Raccontiamo l’attualità con una canzone

Dopo l’allarme del corona virus, dopo le gare e le fughe dal palco dell’Ariston di Sanremo, dopo la Brexit, dopo le litigate e i (soliti) sotterfugi della politica italiana, finalmente abbracciamo la data più amata e odiata dalle milioni di coppie italiane e non solo: San Valentino. In realtà la festa era l’altro ieri, ma per una bella riflessione possiamo concederci il lusso di commentare a mente fredda con un po’ di ritardo.

Dunque, la festa dell’amore (e dei fioristi) riempie di fotografie e frasi romantiche tutte le piattaforme social, i muri e talvolta anche le strade, nella gara sempre inutile ma mai sopravvalutata di chi manifesta meglio il proprio amore.

La sfera privata possiamo ormai prenderla e buttarla via in qualche anno addietro. Tutto ciò che si prova bisogna mostrarlo e dimostrarlo agli amici, ai conoscenti, ai followers, alle persone che incontriamo sul pullman, ai compagni di lavoro e di scuola… e talvolta, in rarissime occasioni, persino alla persona che amiamo. Questa mania della propaganda universale dei nostri sentimenti sta traviando sempre di più, nell mondo dei giovani (quindi, il mio), il significato di quella parola già di per sé soggetta a complicatissime ambiguità: amore.

Se lo volessi sarei davvero un grande romantico e potrei scrivere frasi d’amore capaci di far provare invidia a Bob Dylan e a Renato Zero. Purtroppo per voi, cari lettori, il mio cuore si nutre spesso di un divertente composto combinato da ironia e tristezza che qui, per comodità, chiameremo semplicemente: cattiveria. Con questa premessa non aspettatevi una canzone sull’amore platonico, spontaneo o genuino. Oppure aspettatevelo anche, poco importa. Anche perché la sorpresa ad un occhio attento sarebbe già terminata all’attenta visione del titolo. Un colpo di pistola è una delle canzoni più interessante del quarto album dell’ormai sempre più confermato cantautore calabro Brunori Sas.

Racconta di un amore malato e perverso fra una donna ed un maniaco che la tormenta nonostante provi qualcosa di forte ma incontrollabile per lei. La svolta geniale di questa canzone non sta però nel tema, già visto in innumerevoli di altre canzoni, ma nel modo in cui essa viene raccontata. Viviamo tutta questa storia con gli occhi, il cuore e la sofferenza del “mostro”. Sarà forse perché questa storia è tratta da un fatto di cronaca vera o perché la voce di Brunori fa raggelare la pelle, in ogni caso questa canzone punta dritta al cuore e non se ne esce senza prima averlo scombussolato e agitato un bel po’.

“E poi perché è fuggita chi lo sa
Forse perche cercava un po’ di liberta
Ma io non la tenevo prigioniera
La incatenavo solo verso sera
Per stare un po’ con lei
Per stare stretto a lei”

Al diavolo i moralisti e i buonisti. Chi, in questa rubrica, vede solo una persona che spara a zero con giudizi e decreti universali sul mondo ha capito questa rubrica quanto un calciatore capisce che è inutile lamentarsi con l’arbitro dopo che questo gli ha dato un rosso. Non voglio certo abolire San Valentino e le immense fabbriche di cioccolatini che vivono grazie ad esso. Voglio solo riportare una domanda. Il “mostro” narrato da Brunori Sas è decisamente una persona squallida e miserabile, ma la domanda è: quanto essa è lontana da noi? Noi persone brave, noi che amiamo come è giusto amarsi, noi persone che scegliamo il bene e che vivono solo attraverso di esso. Ma qual è il limite fra lui e noi?

Ecco dove le milioni di sfumature di pensieri tendono a convergere. Chiunque ascolti questa canzone non può che provare una sottile tenerezza per questo “mostro”. Voglioso di amare, incapace di farlo, obbrobrioso nel provarci. Forse la colpa non è neanche sua, anche se è difficile e ingiusto giustificare tutti i soprusi che molte donne sono costrette a seguire per colpa dei molti (troppi) mariti violenti.

La festa dell’amore e degli innamorati è ormai passata ma questa domanda rimane. Si può dimostrare il nostro amore senza venderlo in pubblica piazza? Si può amare senza rendere quel sentimento contorto e malato? Possiamo veramente credere che queste parole di Brunori Sas siano lontane ed estranee alle nostre vite?

“Perché l’amore, l’amore è un colpo di pistola
L’amore, l’amore è un pugno sulla schiena
È uno schiaffo per cena
L’amore ti sfiora appena”

Chi può dirlo? Già domandarsi come viviamo il nostro amore è un passo incontro verso il buonsenso. Ma la decisione è sempre quella. La donna del resto, è una donna subito. Un uomo è uomo a volte prima, a volte dopo, a volte mai.
Quando sarò capace di amare voglio ritornare su queste parole e riscriverle da capo. O magari leggerle da voi, cari lettori, come se fosse un obbiettivo di tutti e che possiamo raggiungere solo se ci aiutiamo tutti e non solo attraverso una spinta individuale.

Aspetterò pazientemente quel momento, cari lettori. Ora vado a passare un po’ di tempo con la mia fidanzata. Credo sia arrabbiata perché non le ho scritto niente di poetico o romantico sui social, sui muri o sulle strade.
Certo che anche voi donne però…

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Tommaso Leotta

Scrittore, regista, chitarrista (orecchiabile, per i primi cinque minuti). Da sempre amante della musica e delle sue mille sfaccettature. Nel mio cuore Bob Dylan, De Gregori e De André.

Di Tommaso Leotta

Scrittore, regista, chitarrista (orecchiabile, per i primi cinque minuti). Da sempre amante della musica e delle sue mille sfaccettature. Nel mio cuore Bob Dylan, De Gregori e De André.

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