Gentile

A tu per tu con il giovane cantautore pugliese, al suo ritorno discografico con il singolo intitolato “Che male c’è

E’ disponibile dallo scorso 18 febbraio, sia in radio che in digitale, il nuovo singolo “Che male c’è” di Pasquale Gentile, in arte semplicemente Gentile. Il brano è una riflessione sulla solitudine, la presa di coscienza che parte da un momento buio per poi arrivare ad un barlume di luce e di speranza sul finale.

Ciao Pasquale, benvenuto. Partiamo da “Che male c’è”, cosa racconta?

«“Che male c’è” racconta una condizione, la solitudine, che a volte è voluta ed altre no».

Quali riflessioni e quali stati d’animo hanno accompagnato la scrittura di un brano così intimo, ma per certi versi anche universale?

«È un brano introspettivo. La scrittura nasce da stadi di riflessione, pensieri, immagini fluttuanti nel mare dell’emozione e dell’immaginazione, chiedendomi se la solitudine sia di fatto una condizione negativa».

A livello musicale, che tipo di sonorità hai voluto abbracciare?

«Ho voluto mantenere un sound caldo ed intimo, abbiamo utilizzato strumenti vintage abbinandoli a suoni moderni e rievocando sonorità metà anni novanta».  

Che ruolo gioca la musica nel tuo quotidiano? 

«Importantissimo. Posso dire che mi accompagna sempre, dal mattino alla sera e se in alcuni momenti non l’ascolto la penso e risiede nella mia mente».

A livello di ascolti, tendi a cibarti di un genere in particolare oppure ti reputi abbastanza onnivoro?

«Sono più che onnivoro. I miei  ascolti variano  in base agli stati d’animo, una danza tra tristezza e felicità».

Per concludere, qual è l’insegnamento più importante che senti di aver appreso dalla musica fino ad oggi?

«La musica è una forma di libertà. La musica è terapeutica. La musica mi nutre e mi mette in discussione. La musica mi ha avvicinato alla vera essenza».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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