Giuseppe Anastasi: “A Sanremo per me ma tifo Arisa, Silvestri e Cristicchi” – INTERVISTA

A tu per tu con il cantautore e autore siciliano che ha ritirato a Sanremo il premio MEI per la miglior opera prima del 2018

Ciao Giuseppe, tu sei stato per tanti anni protagonista al Festival di Sanremo, quest’anno ti troviamo qui in un altro contesto, raccontaci.

<<Quest’anno sono qui con il disco, ieri ho ritirato questo premio MEI – Meeting degli Indipendenti – come migliore opera prima. La verità è che per la prima volta ho scelto di fare il cantautore e non l’autore e grazie a Dio il disco è andato abbastanza bene e ha ricevuto numerosi apprezzamenti, compresa la Targa Tenco. Diciamo che quest’anno mi sono concentrato più su me stesso…>>

Sanremo ti ha regalato tantissime soddisfazioni, qual è il tuo legame con questa città e con il Festival in generale ?

<<C’è un legame veramente viscerale, direi quasi parentale: ho fatto sei Festival e due fortunatamente li abbiamo vinti, poi c’è stato un quarto posto con Michele Bravi, insomma veramente tante soddisfazioni>>.

Giuseppe AnastasiQuest’anno in gara c’è Arisa, artista che hai contribuito a lanciare e poi hai affiancato come autore per parecchio tempo e che tra l’altro ha speso grandi parole per te qualche giorno fa, hai ascoltato il suo brano? Cosa ne pensi?

<<Mi è piaciuto, è particolare e diverso, lei per me è la miglior voce italiana in assoluto ed è un’artista poliedrica, può cantare la ballata struggente ma anche un brano come questo. Le auguro veramente il meglio possibile per questo pezzo>>.

Ed è anche la prima volta in cui in un suo disco non troviamo nessun brano firmato da te, la scelta è stata voluta da entrambi?

<<Più che scelta direi che è un fatto accaduto ma senza grossi pensieri dietro, noi ci vogliamo bene e siamo amici, capiterà sicuramente che io scriva ancora per lei. E’ una cosa causale, è giusto anche che un artista cerchi di cambiare provando nuove strade e quindi nuove penne>>. 

A proposito del tuo progetto, tanti riconoscimenti, tanti concerti in giro per l’Italia. Il prossimo passo per il Giuseppe cantautore quel sarà?

<<Ma guarda sinceramente quando ho fatto questo disco ho pensato questo è il primo ma anche l’ultimo, poi visti tutti questi riconoscimenti e apprezzamenti e mi sta venendo voglia di fare il secondo, quindi molto probabilmente ci sarà un nuovo album, ma tornerò sicuramente anche a scrivere per altri>>.

Se hai seguito il Festival c’è qualche pezzo che ti ha colpito tra quelli in gara?

Sì, ho due preferenze: Daniele Silvestri e Simone Cristicchi, due testi molto profondi che mi hanno emozionato veramente. Devo dire però che la qualità delle canzoni mi sembra superiore rispetto allo scorso anno, mi è piaciuto molto anche Ultimo ma davvero nel complesso c’è tanta qualità.

Tra le altre cose tu svolgi anche l’attività di insegnante al CET di Mogol, dove si lavora sulla musica e con i giovani. Com’è la tua visione del mondo giovanile rispetto alla musica di oggi? Ci sono ancora cartucce da sparare?

<<La musica, soprattutto quella italiana, va’ pari passo con la società, in questo momento credo che in giro vada il rap, la trap e tutta questa nuova ondata indie, quindi credo che la scelta del cast del Festival sia pienamente in linea con la musica di oggi. La musica alla fine è un linguaggio musicale e io non sopporto il razzismo musicale, non può esistere in generale figuriamoci nella musica>>.

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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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