Gigi D’Alessio: “Nella mia musica racconto verità e normalità” – INTERVISTA
A tu per tu con Gigi D’Alessio in occasione dell’uscita del suo nuovo album “Nuje”, disponibile da venerdì 28 novembre. La nostra intervista al popolare cantautore napoletano
Con “Nuje”, fuori dal 28 novembre per GGD Edizioni Srl / Columbia Records/Sony Music, Gigi D’Alessio torna con un progetto che conferma una volta di più la sua capacità di parlare a più generazioni con autenticità e profondità. Il nuovo album accoglie 13 tracce che attraversano l’amore in tutte le sue forme, insieme alle sfumature più reali della vita quotidiana.
Prodotto dallo stesso artista con Adriano Pennino, Max D’ambra e Kekko D’Alessio, questo disco mette al centro le relazioni che ci costruiscono, ci feriscono e ci trasformano, intrecciando radici napoletane e sonorità contemporanee. C’è l’intimità delle storie personali, la verità delle scelte difficili, la forza dei legami che resistono e di quelli che si spezzano. C’è soprattutto un’idea di “noi” che non è mai astratta, ma profondamente concreta.
Tra i brani più attesi, il singolo “Diamanti e oro”, impreziosito dalle partecipazioni di Khaled e Jovanotti, unici ospiti presenti nel progetto, testimonia l’apertura dell’artista a nuove contaminazioni. A chiudere il disco, la toccante “Filumè”, ispirata a Filumena Marturanodi Eduardo De Filippo, un omaggio al coraggio e alla resilienza femminile.
A più di trent’anni dall’inizio della sua carriera, Gigi D’Alessio attraversa una nuova stagione artistica, frutto di maturità, curiosità e voglia di confronto. Con “Nuje” aggiunge un capitolo importante al suo percorso, confermandosi un interprete capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
Gigi D’Alessio presenta il disco “Nuje”, l’intervista
In un’intervista di anni fa mi avevi detto che ogni volta che esce un nuovo disco è come se fosse il primo. È ancora così?
«È sempre così, perché è il primo di questa nuova vita che tu hai vissuto, no? Ogni giorno è un nuovo giorno, una nuova vita e quindi per me è sempre come fare il primo disco. Diventa più difficile perché quando ne hai fatti tanti, hai scritto tante canzoni, devi cercare di non ripeterti. Io il 90% di quello che compongo lo tengo, poi magari aggiusto qualche accordo o una parola, ma è tutto molto istintivo. “Nuje” è un disco verità, come la vita reale che racconto».
È un album che parla di vita, ma anche e soprattutto di amore: di relazioni, separazioni e condivisioni. Che tipo di “noi” volevi raccontare?
«Io volevo raccontare proprio noi. Basta fare una camminata per strada per vedere ciò che ho messo dentro il disco: la normalità, che oggi paradossalmente è diventata quasi un’eccezione».
“Diamanti e oro” è l’attuale singolo in radio e vede le partecipazioni di Khaled e Jovanotti. Come sono nate questa canzone e queste collaborazioni?
«La collaborazione con Jovanotti è nata proprio al novantesimo. Stavamo per mixare il disco e ho pensato: “Come sarebbe bello avere una sua strofa”. Mando un messaggio a Lorenzo, convinto di non ricevere mai un regalo così grande. Invece alle otto e mezza del mattino c’era già il testo e lui che me la cantava sul telefonino. Sono cose che non ti spieghi, forse perché dovevano nascere così.
Ogni collaborazione, per quanto mi riguarda, è voluta: non nasce per fare streaming o visibilità. È pensata per il bene della canzone».
Tu hai sempre cantato l’universo femminile. In questo disco l’omaggio alle donne passa per “Filumè”, ispirata al personaggio di Filumena Marturano. Cosa ti ha colpito della sua storia?
«Tutto. Conoscevo bene la storia scritta dalla penna magnifica di Eduardo De Filippo. Filumena era una grande donna, con valori enormi. A volte si usa la parola “puttana” come un’offesa, ma in realtà bisognerebbe capire il peso che porta con sé. Filumena non si è mai venduta: ha difeso i suoi figli, ha preteso che fossero tutti uguali per il padre. Il messaggio finale per me è importante: attraverso lei dico alle ragazze di non perdersi per una borsa o un orologio. Di non far piangere le mamme, come è successo a lei».
In “Nuje” torna il sodalizio con Vincenzo D’Agostino, con cui hai iniziato praticamente insieme. Come si è evoluto il vostro rapporto nel tempo?
«Il nostro rapporto è sempre stato magnifico. Vincenzo è la mia anima: legge dentro di me. Siamo complementari, come maschio e femmina quando attacchi un jack. Sono felice anche per lui, perché insieme abbiamo fatto qualcosa di davvero bello».
Per concludere, condivido una riflessione: sei uno degli artisti nati negli anni ’90 che meglio stanno reagendo all’incedere del tempo, vivendo una vera primavera artistica. Merito anche di “Buongiorno”, che ha segnato una tappa importante. Come descriveresti questa fase della tua vita e della tua musica?
«Si chiama curiosità. Voglia di aggregazione. Io l’ho sempre avuta, anche quando non cantavo e facevo il produttore: cercavo di mettere più artisti insieme. La musica per me è un incontro, non calcolato. Bisogna avere una mentalità aperta: non rinchiudersi, non pensare di essere il migliore, non dire che tutto ciò che fanno gli altri fa schifo. Quando ho lavorato con i ragazzi, con i rapper, ho scoperto talenti mostruosi che poi la vita ha premiato. Se ti chiudi, rimani solo con le tue convinzioni. Io invece ho voluto restare aperto. E questa per me è la nuova primavera»