Giò Sada aka Gulliver

A tu per tu con il cantautore pugliese, in uscita con il suo nuovo EP intitolato “Grande buio

A un anno e mezzo dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Giovanni Sada, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Giò Sada, nome con cui si è aggiudicato la vittoria della decima edizione italiana di X Factor. Gulliver è l’alter ego con cui si è fatto conoscere lo scorso anno, in occasione dell’uscita del disco Terranova, un progetto importante che ha dato oggi vita all’EP “Grande buio”, tratto dall’omonimo docu-film. Un vero e proprio viaggio autobiografico, e per certi versi ancestrale, in quelle che sono le dinamiche della nostra mente e della nostra anima.

Ciao Giovanni, bentrovato. Partiamo da “Grande buio”, ci raccontarci la genesi e come si è svolto il processo creativo di questo progetto?

«Il processo di questo EP è legato a “Terranova”, disco pubblicato lo scorso febbraio e che ha inaugurato il progetto di Gulliver. Si è trattato di un processo lungo cinque anni, dalla fine di X Factor ad oggi, con tutto quello che è accaduto in questo lungo lasso di tempo. In sostanza si è trattata di una auto-analisi, mi sono lanciato all’interno di situazioni e delusioni, vivendo tutto questo sia in prima che in terza persona, riuscendo ad approfondire e scandagliare tutto ciò che mi è capitato. Mi sono reso conto di aver vissuto determinati momenti come impedimenti e non come degli avvertimenti, ovvero come occasioni e opportunità in un periodo in cui avvertivo la necessità di cambiare strada. Piuttosto che proseguire in quella stessa direzione, ho deciso di ridimensionare quello che mi circondava per permettermi di prendermi cura della mia anima, così ho capito chi sono e cosa voglio farne realmente della mia voce».

Le cose nella vita non capitano mai per caso, nello specifico senza la partecipazione e la conseguente vittoria di Giò Sada ad X Factor, oggi non ci sarebbe Gulliver. Alla fine credo proprio che sia questo il segreto, cercare di fare le cose al meglio e con cognizione, in modo tale da non avere rimpianti. Penso che questo sia proprio un bel messaggio da trasmettere….

«Nel brano “Anima” parlo proprio questo, perchè nell’istante in cui stai vivendo un sogno perdi un po’ il focus e le redini della situazione. Arriva un momento in cui è difficile distinguere ciò che ti fa stare bene da quello che ti fa stare male, ti ritrovi in situazioni complicate, al punto che mantenere la lucidità diventa quasi impossibile. Per tutta una vita ho perseguito idee di condivisione, di uguaglianza e di rispetto, cercando di trovare e di trasmettere la verità al pubblico, nella maniera più essenziale possibile. Così ho ritrovato me stesso nelle mie origini».

In un’epoca così confusa, in cui ci sentiamo tutti un po’ naufraghi, con un’orizzonte davanti pieno di incertezza, cosa ti piacerebbe riuscire a trasmettere a chi ascolterà questo tuo nuovo lavoro?

«Un po’ di serenità, spero di riuscire a mettere l’ascoltatore a proprio agio attraverso la mia musica. L’obiettivo è sempre quello di smuovere belle emozioni, non so quali, ad ognuno le sue, però mi auguro che queste canzoni arrivino in profondità, cioè al cuore degli altri».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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