Giorgia Malerba: “La musica mi aiuta a definirmi” – INTERVISTA
A tu per tu con Giorgia Malerba per parlare del suo nuovo singolo “5 minuti”, disponibile da venerdì 23 gennaio per Wannabe Records. La nostra intervista alla giovane cantautrice
Da venerdì 23 gennaio 2026 è disponibile in digitale “5 minuti” (Wannabe Records, distribuzione ADA Music), il nuovo singolo della cantautrice Giorgia Malerba che, dopo il successo sui social, inaugura una fase più consapevole del suo percorso musicale.
La canzone mette al centro le scelte incompiute, quelle mancate e il peso che ognuna di esse esercita nel definire il proprio percorso. Il brano, intimo e riflessivo, nasce come un dialogo sincero con i propri “se” e di come questi potevano condurre a strade differenti da quella intrapresa. Tra possibilità mancate e occasioni sfiorate, “5 minuti” racconta di come basti una decisione, anche la più piccola, per cambiare il destino e di come siano proprio queste a definire chi siamo. Giorgia Malerba guarda al passato con nostalgia e gratitudine, costruendo la sua identità (artistica e personale) non solo sulle scelte compiute, ma anche attraverso quelle lasciate andare.
“5 minuti” è una canzone che ruota attorno alle scelte mancate e ai “se”. Quali sentimenti e quali stati d’animo provi mentre la canti?
«Credo di aver mostrato una parte molto fragile di me. Ripercorrere i momenti della mia vita, le scelte fatte e i bivi incontrati mi ha fatto riflettere profondamente, sia mentre scrivevo la canzone sia mentre tuttora la canto. Per questo, a differenza del singolo precedente, sento un peso diverso ogni volta che la interpreto».
Canti “Se fossi nata quando la musica era Woodstock non avrei quest’ansia”: senti che la tua generazione vive un peso emotivo diverso rispetto a chi ti ha preceduta?
«Credo che viviamo un peso emotivo simile, anche se diverso. Io sono una persona molto ansiosa e penso che la maggior parte dei miei coetanei lo sia. Nella canzone dico “ma forse avrei già un figlio”, e con questo intendo che probabilmente sarei ansiosa per motivi diversi, ma lo sarei comunque anche in un’altra generazione. Alla fine, cambiano le situazioni, le carte in tavola, ma questo peso resta presente in ogni epoca».
Questo pezzo inaugura una fase più consapevole del tuo percorso musicale. Quali skill pensi di aver acquisto scrivendolo e in cosa ti senti diversa rispetto agli esordi?
«Cantarla mi fa ripensare a tutti i bivi e alle scelte della mia vita, e per questo mi sento davvero messa a nudo. Sono nel pieno della mia fragilità, e per questo mi emoziona tantissimo».
Che rapporto hai oggi con quella Giorgia che cantava sui social durante il lockdown per farsi compagnia e farne agli altri?
«Amo riguardare i video in cui cantavo durante il lockdown e dedicavo le canzoni a mio fratello, soprattutto perché li considero un po’ l’inizio di un nuovo percorso nella mia vita. La musica mi ha accompagnato da sempre, fin da quando ero piccolissima, ma non ero mai riuscita a farla ascoltare su un grande canale come quello dei social. Ogni tanto mi capita di rivederli e sono davvero fiera della Giorgina di sei anni fa».
TikTok e Instagram ti hanno dato una visibilità enorme. Quanto è complicato, oggi, far convivere l’artista e la creator senza che una sovrasti l’altra?
«Credo che, dal mio punto di vista, non sia così complicato far convivere la creator con l’artista. Forse lo è di più per chi mi ha conosciuta solo in un ambito e deve imparare a scoprirmi anche nell’altro».
Quando e come ti sei avvicinata alla musica? Quali ascolti hanno accompagnato la tua crescita?
«Non ricordo un momento preciso in cui mi sono avvicinata alla musica, perché credo di esserci proprio nata. I miei genitori sono sempre stati molto appassionati di musica, e quello che ricordo con più nitidezza sono i viaggi in macchina insieme a loro, ascoltando Vasco Rossi, Jovanotti, Mina… Ho dei ricordi davvero bellissimi di quei momenti, e credo che la musica mi abbia sempre accompagnata».
“5 minuti” parla anche di identità: quanto senti che la musica ti stia aiutando a definirti e in che direzione pensi stia andando?
«Credo che la musica mi aiuti tantissimo a definirmi. Ogni volta che scrivo qualcosa di profondo, come ad esempio “5 minuti”, tiro fuori una parte di me e cerco di condividerla con gli altri. A volte è difficile esprimersi a parole, ma attraverso i testi e la musica, secondo me, diventa molto più semplice».