Galeffi

A tu per tu con il cantautore romano, in uscita con il suo nuovo singolo intitolato “Il regalo perfetto

A pochi mesi di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Marco Cantagalli, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Galeffi,  in occasione della nuova pubblicazione di “Settebello”, che finalmente esce anche in versione fisica, impreziosendosi di un interessante brano inedito.

Ciao Marco, bentrovato. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Il regalo perfetto“, cosa rappresenta per te?

«”Il regalo perfetto è una canzone leggera, ma non scema. La cosa di cui sono più contento è che possiede un bell’equilibrio, figo e raro, perchè è un pezzo pop e natalizio, con una connotazione quasi scenografica, pur conservando elementi e momenti alti. Un brano dalla doppia valenza, perchè se non lo vuoi cantare puoi cercare di leggerlo e di viverlo».

Cosa ti affascina solitamente di questo periodo dell’anno?

«Del Natale mi piace il fatto di poter stare con parenti che, spesso durante l’anno, fai fatica a vedere per via dei rispettivi impegni. Al di là del solito “siamo tutti più buoni”, rivedi persone con cui hai un sacco di cose da raccontarti, di conseguenza tendi ad evadere un po’ dalla routine quotidiana. Tutto questo mi piace, così come giocare a carte, a tombola, al mercante in fiera e tutte quelle attività ludico-natalizie che adoro».

 GALEFFI - Regalo perfetto

Quali sono gli elementi e le caratteristiche che ti rendono più orgoglioso di “Settebello“?

«E’ un disco che trovo variegato, a livello stilistico ci sono varie influenze, mentre oggi spesso, soprattuto in Italia, si tende a ripetersi: sempre gli stessi accordi, sempre gli stessi argomenti. Non che io parli di cose diverse, ma cerco vestiti nuovi, non mi piace indossare sempre la stessa giacca, mettendomi in discussione, esplorando a livello sonoro. “Settebello” ha dentro di se tante contaminazioni, proprio per questo posso esserne orgoglioso».

Qual è il tuo pensiero sul Festival di Sanremo? Ti piacerebbe un giorno calcare il palco dell’Ariston?

«E’ un palco su cui vorrei cantare prima o poi, non so se questo è il momento a dir la verità. Sarebbe sicuramente un sogno, essendo cresciuto guardando il Festival. Ecco, Sanremo è un po’ come il Natale sotto questo punto di vista, si riunisce la famiglia e diventa un appuntamento da seguire, da rispettare, da condividere per sentirsi più italiani».

Per concludere, qual è il regalo che ti piacerebbe ricevere quest’anno sotto l’albero?

«La garanzia che nel 2021 torni tutto alla normalità, soprattutto per quanto riguarda i concerti. E’ stato sicuramente un anno pesante, ciò che ci ha tolto il 2020 auguro a tutti di riuscire a riottenerlo con gli interessi nei prossimi dodici mesi».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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