Fiorella Mannoia Padroni di niente

Recensione del secondo capitolo della nuova trilogia discografica del cantautore

Quando Fiorella Mannoia decide di cantare lo fa perchè ha realmente qualcosa da dire. Lo testimonia la sua storia e la sua credibilità musicale ed artistica conquistata con anni e anni di attività e di canzoni attente a “dire” oltre che a “suonare”. Padroni di niente, il suo nuovo album d’inediti uscito il 6 novembre 2020 ad appena un anno e mezzo dal precedente progetto (di cui qui la nostra recensione), è un disco che, ancora una volta, si pone l’obiettivo schietto e sincero di parlare e di esprimere un punto di vista sulla vita oltre che su ciò che ci circonda. E mai come in questo caso, forse, Fiorella ha scelto di calarsi nell’attualità realizzando una nitida fotografia del nostro oggi per mezzo delle canzoni. E sono proprio le canzoni a costituire il fulcro fondante di questo progetto: appena 8 tracce proprio per evitare l’errore di confondere e di diluire un messaggio che, invece, si vuol fare arrivare diretto ed immediato all’ascoltatore.

Il manifesto di questo viaggio è quella Chissà da dove arriva una canzone che, scritta da Ultimo, suona come un’invocazione classica alla musa ispiratrice per far risuonare la vita all’interno delle note scelte. Il cantautore romano per la prima volta incontra la vocalità della Mannoia ed il mix riesce a risultare convincente abbattendo quelle barriere generazionali che la musica mai ha conosciuto ma, soprattutto, offrendo l’opportunità di rendere evidente il fatto che il tempo appare il medesimo per tutti, giovani e vecchi, uomini e donne, potenti e poveri. Sull’onda di una potente orchestrazione classica l’intensità delle parole scelte tracciano un profilo coerente ed eterno di quel magico momento in cui una canzone trova forma per raccontare di quella “vita [che] scorre o siamo noi a darle un senso a volte” non sfuggendo nemmeno di fronte alla prova dell’attualità quando si fa esplicito riferimento a “questi giorni chiusi”.

E Fiorella non si nasconde dietro ad un dito quando, poi, nella title-track, Padroni di niente, sceglie di affrontare proprio questi nostri giorni con tutte le loro sfide e contraddizioni. Lo fa per mezzo della penna sempre ispirata, profonda e poetica di Amara che si ritrova a dedicarsi ad una riflessione attorno al cambiamento che la porta a concludere che tutto cambia, passa e diventa a prescindere dalle azioni di quell’uomo che ‘penso di voler cambiare il mondo poi succede che è lui che, invece, cambia me’ rendendolo ‘padroni di tutto e di niente’ facendogli dimenticare che ‘prima di tutto la vita è un valore’. Anzi, è il valore.

Fiorella Mannoia Padroni di niente

Amara, penna da qualche anno cara alla Fiorella più impegnata e centrata, interviene, poi, anche per La gente parla (in compagnia di Simone Cristicchi) ovvero l’altro importante episodio sociale che caratterizza questo racconto musicale. Questa volta il focus viene messo sulle parole, sul loro valore, sul loro significato che spesso può risultare pesante come un macigno pur provenendo da bocche incoscienti, impreparate e superficiali. Ed il messaggio, ancora una volta, arriva puntuale e preciso: in mezzo ad un mondo di qualunquisti il desiderio più urgente è quello del silenzio. Un silenzio che possa restituire valore alle parole ma anche senso, aderenza e specificità. Questo suono scanzonato per accompagnare una ritmica più up-tempo viene mantenuta anche da Olà trovandosi a fare una dedica all’unica vera ricetta in grado di risolvere tutte quelle contraddizioni fin qui evidenziate e messe in luce: l’amore. “Succede qualcosa di grande: che l’amore è più forte di noi. Ti accende, guarisce, difende, trascina, ti arrende, ricostruisce: l’amore”.

Su di un terreno più propriamente “mannoiano” si distendono Si è rotto, perfetta riflessione su come l’oggi ci stia costringendo a fare i conti con l’evidenza che “si è rotto il sogno” che l’umanità custodiva per sé e per il proprio eterno presente pur senza dimenticare che “so che ancora vale amare un po’ di più”, e le sognanti Sogna ed Eccomi qui che più di ogni altra traccia invitano a non arrendersi, al guardare ancora avanti trovando nell’amore “il solo senso che c’è” per affrontare, giorno dopo giorno, le sfide dell’esistenza a cui siamo chiamati a rispondere tenendo presente che “il tempo non aspetta: assapora ogni momento perché non ritornerà”.

A concludere il progetto è la Solo una figlia che propone il duetto con la giovane Olivia XX che del brano risulta essere anche l’autrice e che trova così il modo di condividere con una grande interprete i primi passi di una sua prossima carriera musicale. Il tema è la delicatissima realtà delle spose bambine per le quali le due artiste scendono in campo dando profondità alle storie di quel “fiore che sboccia senza sole” trovando una profondità fuori dal comune che riesce a giovarsi, oltre che delle potenza del racconto, anche di una buona alchimia tra le due timbriche opposte ma ugualmente penetranti e comunicative.

Fiorella Mannoia Padroni di niente

Questo Padroni di niente restituisce al pubblico una Fiorella Mannoia quanto mai calata nell’attualità. Un’attualità fatta, come sempre, di parole capaci di raccontare e di tracciare un profilo (in questo caso sempre piuttosto nitido) ma anche di note e di quei suoni classici, tradizionali ed orchestrali che sanno di una sicurezza rassicurante. Ed è proprio di questo che oggi la musica italiana necessita: rassicurazione e messaggi. Non che ce ne fosse bisogno ma questo progetto vince e convince proprio perchè si rivela capace di risultare sia rassicurante che ricco di messaggi proponendo una Mannoia in una forma smagliante per mezzo di canzoni potente, abilmente scritte e rivestite. Sono canzoni che si giovano, naturalmente, di una grande interprete ma che trovano la propria forza soprattutto da sè stesse dimostrando che il contenuto necessita di essere messo in musica soprattutto di questi tempi in cui spunti, tematiche e riflessioni risultano poter essere numerose ma, soprattutto, necessarie per costruire un futuro migliore. La strada Fiorella l’ha indicata.

Migliori tracce | Padroni di niente – Chissà da dove arriva una canzone – Solo una figlia

Voto complessivo | 9/10

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Padroni di niente | Tracklist e stelline

  1. Padroni di niente ★★★★★★★★½
    [Amara]
  2. Chissà da dove arriva una canzone ★★★★★★★★½
    [Ultimo]
  3. Si è rotto ★★★★★★★
    [Fiorella Mannoia, Fabio Capezzone – Enrico Lotterini]
  4. La gente parla ★★★★★★★
    [Amara, Simone Cristicchi – Amara]
  5. Sogna ★★★★★☆
    [Fiorella Mannoia, Edoardo Galletti – Edoardo Galletti]
  6. Olà ★★★★★★★★½
    [Fiorella Mannoia, Bungaro, Cesare Chiodo – Bungaro, Cesare Chiodo, Rakele]
  7. Eccomi qui ★★★★★★★★½
    [Bungaro, Cesare Chiodo, Carlo di Francesco – Bungaro, Cesare Chiodo]
  8. Solo una figlia feat. Olivia XX ★★★★★★★★☆
    [Olivia XX – Olivia XX, Vittorio Savastano Giannelli]
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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