Disponibile da venerdì 15 novembre il nuovo singolo della cantautrice veneta, intitolato “Cheyenne“
Una canzone nostalgica quanto speranzosa, ricca di contrasti e di chiaroscuri, ben dosata e per nulla eccessiva, come direbbero gli esperti di pasticceria: un dolce ricoperto di glassa elettronica, dal cuore cremoso e analogico. In tal senso, Francesca Michielin pare aver trovato la corretta dimensione, un giusto compromesso tra pop e ricerca, tra il già sentito e quel qualcosa di nuovo.
Proprio per questo motivo, “Cheyenne“ è un brano che non ripete, bensì aggiunge qualcosa di nuovo al versatile percorso della giovane cantautrice, a quasi due anni di distanza da “2640“, un disco probabilmente non compreso fino in fondo. Non cambia direzione Francesca, anzi, continua a girovagare per la sua meta senza cercare fissa dimora in una più comoda zona di comfort.
Un progetto che continua a suscitare interesse, risultando tra i più innovativi tra le nuove leve dalla musica italiana, perché unisce il bel canto tipico della nostra tradizione a suoni contemporanei, arrangiamenti che provengono da altre culture e che, per quanto riguarda lo scenario del nostro Paese, rappresentano una piacevole e quantomai attesa novità. Dopo tanto girovagare, Francesca Michielin ha trovato la sua personale e multietnica via della seta.
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Cheyenne | Audio
Cheyenne | Testo
E ripenso al weekend
quando tutte le volte
ascoltavi Stevie Wonder
in soffitta da me
qui da camera mia
vedo il tramonto ma
se ti chiamo poi litighiamo
il cielo del Marocco è spento
A che serve un weekend
se non sai dove abito
chiedi sempre di me
anche oggi che è sabato
io mi chiedo perché
stiamo parlando ma
da lontano non ci sfioriamo
il cerchio è chiuso
noi ci siamo dentro
se c’è troppo silenzio
non ti sento
Lo sai che ridere che fa
partire con la pioggia
entrare in un museo
aspettando che finisca
un po’ come al liceo
con la tua mano nella tasca
sentirsi due Cheyenne
con una freccia
Vorrei sapere solo se
ti scoccia e non ti manca
fumare qui con me
l’ultima sigaretta
diventerei per te
un altro continente
se fossimo Cheyenne
ma siamo solo gente
Ti ricordi il weekend
dentro questa piscina
siamo niente di che
stavo meglio per strada
a parlare con te
fino alla mattina ma
da vicino non ci capiamo
il cerchio è chiuso
noi ci siamo dentro
se c’è troppo silenzio
non ti sento
Lo sai che ridere che fa
partire con la pioggia
entrare in un museo
aspettando che finisca
un po’ come al liceo
con la tua mano nella tasca
sentirsi due Cheyenne
con una freccia
Vorrei sapere solo se
ti scoccia e non ti manca
fumare qui con me
l’ultima sigaretta
diventerei per te
un altro continente
se fossimo Cheyenne
ma siamo solo gente
Solo gente che sbaglia
e poi si chiama amore
questi tagli sul cuore
bruciano più di meduse
sulla pelle
Vorrei sapere solo se
ti scoccia e non ti manca
fumare qui con me
l’ultima sigaretta
conquisterei per te
un altro continente
se fossimo Cheyenne
ma siamo solo gente
siamo solo gente
Nico Donvito
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