Eurovision Story 1965: quello che c’è da sapere sulla decima edizione
Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla decima edizione dell’Eurovision Song Contest datata 1965. A cura di Giovanni Saracino
Per comprendere cos’è diventato oggi l’Eurovision Song Contest, bisogna intraprendere un viaggio lungo settant’anni. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra canzoni e personaggi che hanno fatto grande la storia della manifestazione canora europea. Oggi si prosegue con il 1965.
Ripercorreremo insieme questo percorso andando a riscoprire brani apparentemente perduti e artisti, sia italiani che stranieri, che si sono distinti all’interno di una competizione che, da semplice evento musicale, si è trasformata anche in un vero e proprio show televisivo. Questo e molto altro ancora è Eurovision Story.
Eurovision Story 1965: quello che c’è da sapere sulla decima edizione
Siamo alla decima edizione del Gran Premio Eurovisione della Canzone. L’Italia ospita per la prima volta la competizione, frutto della vittoria dell’anno precedente con Gigliola Cinquetti e la sua “Non ho l’età (per amarti)”. È l’Auditorium Rai di Napoli a ospitare la manifestazione.
La Svezia torna in gara dopo l’assenza dell’anno precedente, mentre l’Irlanda debutta. Si tratterà di un debutto importante, in quanto negli anni successivi il Paese diventerà uno dei più vincenti nella storia dell’Eurovisione. I Paesi in gara salgono quindi a 18.
Il metodo di votazione non cambia: 10 giurati per Paese, con 9 punti da assegnare, distribuiti tra i primi tre classificati di ogni Paese (5 punti al primo, 3 al secondo, 1 al terzo). Qualora un solo Paese avesse preso punti da una giuria, esso avrebbe conquistato tutti e 9 i punti a disposizione; se invece i Paesi fossero stati due, i punti sarebbero stati così ripartiti: 6 al primo e 3 al secondo.
Per l’Italia c’è il vincitore del Festival di Sanremo 1965, Bobby Solo che, con “Se piangi, se ridi”, otterrà un ottimo 5° posto. A trionfare fu il Lussemburgo, con l’artista francese France Gall e il brano “Poupée de cire, poupée de son”. A completare il podio, un altro secondo posto per il Regno Unito e, al terzo, la Francia.
Per il quarto anno consecutivo, quattro Paesi hanno chiuso la competizione all’ultimo posto con zero punti ottenuti; stavolta tale sorte è stata riservata a Germania Ovest, Spagna, Belgio e Finlandia.
Note curiose: l’artista svedese si è presentata al concorso con una canzone in inglese, sorprendendo tutti. Pertanto, dall’anno successivo verrà imposta la regola che ogni Paese potrà partecipare alla gara unicamente con una canzone in una delle lingue nazionali.
Mario Del Monaco, uno degli artisti italiani più rilevanti dell’epoca, fu il super ospite della manifestazione, interpretando due brani della tradizione napoletana e premiando l’artista vincitrice.
Uno degli artisti in gara, per l’esattezza Udo Jürgens, in gara per l’Austria, si è classificato secondo, in coppia con Ornella Vanoni, al Festival di Sanremo di quell’anno, con il brano “Abbracciami forte”.