A tu per tu con la cantautrice piemontese, in uscita con il nuovo singolo intitolato “Antiamore

A circa due anni di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Francesca Sarasso, disponibile dallo scorso 15 maggio con il nuovo singolo intitolato “Antiamore”, prodotto da Valerio Tufo, Andrea DB Debernardi e Giulio Nenna, un brano impreziosito dalle immagini del videoclip diretto da Mario Silvestrone.

Ciao Francesca, bentrovata. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Antiamore”, cosa racconta?

«”Antiamore” racconta la fine di un rapporto in modo molto tagliente e cinico. Molti credono che sia una ballata contro l’amore, ma non è così. C’è molto di più dietro questo brano».

Attraverso l’ironia esorcizzi l’epilogo di una storia d’amore, vissuto e raccontato in maniera spesso piuttosto melodrammatica. Cosa ti ha spinto a donargli questa diversa chiave di lettura?

«Dai cantautori ci si aspetta sempre una grande esaltazione dell’amore. Io quando ho cominciato a scrivere il brano volevo raccontare una storia controcorrente, mi divertiva l’idea di impersonare una figura priva di sentimenti, che non ha tempo per lacrime e rimpianti. Può sembrare assurdo, ma io credo che ci siano parecchie persone così».

A livello testuale, secondo te, c’è una frase che rappresenta e sintetizza al meglio il significato del brano?

«Sicuramente la frase iniziale del brano “Da quando ti ho lasciato, un altro l’ho trovato e sai che sto sempre bene”. Credo che spieghi senza mezzi termini quelle che sono le dinamiche dei rapporti di oggi: quando un rapporto non funziona lo distruggiamo e ricominciamo senza alcun indugio con qualcun altro, avanti il prossimo!».

Chi ha lavorato con te alla realizzazione di questo brano? 

«Come sempre alla produzione di questo brano hanno lavorato Giulio Nenna e Andrea Debernardi. A loro si è aggiunto, in occasione di questo brano, Valerio Tufo».

Dal punto di vista narrativo, cosa aggiungono le immagini del videoclip diretto da Mario Silvestrone?

«Volevo realizzare un videoclip molto ironico, che facesse riflettere pur facendo sorridere. Con Mario Silvestrone ho una grande intesa professionale e umana ed è per questo che con lui ho realizzato tutti i miei videoclip. Quando gli ho parlato della mia idea di realizzare uno speed date, ne è stato subito entusiasta e abbiamo cominciato immediatamente a scambiarci idee a riguardo. Credo che le immagini del video supportino bene il brano e smorzino i suoi lati più cinici e freddi».

Che ruolo gioca la tua musica nel quotidiano?

«La musica è prima di tutto un’amica. Non c’è giorno in cui io non la ascolti o in cui non scriva seduta al mio pianoforte. Non riesco a immaginare le mie giornate, la mia vita, senza musica!».

Da ascoltatrice, tenti a cibarti di un genere particolare oppure ascolti di tutto?

«Mi piace definirmi un’ascoltatrice onnivora. Ogni genere musicale può arricchirti in modo differente, ma, se devo essere sincera, sono una nostalgica degli anni ’70 e ’80. Sono quasi dispiaciuta di non aver potuto godere della bellezza della musica di quegli anni!».

Venendo all’emergenza sanitaria Covid-19 ancora in corso, personalmente, come hai vissuto queste ultime settimane e con quale spirito affronti questa ripartenza?

«Son stati mesi particolarmente difficili per me. Devo dire che, per quanto mi riguarda, è proprio la vita a mettere in moto la mia musica. Ora mi sento molto più consapevole e fortunata quando durante le mie giornate compio i gesti più semplici».

Al netto dell’incertezza discografica dovuta a questo difficile momento, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere?

«”Antiamore” è il primo di una serie di singoli che anticiperanno il mio primo disco, che uscirà nel 2021».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«La mia musica credo che si rivolga ad un pubblico piuttosto eterogeneo, non saprei stabilire con precisione un target d’età. Ma forse in particolare modo sono le donne quelle che riescono a recepirla meglio e questo mi fa felice. Da donna posso dire che mi rende molto orgogliosa il fatto di riuscire a comunicare in modo efficace con la sfera femminile, le donne muovono il mondo!».
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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