente, organizzò la manifestazione. Fu un’edizione per certi versi rivoluzionaria: innanzitutto, per la prima volta, fu una donna a presentare la competizione, con la conduttrice di origini italiane Katie Boyle, che condurrà poi altre tre edizioni.
Inoltre, ogni esibizione ebbe una scenografia diversa, tanto che in molti ipotizzarono che lo show non fosse in diretta, bensì registrato. Non si ebbero mai conferme; di certo, la manifestazione andò in diretta, seppur il dubbio che le esibizioni, per via delle difficoltà tempistiche del cambio di scena, fossero state registrate prima e mandate in onda resta tutt’oggi.
Per far sì che il sistema di voto fosse più equo, il numero dei giurati per ogni Paese fu allargato a venti, con la possibilità di votare per i 5 brani preferiti, con un punteggio che andava da 1 a 5 punti. Questo permise una battaglia molto serrata in cima alla classifica, con i primi tre classificati racchiusi nell’arco di soli 5 punti. Ad avere la meglio, dopo un annuncio dei risultati al cardiopalma, fu la Danimarca, con il brano “Dansevise”, interpretato da un duo composto da Grethe e Jorgen Ingmann. Al secondo posto la Svizzera e al terzo la nostra Italia che, con Emilio Pericoli e la sua “Uno per tutte”, andò molto vicino al primo trionfo del Belpaese.
Note curiose: Per il terzo anno consecutivo i Paesi in gara sono 16, senza alcun ritiro né debutti. Al momento della comunicazione dei voti della Norvegia ci fu un errore nella comunicazione dei risultati, tanto che inizialmente si pensò che fosse la Svizzera ad. Aver vinto. La Norvegia fu richiamata al voto per annunciare i risultati corretti, portando invece al trionfo la Danimarca.
Per la seconda volta consecutiva, quattro Paesi conclusero all’ultimo posto con zero punti ottenuti: Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Svezia. Per i Paesi scandinavi fu quindi un anno dolceamaro, tra il primo trionfo danese e il tonfo degli altri tre in gara.