Giovanni Caccamo 2021

Il racconto di un tour estivo ed un album incentrato sul recupero dell’importanza delle parole

A distanza di più di tre anni dall’ultimo progetto discografico (Eterno, 2018) Giovanni Caccamo è pronto per proporsi nuovamente al pubblico con Parola. Prima di dare alle stampa il suo quarto album d’inediti il cantautore siciliano, in realtà, ha già pubblicato due estratti, ‘Canta’ ed ‘Aurora’, ed affrontato un tour estivo in compagnia di Michele Placido.

Gli ultimi appuntamenti live avranno luogo i prossimi 20 agosto a Modica (RG), il 22 agosto a Catania, ilo 23 agosto a Gela (CL) ed il 29 agosto a Capannori (LU).

Giovanni partiamo dal tuo prossimo album d’inediti intitolato appunto “Parola” e che potremo ascoltare dal prossimo 17 settembre. Che disco dobbiamo aspettarci?

<<Tre anni fa mi sono trovato, per la quarta volta nella mia carriera, con un foglio bianco davanti a me. Ho iniziato a scrivere questo mio nuovo disco partendo da un’intervista di Andrea Camilleri in cui sottolineava l’importanza delle parole di cui, a suo dire, si sta perdendo la consapevolezza. Camilleri, in quell’occasione, si era appellato ai giovani affinché riescano a far partire un nuovo umanesimo della parola. Di fatto, ho deciso di raccogliere questo appello e creare un disco in cui ogni brano è ispirato ad un episodio della letteratura italiana o straniera. Ne risulta un viaggio tra prosa e canzoni, un viaggio nella parola>>.

Attualmente sei impegnato anche con un tour che stai proponendo in giro per l’Italia. Che tipo di spettacolo è quello che proponi con “Parola – Anteprima Tour”?

<<E’ uno spettacolo che anticipa di fatto l’album. Con Michele Placido abbiamo pensato ad uno spettacolo che contenesse sia prosa che canzoni e quindi lo abbiamo costruito proprio come se fosse un viaggio nella parola tra versi e musica>>.

Musicalmente che tipo di album sarà? 

<<Personalmente vedo questo disco come un appartamento con stanze comunicanti ma ognuna con un’identità precisa. ‘Eterno’ è stato un disco caratterizzato da un’orchestra classica. Il mio desiderio per questo album era quello di riuscire a trovare un’elettronica elegante. Grazie a Taketo Gohara ho conosciuto Leonardo Milani che, con me, ha prodotto questo disco che è sicuramente pop ma che è caratterizzato anche da una sorta di quota cinematografica grazie alle introduzioni recitate che anticipano tutti i brani>>.

Il titolo di questo tuo nuovo progetto è già molto importante di per sé. Pensi che la musica di oggi possa tornare a guardare con maggior profondità ed attenzione alla parola dopo che, per qualche tempo, si è interessata forse di più al suono?

<<Me lo auguro fortemente! Entrambi gli aspetti hanno una grande valenza. L’ideale vorrebbe che ambedue gli elementi avessero un’eguale importanza ed identità>>.

In questi ultimi anni ti abbiamo visto impegnato, in diversi momenti, anche nel contesto di “Amici di Maria de Filippi”. Cosa ne pensi di questi contesti rapportati con la musica?

<<Penso che ‘Amici’ sia una scuola e, proprio in quanto tale, una grande opportunità per sperimentare, apprendere ed interfacciarsi con produttori, pubblico ed un palco straordinario. Come in tutte le strade ci sono dei grandi vantaggi e dei pericoli. La grande intelligenza artistica che ogni talento deve avere è quella di rimanere dentro ai guard rail, dentro quella strada che tuteli il loro essere umani ed il loro aspetto artistico.

Tra le tante preziose cose che mi ha insegnato Franco Battiato c’è la raccomandazione a non perdere mai di vista l’importanza dell’arte che prescinde dal commercio. Il riscontro del pubblico è fondamentale, ovviamente. Allo stesso tempo, però, fare arte non si deve tradurre in una schiavitù. La fama deve essere una conseguenza, non il motivo, della vocazione artistica>>.

Questo prossimo progetto arriva a oltre tre anni e mezzo dal tuo ultimo disco, “Eterno”. Com’è cambiata la tua musica da allora?

<<L’uomo e l’artista viaggiano di pari passo. Per me in questi 3 anni sono cambiate tante cose. ‘Eterno’ è stato un disco di relazioni, di umanità, di rapporti analogici. ‘Parola’, invece, è un album che si apre ad argomenti vari e a sfacettature diverse. Le mie canzoni si evolvono e viaggiano insieme a me>>.

Nel corso del tuo attuale spettacolo dal vivo sono presenti due momenti molto particolari in cui ricordi due maestri della nostra tradizione culturale che, sicuramente, hanno avuto un ruolo importante anche nella tua crescita artistica: Franco Battiato e Andrea Camilleri. Quale pensi sia stato il regalo più grande, l’eredità più incisiva, che ciascuno di loro ha lasciato a noi tutti con la propria arte?

<<Non ho mai conosciuto personalmente Andrea Camilleri ma ho cercato di nutrirmi dei suoi lasciti attraverso le sue interviste oltre che attraverso le sue opere. Tra le sue dichiarazioni mi ha colpito soprattutto il racconto che una volta fece a proposito della musicalità dei testi: leggeva ad alta voce i suoi romanzi per sciogliere i nodi dialettici che la scrittura, talvolta, implica. Di lui, come dicevo prima, dovremmo conservare anche la sua fiducia nei giovani.

Di doni, da Franco Battiato ho avuto la fortuna di riceverne molti. Conserverò la sua umiltà. Una volta mi disse di non arrivare mai ad avere l’arroganza di essere convinto di scrivere una canzone più bella di una che si sia già scritto. In qualche modo siamo solo dei tramiti tra la terra ed il cielo. Solo la connessione con il mondo e l’umiltà può consegnarci dei segnali autentici da trasformare in nuova arte>>.

Questo è senz’altro un periodo denso di novità per quanto ti riguarda ma hai già in mente dei programmi per quello che verrà dopo la fine di quest’estate?

<<Il 5 settembre sarò presente al grande concerto della fondazione Andrea Bocelli a Macerata per supportare questa realtà straordinaria di cooperazione. Il 21 settembre, invece, ci sarà il concerto all’Arena di Verona in ricordo di Franco Battiato e anche quello sarà un momento emotivamente molto forte. Con l’uscita dell’album, il 17 settembre, ci saranno anche tre presentazioni dell’album: una a Milano, uno a Firenze ed uno a Roma>>.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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