Francesco Renga 2021

Recensione del nuovo singolo sanremese del cantautore

Tornare a mettersi in discussione e farlo guardando avanti è affare rischioso ma, contemporaneamente, assai stimolante. Lo sa bene Francesco Renga che, dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2021 con Quando trovo te, ha dovuto fare i conti con chi, in un modo o nell’altro, ha sottolineato troppa sperimentazione, troppa voglia di osare, troppa difficoltà nella nuova proposta sanremese del cantautore bresciano in scena per la nona volta al Teatro Ariston.

Questa voglia di osare si traduce in un brano che, mantenendo centrale il tema dell’amore a due pur cambiandone le sfumature narrative, tenta di trovare nella modulazione vocale una chiave di svolta. In questo senso Francesco si impegna a rendere nuovamente centrale la propria vocalità. Lo fa con un sali e scendi melodico che, tra le note, si rivela particolarmente impegnativo con una partenza piuttosto bassa nella tonalità per approcciare presto un inciso che impone di salire con la voce.

Renga osa. Lo fa ricercando una complessità melodica a cui il pubblico del pop mainstream si sta, via via, sempre più disabituando vedendosi spesso offerti linguaggi, sia musicali che testuali, estremamente semplificati, quotidiani ed immediati. Ne esce un brano che sfrutta appieno l’orchestrazione, che impone una forma ed una tenuta vocale non indifferente e che ha bisogno di più ascolti per essere apprezzati appieno.

In questo senso la ‘Quando trovo te’ di Francesco Renga non è la classica canzone che racconta di un amore totalizzante capace di contenere il tutto. Risulta piuttosto essere una canzone tutta impegnata a fare un passo indietro per farne, in realtà, uno avanti. Una canzone che guarda al futuro facendo proprio il paradigma di una complessità musicale quasi passata. Una complessità che, alla fine dei conti, è quella che meglio può raccontare e rappresentare il sentimento dell’amore. Un sentimento che certamente non può dirsi “semplice”.

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Quando trovo te | Testo

Guarda un po’, la mia città è insonne
E ha smesso di sognare
Come mai nessuno ora lo ammette?
Gente che taglia le ombre

Mentre il traffico ancora riempie
Spazi immensi di solitudine
Questa volta ho come l’impressione
Che la speranza abbia cambiato umore

E la mia testa non ne vuole più sapere
Di stare ferma e io continuo ancora a camminare
Si bagnano anche gli occhi, forse piove
E lo sguardo che segue il tragitto di un cane
E va a finire che

Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo sempre
Se mi guardo intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
La verità in un mondo immaginario

Sempre, sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre, sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te

Questa città confonde
Di luci sempre accese
Dicono che tornerà sereno a fine mese
Io sempre fuori stagione

E la tua testa non ne vuole più sapere
Di stare ferma e quel silenzio dentro fa rumore
All’improvviso torno a respirare
Una stanza, due sedie, la cena, un film
Qual è il finale?

Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo sempre
Se mi guardo intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
Tra mille note in volo un suono nuovo

Sempre, sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre, sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te

Tu che dormi sul divano
Quando resta sulle mani il tuo profumo
Le tue cose fuori posto
Quelle scarpe sulle scale
Mi portano da te

Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo sempre
Se mi guardo intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
La meraviglia di ogni giorno nuovo

Sempre, sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre, sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te, mm

Solo quando trovo
Trovo te

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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