Giusy Ferreri

Recensione del brano che suona come l’inno di un cuore sognante

Il cuore è un organo. Si, ma anche un motore che, talvolta, guida le nostre scelte oltre che le nostre emozioni. Lo sa bene Giusy Ferreri per per la realizzazione del suo ultimo album, “Cortometraggi” (di cui qui la nostra recensione), ha deciso di dare ascolto soprattutto al suo cuore. Un cuore che l’ha guidata attraverso la scelta di un repertorio più maturo e completamente direzionato a quell’ambientazione pop-rock che fa anche della raffinatezza e dell’eleganza la propria ispirazione. Su questi binari corre anche l’ultimo singolo radiofonico, Cuore sparso, perfetto esempio di cosa significhi, oggi, fare un pop autentico.

Scritto da Giovanni Caccamo, Paolo Antonacci e Placido Salomone, l’ultimo singolo della cantante di ‘Novembre’ è un ponte perfetto verso il pop che fu dominante negli anni ’10. Un arrangiamento orchestrale che sfrutta la componente ritmica mettendola in primo piano facendo a meno delle variazioni elettroniche anche sulla voce per trasmettere una visceralità che comunica verità.

Su di una scena che suscita il fascino del bianco e nero si consuma il gioco dei ricordi che suscitano il palesarsi l’idea di un cuore donato agli altri. Un cuore che “l’ho visto ubriacarsi di sogni, soffrire per gli altri, fare a pugni col mondo” oppure “brindare alla vita, scappare in salita, sedurre testardo il destino, parlare per me”. In preda alla confusione di un cuore lasciato in balia della vita e dei suoi venti imprevedibili, Giusy canta di un cuore che governa il mondo e che sta “negli occhi di chi ci ha creduto e di chi ci crederà”.

Non sarà il brano della vita nè quello che, per intere generazioni, si canticchierà ma “Cuore sparso” è una canzone che racconta di verità. Una verità che sta nella scelta coraggiosa di dare ascolto ad un pop non frutto di mode o convenienze ma piuttosto vicino al sentire artistico più proprio. Un pop che con questa canzone quasi ringrazia Giusy Ferreri per avere l’occasione di poter tornare finalmente ad esprimersi al pieno della propria verità senza doversi camuffare sotto le sembianze di influenze altre. Non c’è spazio per veli elettronici, suoni urbani o metriche rap che riducono gli spazi. A farla da padrona, finalmente, è il cuore del pop: il suo sentimento, la sua voce libera e pulita e i suoi strumenti reali.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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