Eurovision Story 1967: quello che c’è da sapere sulla dodicesima edizione
Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere sull’undicesima edizione dell’Eurovision Song Contest datata 1966. A cura di Giovanni Saracino
Per comprendere cos’è diventato oggi l’Eurovision Song Contest, bisogna intraprendere un viaggio lungo settant’anni. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra canzoni e personaggi che hanno fatto grande la storia della manifestazione canora europea. Oggi si prosegue con il 1967.
Ripercorreremo insieme questo percorso andando a riscoprire brani apparentemente perduti e artisti, sia italiani che stranieri, che si sono distinti all’interno di una competizione che, da semplice evento musicale, si è trasformata anche in un vero e proprio show televisivo. Questo e molto altro ancora è Eurovision Story.
Eurovision Story 1967: quello che c’è da sapere sulla dodicesima edizione
Vienna, 8 aprile 1967, Grosser Festsaal der Wiener Hofburg. È qui che si svolge la dodicesima edizione del Gran Premio Eurovisione della Canzone, dopo la prima vittoria austriaca dell’anno precedente.
Diciassette Paesi in gara, con il ritiro della Danimarca (che sarà assente fino al 1978) e nessun debutto. Il sistema di voto fu modificato, ritornando a quello del 1957, ovvero dieci giurati per Paese, con ogni giurato che poteva esprimere la propria preferenza per uno e un solo brano. Unica differenza: almeno metà della giuria doveva avere meno di trent’anni di età.
Dopo numerosi secondi posti, finalmente il Regno Unito riesce a trionfare nella competizione con Sandie Shaw e la sua “Puppet on a String”. A completare il podio Irlanda e Francia. Tuttavia, il vero trionfo lo ottenne Vicky Leandros, dal Lussemburgo, con uno dei brani che otterranno maggior successo dopo la competizione, ovvero “L’amour est bleu”. L’artista vincerà all’Eurovisione qualche anno dopo…
Per l’Italia in gara torna Claudio Villa con, forse, uno dei suoi brani meno celebrati e selezionato appositamente per la manifestazione europea, “Non andare lontano”. Si classificherà undicesimo, con soli 4 punti ottenuti. Il “Reuccio” venne selezionato in quanto vincitore del Festival di Sanremo in coppia con una giovane artista dalla voce potente, Iva Zanicchi, con il brano “Non pensare a me”.
Non è chiaro del come mai fu scelto Villa piuttosto che la Zanicchi. Voci della stampa dell’epoca parlano di diatribe tra le diverse case discografiche e di come la Zanicchi in quell’aprile del 1967 avesse già preso impegni pregressi che fecero propendere la scelta verso il cantautore romano.
Note curiose: l’EBU non sembrò molto entusiasta dell’edizione austriaca della rassegna, in modo particolare per quanto riguarda la conduttrice, che annunciò il vincitore ancor prima che tutti i risultati fossero stati annunciati.
A concludere all’ultimo posto con zero punti fu la Svizzera. Fu inoltre l’ultima edizione ad andare in onda in bianco e nero; dall’anno successivo, infatti, arrivò in Italia la televisione a colori.