A tu per tu con la giovane band milanese, fuori con il nuovo singolo intitolato “Dillo

Reduci dal debutto sancito con il singolo d’esordio Così, per i Fake è tempo di nuova musica. Si intitola “Dillo” l’inedito che conferma il talento del gruppo composto da Luca Ferrara, Mattia Missaglia e Fabrizio Bolpagni. In occasione di questa nuova uscita, abbiamo incontrato i tre giovani artisti, per approfondire la conoscenza della loro fresca ed ispirata visione musicale.

Ciao ragazzi, benvenuti. Partiamo da “Dillo“, un bel brano suonato che sottolinea le caratteristiche di una band come la vostra. Com’è nato questo pezzo?

«Come tutti i nostri pezzi, nasce dalle sensazioni e da ciò che viviamo, l’obiettivo era quella di spronare il nostro pubblico a non aver paura di esternare i propri pensieri, andando anche contro tutti quei pregiudizi che oggigiorno sono sempre più forti quando si parla, ad esempio, di omosessualità. Il nostro invito e di non lasciarsi trasportare dalle opinioni degli altri, di vivere il proprio amore fino in fondo, portando avanti quelli che sono i propri sentimenti e le proprie idee».

Come vi siete conosciuti e quando è nata l’idea di creare questo vostro progetto? 

«Inizialmente Mattia e Luca facevano parte di un altro gruppo che, per vari motivi, si è sciolto. Per fondare un nuovo progetto c’era bisogno di una voce e quella di Fabrizio ci è piaciuta sin da subito. Così è partito tutto».

A cosa si deve la scelta del vostro nome d’arte?

«Dalla voglia di trovare un nome moderno, che si rifà un po’ anche al mondo dei social, dove i fake sono davvero all’ordine del giorno. Ci siamo inventati una citazione che esprime il senso della nostra scelta, perché oggi più una persona è vera e più corre il rischio di sembrare falsa, proprio perché non siamo più così tanto abituati alla trasparenza e all’onestà. E’ quasi un paradosso».

Il mercato di oggi, secondo voi, è ancora in grado di individuare e valorizzare il talento?

«Crediamo di sì, soprattutto rispetto al passato. Oggi c’è molta più gente che scrive e suona, da un lato con più concorrenza è anche più difficile, ma allo stesso tempo è più stimolante e ci sono molti più canali, la tecnologia permette di farsi conoscere e di lavorare anche da casa. Noi cerchiamo di curare molto l’aspetto social, condividendo il nostro tempo libero con il pubblico».

Sicuramente il web è uno strumento di lancio importante per la musica emergente, al pari dei talent show. Qual è il vostro pensiero a riguardo?

«Come in tutte le cose, ovviamente, ci sono i pro e i contro anche dei talent. Da una parte ti regalano parecchia visibilità, dall’altra bisogna saperli prendere nella maniera giusta, avendo un progetto valido alle spalle e un bel team compatto, proprio come nel nostro caso. Bisogna arrivarci pronti, sia dal punto di vista discografico ma anche per quanto riguarda l’aspetto psicologico».

Quali sono i vostri prossimi progetti in cantiere? Cosa dobbiamo aspettarci dalla vostra prossima musica?

«Di sicuro un singolo che uscirà tra ottobre e novembre, poi, uno dei nostri obiettivi è sicuramente il Festival di Sanremo. In più c’è in cantiere anche altro, ma aspettiamo a raccontarle, ve le diremo a tempo debito (sorridono, ndr). A livello musicale, abbiamo ben chiara la nostra direzione, vale a dire sperimentare su più fronti possibili, cercando di costruire giorno per giorno un’identità sempre più solida».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la vostra musica e a chi mi piacerebbe arrivare in futuro?

«Potrebbe sembrare scontato, ma ci piacerebbe raggiungere tutti, sia grandi che piccini, questo crediamo sia il segreto per la longevità di un progetto. Considerato il genere che proponiamo oggi, sicuramente ci rivolgiamo in primis ad un pubblico giovane, in futuro si vedrà».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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