Raccontiamo l’attualità con una canzone

Il buon Dio, che di molte belle cose ha seminato questo nostro mondo, ha fatto di certo del suo capolavoro un sentimento caro a tutti noi umani: l’amore. Generatore di coppie, distillatore di baci, mietitore di promesse e responsabile di tutte quelle cose belle che siamo soliti guardare al cinema mentre con una mano trangugiamo popcorn e con l’altra accarezziamo la mano – anch’essa pregna di popcorn – del nostro partner. Così nei cieli, così in terra, anche il male (infinitamente più meschino e subdolo del più subdolo e meschino umano che lascia la sua sudicia gomma da masticare sotto il tavolo, dando poi la colpa al governo o ai giovani d’oggi) ha trovato un degno avversario capace di affrontare tale sentimento. A dispetta di tutti i buon pensanti, tale antagonista non è la controparte grammaticale dell’amore, ovvero l’odio, ma qualcosa di molto più sottile e pungente.

Il matrimonio.

Non voglio dire che i matrimoni siano in realtà noiosi, privi spesso di vero senso religioso, mortalmente imbarazzanti e che non si curino del nostro appetito; perché in realtà ai matrimoni si mangia benissimo. Ma laddove il nostro intestino è intento a trangugiare e peptonizzare le più buone delizie del creato, il nostro spirito reclama perdono e pietà per il disagio che deve provare in mezzo a tanti sorrisi e a tanti vestiti luccicanti.

Siccome qui cerchiamo risposte alla vita, oltre a fare ironia dei suoi grandi drammi, elencherò qui una lista di consigli utili per sopravvivere al meglio la celebrazione dove si annida, spesso, il peggio del genere umano. Almeno così potreste evitare di fare la fine della canzone “S’è sposata la mia zia” di Duo Bucolico che qui sotto riporto.

È solo un inizio ma si sa, l’inizio è di gran lunga il modo migliore di incominciare qualcosa .
E se si inizia a dare consigli, è giusta premura incominciare dal numero uno.

Consiglio n°1
Mettetevi una sciarpa intorno al collo.
Perché i benefici dell’impiego a lungo termine delle sciarpe intorno al collo ai matrimoni sono stati provati scientificamente, mentre tutti gli altri consigli che ho da darvi sono basati, nulla più, sulla mia esperienza.

Consiglio n° 2
Se sei maschio, vestiti in maniera dimenticabile.
Più arduo che scovare la giusta temperatura dell’acqua sotto la doccia, il vestiario matrimoniale rappresenta un vero tormento. I rischi in caso di errore sono due, ma sono entrambi terrificanti. Nel caso migliore, se ci si veste male, si verrà visti come dei menefreghisti senza cuore e senza un minimo di decoro in questo giorno di festeggiamenti. Se ci si vestirà troppo bene, si passerà ad essere considerati degli esibizionisti con manie d’attenzione che daranno l’idea di essere inaffidabili, insensibili, incoerenti e incorreggibilmente stupidi. Solo poche persone possono vantare di essere fuori pericolo nella via di mezzo. Che io sappia, non ho mai visto né incontrato individui del genere.

Consiglio n° 3
Preparatevi frasi semplici e argute.
Si narrano di molti uomini che, trovati davanti alla sposa, non sapendo cosa dire né cosa fare, siano scappati urlando e scusandosi in un’altra lingua per la vergogna. La banalità e il tempismo sono tutto in questo genere di cose. Avete tutta la messa per pensare ad una frase ad effetto, semplice e arguta. Così che fieri potete andare ad esibirla davanti a tutti gli altri invitati che penseranno “ma che frase semplice e arguta che ha detto alla sposa!”. Ovviamente non rivelate la vostra frase a nessuno. Perché può capitare che ve la rubino con l’inganno e che la sposa vi saluti lo stesso, aspettandosi che voi diciate qualcosa. E lì è un attimo scappare urlando e scusandosi in un’altra lingua per la vergogna.

Consiglio n° 4
Non guardate mai l’ora.
Rimarreste, in ogni caso, delusi.

Consiglio n°5
Spettegola, sì, ma con stile.
Da che se ne dice, il matrimonio rimane il luogo ideale per spettegolare. Un concentrato così denso di abiti regali, storie strappalacrime, coppie impossibili e promesse interrotte che farebbero un baffo anche a Madame Bovary e alla corte di Versailles tutta. Perciò spettegolare è più che un diritto che un reato. È giusta premura, però, farlo in gruppi ristretti per non offendere nessuno. Due persone son più che sufficienti. Lingua da vipera ma faccia d’angelo, così che si possa tranquillamente parlare della relazione intima della sorella dello sposo con il cugino sudamericano dello zio del cognato, con la stessa faccia con la quale si potrebbe disquisire di tematiche non meno interessanti come la giusta temperatura del caffè alla mattina o l’eccitante accento che serba la parola “peripatetico”.

Consiglio n°6
Sorrisi beati.
Molti sorrisi dimorano i matrimoni e le celebrazioni tutte. Se vi capiterà di vederne uno, dello sposo o della sposa, fatto lontano dalla folla, dalle fotocamere e da occhi indiscreti; allora tenetevi stretta quel sorriso. Rimarrà sempre nel tuo cuore un ricordo di una persona felice.

Consiglio n°7
Cercate il significato della parola “peripatetico”.

Consiglio n°8
E infine… guardatevi da quelli che vi danno consigli.
Ma anche siate pazienti con loro. Perché, come diceva Kurt Vonnegut, “dare consigli è un modo di avere nostalgia. È un modo di ripescare il proprio passato dall’oblio e di liberarsene. Riverniciando le pareti brutte e dandogli un valore che prima non aveva.” Perciò voi vivete e lasciate vivere. Divertitevi, ridete, piangete e aspettate con terrore o con gioia la prossima coppia di sposi che suggellerà il loro amore in questo mondo. Solo con un po’ di anarchia e di follia si può pensare di sposarsi e di credere che il proprio bene sia, anche solo per poco, il bene di tutti. Siamo uomini, siamo fatti così.

E comunque, alla fine, fidatevi di me, mettetevi sta sciarpa al collo.

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Tommaso Leotta

Scrittore, regista, chitarrista (orecchiabile, per i primi cinque minuti). Da sempre amante della musica e delle sue mille sfaccettature. Nel mio cuore Bob Dylan, De Gregori e De André.

Di Tommaso Leotta

Scrittore, regista, chitarrista (orecchiabile, per i primi cinque minuti). Da sempre amante della musica e delle sue mille sfaccettature. Nel mio cuore Bob Dylan, De Gregori e De André.

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