Raccontiamo l’attualità con una canzone

Quando il ragazzo entrò nel negozio era mattina ed il sole si stava timidamente prendendo il suo posto nel cielo stiracchiando i suoi primi raggi nel giorno mentre il vento soffiava forte sulle sulle strade. Dentro al negozio, un bancone. Dietro al bancone, un computer. Al computer, lei.

Buongiorno.
Buongiorno.
Se le serve qualcosa son qui.
Grazie, ma do solo un’occhiata.
Prego, faccia pure. L’unica cosa, se possibile, se può non toccare gli occhiali.
Ovvio ma le ripeto, do solo un’occhiata.
Da solo un’occhiata.
Si. Solo un’occhiata. Un’occhiata in un negozio di occhiali.
Ha del senso.
Forse. È tardi per cercarne uno.
Lei è il cliente, può cercare quello che vuole. Anche un senso se lo trova.
Cercarlo è facile. È trovarlo il difficile.

Lei alzò gli occhi dal computer e vide per la prima volta il ragazzo che invece non aveva smesso di fissarla. Avranno avuto forse la stessa età e qualche simile pensiero nella testa. Il ragazzo la guardava aspettandosi una qualche risposta che però non arrivò. Si spostò e andò a guardare gli occhiali.

La prego, non li tocchi.
Scusi. Ha ragione.
Non si preoccupi. È un bel modello quello.
Questo?
Si, quello.
Non ci capisco niente.
Cosa non capisce?
Questi occhiali. Anzi, gli occhiali in generale.
Gli occhiali in generale.
Si, gli occhiali in generale. Servono per la vista, ma anche chi non ha problemi di vista li usa. Che senso ha?
Non aveva detto che era tardi per cercarne uno?
Di cosa?
Di senso.
Si. Forse.
In ogni caso. La gente compra i vestiti per coprire il corpo. Con gli occhiali fa la stessa cosa ma coprendo gli occhi.
Coprendo gli occhi.
Si. Come nella canzone di Frah Quintale:Gli occhi”. La conosce?
No, mai sentita.

La ascolti, è molto bella. In ogni caso. Il corpo parla, racconta un sacco di cose di noi anche involontariamente, ma gli occhi. Gli occhi dicono tutto. Per questo la gente li copre.
Perché dicono tutto.
Perché dicono tutto.
Ed è così un male?
Dipende.
Da cosa?
Lei fa molte domande.
Mi scusi.
Dipende dai singoli casi. Lei vorrebbe dirmi tutto?
Non saprei cosa dire.
Non serve saperlo, gli occhi lo dicono comunque. Se sei innamorato, arrabbiato, geloso. Si inganna a parole ma mai con gli sguardi.
Questo l’ha imparato con la canzone che mi diceva prima?
Si. Quella e i clienti.
Quali clienti?
Quelli che vengono a dare solo un’occhiata.
Un’occhiata in un negozio di occhiali.
Un’occhiata in un negozio di occhiali.
Ha senso.
A guardare bene c’è sempre un senso.
Forse.

Rimasero in silenzio a lungo. Fuori il vento soffiava forte sulle strade. Poi il ragazzo parlò.

Sarebbe bello se nessuno li mettesse.
Se nessuno mettesse gli occhiali?
Se nessuno mettesse gli occhiali.
Non saprei. Un modo per coprire gli occhi la gente lo trova sempre.
Come?
Distraendosi. O non guardando veramente. Come se avessero sempre un filtro. Scusami, sto cominciando a blaterare. È che ad una certa comincio ad essere stanca e a straparlare.
Si figuri. In che senso un filtro?
Nella canzone, quella che dicevo prima, si dice che abbiamo gli occhi molto più ciechi del cuore. È strano ma credo sia vero alla fine. Pensiamo solo quello che guardiamo, il fatto è che guardiamo il mondo troppo male.
Guardiamo il mondo troppo male.
E come si fa a guardarlo bene?
Lei cerca troppi sensi.
Forse.
In ogni caso, credo lo si possa guardare bene con gli occhiali giusti.
È una metafora?
Forse.
Ok.
Ok cosa?
Non lo so. Ok e basta.
Ok e basta.


Credo prenderò questi occhiali.
Credo sia la scelta giusta.
Chi lo sa. È tardi per dirlo.
È sempre tardi per dire certe cose.
Si. Troppo spesso lo è.

Fuori il vento continuava a soffiare forte sulle strade. Quando il ragazzo uscì con addosso gli occhiali appena comprati, si guardò attorno ripensando alla chiacchierata e a certi sensi da capire e altri da ignorare. Poi riprese a camminare. In alto, intanto, il sole alto e splendente nel cielo lo guardava.

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Tommaso Leotta

Scrittore, regista, chitarrista (orecchiabile, per i primi cinque minuti). Da sempre amante della musica e delle sue mille sfaccettature. Nel mio cuore Bob Dylan, De Gregori e De André.

Di Tommaso Leotta

Scrittore, regista, chitarrista (orecchiabile, per i primi cinque minuti). Da sempre amante della musica e delle sue mille sfaccettature. Nel mio cuore Bob Dylan, De Gregori e De André.

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