A tu per tu con la giovane band di Cisterna di Latina, fuori con il singolo “Per le strade di Londra

Tempo di nuova musica per Daniele Maggi, Manuel Ginnetti e Gianmarco Finotti, conosciuti semplicemente come i Fuoricontrollo, gruppo musicale che ha da poco rilasciato un nuovo singolo intitolato “Per le strade di Londra”, un vero e proprio omaggio alla capitale inglese, oltre che alla cultura britannica. In occasione di questo interessante rilascio discografico, abbiamo incontrato per voi i tre giovani componenti della band di Cisterna di Latina.

Ciao ragazzi, partiamo dal vostro nuovo singolo “Per le strade di Londra”, cosa racconta?

«Il nostro nuovo singolo “Per le strade di Londra” è un omaggio alla città londinese, in particolare alla cultura britannica che ha inciso in maniera significativa nella nostra generazione, ci ha influenza sotto tanti aspetti: dalla moda alla letteratura, dall’arte al cinema, fino ad arrivare alla musica. 

Il Pop British, il Rock’n’roll e il Rock in generale sono stati per noi artisti e musicisti il massimo del riferimento da sempre; Beatles, Rolling Stones, Queen, Bee Gees, Elton John, Genesis e molti altri sono il patrimonio mondiale che dobbiamo preservare e portare alla conoscenza delle nuove generazioni affinché non si perdano il gusto e il genio che hanno rivoluzionato la storia della musica».

Cosa vi affascina così tanto della capitale britannica?

«Ci affascina molto il lato artistico della città in termini musicali ovviamente, la patria della musica, ma anche molto i tratti caratteristici della popolazione. Gli inglesi sono aperti e liberi da preconcetti, sanno anche far rispettare le proprie leggi e regole, fattori essenziali per lo sviluppo e la crescita esponenziale di un paese civile come la Gran Bretagna».

A livello musicale, quali sonorità avete voluto abbracciare?

«Nel brano abbiamo voluto riprendere volutamente quell’ambience e quelle sonorità pop/elettroniche degli anni ’80 ma con un approccio moderno sia dal punto di vista della stesura del brano che dell’arrangiamento».

Com’è stato collaborare con il Maestro Adriano Pennino?

«Beh che dire, è stato bellissimo e lo è tutt’ora. Ci siamo trovati fin da subito con il maestro Pennino che con la sua grande esperienza e la sua professionalità è riuscito a dare al brano la giusta collocazione musicale che cercavamo, ha costruito attorno all’armonia delle nostre voci il vestito più giusto proprio come farebbe un vero “sarto”, in questo caso un vero sarto della musica».

Cosa avete voluto trasmettere attraverso le immagini del videoclip diretto da Michele Vitiello?

«In primis abbiamo voluto esprimere gioia e spensieratezza ma in maniera elegante, è in alcuni frangenti del video abbiamo cercato di creare simpatici siparietti che mettono in risalto personaggi del passato, anche con un tocco se vogliamo di nostalgia, nostalgia per un mondo di valori che nella nostra società di oggi ritroviamo sempre meno».

Facciamo un salto indietro nel tempo, come vi siete conosciuti e quando avete deciso di dare vita al vostro progetto musicale?

«Per questo dovremmo partire dal lontano 2010 quando abbiamo dato vita al gruppo con la vecchia formazione de “I Cream” partecipando alla trasmissione di Milly Carlucci “24mila Voci” su RaiUno. Nel 2013 entriamo a far parte del cast di Domenica In dell’edizione condotta da Mara Venier e successivamente decidiamo di cambiare nome attraverso un sondaggio televisivo nel programma di Eleonora Daniele “Estate in diretta”. Nel tempo abbiamo partecipato a vari trasmissioni tv Rai e Mediaset quali Telethon, Domenica In, Storie Vere, Maurizio Costanzo Show, e inviati per Sanremo dal 2015 al 2017.

Collaboriamo con il maestro Claudio Mattone e Mimmo Sessa fino ad arrivare ad incidere “Era Ora” scritta da Bengi dei Ridillo e dal grande Maurizio Costanzo. Nel 2018 il gruppo subisce un ridimensionamento per questioni personali ma soprattutto per scelte di vita arrivando così a decidere di formare un trio tutto al maschile, e così eccoci qua».

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato il vostro percorso?

«Veniamo da percorsi un po’ diversi ma nel tempo quello che ci ha accomunato è stato proprio il saper riconoscere e apprezzare la vera e buona musica quale il rock, l’r&b, la dance ’70/’80, la musica classica ma anche la nostra tanto amata musica leggera italiana della quale siamo sempre stati estimatori e  che riteniamo sia ancora molto attuale rispetto a tanti progetti musicali che nascono oggi». 

Con quale spirito vi affacciate al mercato e come valutate l’attuale settore discografico?

«Abbiamo un spirito molto propositivo e non ci ferma nessuno, non a caso siamo Fuoricontrollo. Il settore discografico ha subito un brusco calo in termini di vendite  con l’avvento della tecnologia che da una parte ha agevolato la diffusione della musica attraverso i nostri smartphone ma allo stesso tempo ha incentivato al download illegale sin dai tempi di Napster.

Questo però non deve assolutamente scoraggiarci e darci alibi di nessun genere, forse dovremmo fare più sforzi e lavorare di più rispetto agli anni passati ma ne vale davvero la pena, vogliamo che la nostra “passione” possa diventare anche un lavoro».

Per concludere, dove desiderate arrivare con la vostra musica?

«Ad oggi non pensiamo molto a dove vogliamo arrivare parlando in termini di successo, sono pensieri che non ci facciamo e non dobbiamo farci. Il nostro obiettivo ora step by step è credere prima di tutto in quello che facciamo e che proponiamo a chi ci ascolta e che vorrà ascoltarci. Pensiamo che solo il lavoro,  la pazienza e la perseveranza siano la chiave per arrivare a raggiungere grandi obiettivi e soddisfazioni e poi chissà potremmo ambire ad arrivare ad un grande e vasto pubblico».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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