Francesca Michielin, il significato delle tracce di “Magia bianca”
Tempo di nuova musica per Francesca Michielin. che, a partire da venerdì 12 giugno 2026, ha reso disponibile l’album “Magia bianca”. Ecco il significato delle tracce che compongono questo progetto discografico
“Magia bianca” è il nuovo progetto discografico di Francesca Michielin, fuori per Columbia Records / Sony Music Italy. L’album è stato anticipato dai singoli “Una donna non può” e “Strega comanda”, aprendo una nuova fase del suo percorso artistico, costruendo un immaginario ispirato a una dimensione fantasy dove femminilità, cultura pop e atmosfere medievali si intrecciano continuamente.
L’intero lavoro prende forma come un vero e proprio concept album: un racconto coerente e immersivo attraversato da streghe, lune, rituali, leggende popolari e figure femminili fuori dagli schemi. Tra ironia, oscurità, desiderio di evasione e simbolismo esoterico, Francesca costruisce un universo narrativo personale e riconoscibile, sospeso tra realtà e fantasia.
L’ascolto è attraversato da una dimensione ironica e tragicomica, al tempo stesso sensuale, misteriosa e dissacrante, che utilizza l’immaginario di un passato idealizzato per raccontare il presente. Nei momenti storici più complessi, infatti, il bisogno di evasione e immaginazione ha spesso spinto a guardare ad altre epoche: accadeva nella letteratura ottocentesca con il Medioevo romantico e accade ancora oggi, tra castelli e atmosfere dark fantasy che popolano sempre più la cultura contemporanea.
Le sonorità di “Magia bianca” si muovono tra richiami dungeon synth, suggestioni fantasy e riferimenti pop contemporanei, costruendo un equilibrio raffinato e immersivo che attraversa tutte le nove tracce del disco, che sono unite tra di loro da transizioni sia testuali che musicali.
Per il nuovo album Francesca Michielin ha evocato cinque “spettri musicali” che sono presenti con le loro voci: si va da Angelica in “1484″, a Patrizia Laquidara nel “Canto delle anguane”, passando per Veronica Lucchesi in “Feral girl”, l’omaggio a Caparezza del sogno Eretico in “Strega comanda” e con Ceneri in “Magia bianca e magia nera”.
Francesca Michielin, il significato delle tracce di “Magia bianca”
Manifesto programmatico dell’album e traccia di apertura, “1484” richiama l’anno della bolla papale che diede ufficialmente avvio alla caccia alle streghe. In questo brano Francesca intreccia passato e presente, utilizzando il Medioevo come specchio del contemporaneo: un mondo segnato dal controllo, dalla paura e dalla necessità di conformarsi. il brano diventa così una riflessione sul potere, sui meccanismi di esclusione e sulla libertà di essere imperfetti, diversi, fuori dagli schemi.
Singolo apri pista del progetto è “Una donna non può”, in cui l’immaginario della magia e della stregoneria diventa lo strumento per affrontare i temi dell’identità, della libertà e delle aspettative imposte alle donne. Tra rituali, simboli esoterici e riferimenti medioevali, il pezzo riflette con ironia e lucidità sul doppio standard, trasformando la figura della strega in un simbolo di autonomia e resistenza.
Tra riferimenti alla cultura pop contemporanea e immagini volutamente grottesche si inserisce “Feral girl”, dove Francesca trasforma rabbia e pressione sociale in energia liberatoria, ribaltando l’idea della “ragazza perfetta” e rivendicando il diritto di essere contraddittorie e caotiche.
Con “Strega comanda” viene celebrata una forma di potere diversa e più autentica: quella di abitare il proprio spazio nel mondo con consapevolezza e gioia. Il colore, da semplice elemento del gioco, diventa espressione di identità, pluralità e libertà, mentre la strega si trasforma in una figura contemporanea capace di incarnare il coraggio di essere sé stessi. Il brano è stato scritto in occasione del Pride Month, un momento particolarmente significativo per Francesca Michielin che quest’anno sarà tra le ambassador del Roma Pride insieme a Levante e Margherita Vicario.
“Litha” / “Solstizio d’Estate” sono legati simbolicamente tra di loro e i due brani si ispirano ai rituali della notte di San Giovanni e all’immaginario pagano del solstizio d’estate. Tra falò, erbe, desideri affidati alla luna e richiami alla magia popolare, Francesca racconta un momento sospeso tra celebrazione e inquietudine, dove amore, vulnerabilità e libertà convivono nella stessa notte.
“Il canto delle Anguane” si muove tra nebbia, laguna e corsi d’acqua evocando un immaginario sospeso tra fiaba e mistero. Più che raccontare una creatura fantastica, la canzone esplora il fascino dell’ambiguità e della trasformazione attraverso una figura femminile sfuggente, affascinante e profondamente legata alla natura. Il brano nasce anche come omaggio a “Il canto dell’anguana” di Patrizia Laquidara che ha curato con Francesca anche la produzione vocale del brano.
Con “Magia bianca, magia nera” il disco affronta il tema dell’ambivalenza. Costruita su continui contrasti sonori ed emotivi, la traccia riflette sull’ambiguità delle scelte e sull’impossibilità di dividere nettamente bene e male. Tra canto gregoriano, dissonanze e atmosfere sospese, Francesca mette in scena un conflitto interiore che attraversa tutto il progetto: la volontà di capire chi essere, ma soprattutto cosa non diventare.
Il progetto nasce dal desiderio di immaginare altri mondi per raccontare il presente. In un tempo segnato da rigidità, controllo e omologazione, il richiamo ad un passato ideale e alle atmosfere fantasy diventa una forma di evasione ma anche uno spazio di libertà.