martedì, Aprile 23, 2024

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Giuliano Sangiorgi ricorda Ernesto Assante “Eri la musica e lo sarai sempre”

La morte improvvisa di Ernesto Assante ha lasciato senza parole e gettato nello sconforto tutti coloro che lavorano in ambito musicale e non solo. Il critico de La Repubblica era un gran conoscitore della musica, riusciva a capire dietro un testo le emozioni e le situazioni che avevano portato l’autore a scriverli, per tanti ha rappresentato un punto di riferimento, tra costoro senz’altro Giuliano Sangiorgi, leader e frontman dei Negramaro, che proprio ieri a poche ore dalla morte del giornalista nonchè suo amico, ha voluto ripercorrere attraverso le colonne del quotidiano di Via Cristoforo Colombo le tappe salienti della loro conoscenza personale e professionale in quello che si è trasformato in una sorta di accorato necrologio, queste le parole dell’artista :

“Non so da dove cominciare perché sembra che adesso tutto quello che riguarda la musica, la mia vita intorno ad essa, abbia proprio avuto inizio con Ernesto Assante. “Oggi vedrai due importanti critici musicali, due grandi giornalisti!”, Caterina Caselli mi annunciò con orgoglio, nuovo, nuovissimo per me, nei giorni che precedevano la pubblicazione del nostro primo album. “La tua prima intervista sarà con Ernesto Assante e Gino Castaldo!”, disse con una felicità pari solo alla mia incredulità. Avevo vent’anni, o poco più, e ricordo perfettamente il cuore a mille di quell’istante e le gambe che un po’ tremavano. Non per paura: era davvero una cosa gigante partire con due “penne” così importanti. Non sarebbe stata una semplice intervista, ma evidentemente un’iniziazione a quella vita che stava per cominciare. Caterina lo sapeva benissimo e voleva che fosse con l’inizio più forte di sempre, con l’approccio più professionale che potessi conoscere e “riconoscere” da quel momento in poi. Un grande giornalista, da quel giorno lì, avrebbe dovuto avere le stesse caratteristiche di Ernesto, o almeno avvicinarcisi…”

CONOSCEVA TUTTI DALLA LORO MUSICA

Grande, analitico, spietato, coinvolto, appassionato, innamorato e sempre pronto allo sconvolgimento delle sue stesse convinzioni quando la musica aveva ragione e lui non sapeva darle torto Ernesto mi accolse nella sede di Repubblica come fossi qualcuno di importante da intervistare. Mi fece sentire “qualcuno”… Lo fece con me che proprio non ero nessuno Ma quel primo disco aveva accorciato le distanze. Non gli serviva sapere quello che era successo prima, prima di quel disco, prima di quell’incontro. Mi conosceva. Conosceva tutti dalla loro musica. Andava così a fondo negli ascolti che si immergeva e poi risaliva in superficie con verità molto vicine, per non dire perfettamente aderenti, a quelle di chi, come me, provava a ricostruirle in una canzone. Credo sapesse sempre cosa ci fosse dietro alle emozioni di un disco, di un libro.”

SPACCATI DI VITA DI UNA GENERAZIONE, DI PIU’ GENERAZIONI

In tante occasioni ufficiali e non in cui siamo stati insieme, ci aveva sempre preso. Intuiva i posti più reconditi da dove provenivano le canzoni, le parole, e riusciva a tirarmi fuori sempre qualcosa a cui non avevo lontanamente pensato prima… o forse sì. Ma soffermarsi con lui intorno alle parole, alla musica, mi aiutava, in fondo in fondo, a mettere meglio a fuoco quello che avevo appena detto o cantato, a trovare le coordinate giuste per poter proseguire nell’intento di intrappolare ed essere intrappolati in un’emozione vera. Sono cresciuto con questo rispetto reverenziale per il giornalismo grazie a professionisti e anime profonde come Ernesto. Non erano solo parole, non erano solo interviste, ma spaccati di vita di una generazione, di più generazioni. Tanto da trasformarsi, a volte, in programmi televisivi, o in spettacoli teatrali.”

L’ULTIMO INCONTRO POCHE SETTIMANE FA A SANREMO

“Occasioni per raccontarsi e riflettere insieme, su tutto, partendo dalle canzoni. “Le mie canzoni” fu un incontro bellissimo in cui mi coinvolse solo pochi mesi fa, al teatro Carcano di Milano. Davanti a un pubblico estasiato semplicemente di sentire un’intervista che diventava musica e racconti e vita. Potrei raccontare tantissimo di Ernesto: per esempio, di quando, con Gino Castaldo, mi tenne a battesimo come autore di romanzi, o mi ospitò a Webnotte, oppure di quando chiacchierammo, solo su due sedie, davanti alla smisurata platea del Medimex. Ma oggi riesco solo a pensare al mio inizio con lui e all’ultima volta insieme, solo qualche settimana fa, nei giorni del Festival della Canzone italiana. È stata l’ultima intervista fatta da me a Sanremo e ricordo di essere stato io a ringraziarlo, per le domande che mi aveva fatto, dopo una settimana fatta solo di quelle. Eravamo amici, Ernesto ed io e lo sapevamo bene. Anche quando ci nascondevamo dietro al nostro lavoro. E oggi è un giorno triste, in cui vorrei essere io a fargli una domanda: perché, perché così presto? Addio Ernesto, grazie per avermi fatto amare quello che sembrerebbe stare dall’altra parte della musica. Tu eri musica. E lo sarai per sempre.”