Gio Evan: musica e poesia al Castello Sforzesco di Milano – Recensione concerto

Recensione del concerto del cantautore

Giovedì 4 luglio si è tenuto presso il Castello Sforzesco di Milano il concerto di Gio Evan, cantautore e poeta pugliese che nell’ultimo periodo ha raccolto grandi consensi di pubblico e critica.

L’opening act è affidato a Margherito che riscalda l’atmosfera al tramontare del sole prima dell’arrivo di Gio Evan, folti capelli ricci stile Caparezza, che sale sul palco e inizia il concerto con la celebre Joseph Beuys. 

La serata trascorre piacevole tra musica e parole, con i brani del suo album di debutto “Biglietto di solo ritorno” e alcune anticipazioni di quella che sarà la sua prossima fatica discografica che uscirà in autunno; tra le tante, è stata infatti presentata la sua nuova canzone “Ammazzonia” resa disponibile su tutte le piattaforme venerdì 5 luglio.

Immancabili, dunque, in scaletta i suoi cavalli di battaglia: da Pane in cassetta A piedi il mondo, passando per la recente Himalaya cocktail e la scatenata Sabota.

Nonostante la sua evidente timidezza, Giovanni si lascia andare, tra un brano e l’altro, a lunghe riflessioni sulla vita, sull’importanza di essere felici e non solamente sereni e sulla necessità di restare uniti perché solamente insieme si potranno fare grandi cose.

Niente più muri, dunque, ma solo grande rispetto per gli altri, per poter attraversare a piedi il mondo e, perché no, puntare sempre più in alto. Nel bellissimo scenario del castello di Milano, la serata in compagnia di Gio Evan, con le sue canzoni e le sue poesie, ci ha lasciati con il monito che nella vita non bisogna aver paura di rischiare perché “si fa male solo chi non cade e a non buttarsi si butta una vita”.

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Donato Cappiello

Economista di professione, dedico il tempo libero alle mie due grandi passioni: i concerti e i viaggi. Qualcuno ha detto che la musica allunga la vita ed è per questo che i live sono diventati la mia seconda casa.

Donato Cappiello

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