“Guarda l’alba” di Carmen Consoli: te la ricordi questa?

Guarda l'alba Carmen Consoli

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Guarda l’alba” di Carmen Consoli

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2010 con “Guarda l’alba” di Carmen Consoli.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Guarda l’alba” di Carmen Consoli

Il cambiamento, però, non coincide con la cancellazione del passato. La separazione e il dolore rimangono, ma hanno perso la loro capacità di ferire nello stesso modo. «Com’è preziosa la tua assenza» è una frase sorprendente, perché trasforma una mancanza in uno spazio di libertà e consapevolezza. L’alba diventa allora la metafora di una nuova possibilità: il giorno che arriva, mentre «la notte depone armi e oscurità», insegna a guardare avanti e persino a rinascere.

Il ritornello contiene la filosofia dell’intero brano: «Tutto inizia, invecchia, cambia forma / l’amore tutto si trasforma». Niente rimane identico a se stesso, nemmeno i sentimenti. Quello che un tempo sembrava un sogno indispensabile può scolorire, mentre persino «il dolore più atroce si addomestica». Carmen Consoli non racconta quindi una guarigione improvvisa, ma un processo lento, quasi naturale, nel quale il tempo modifica il peso delle ferite.

Nel finale, l’immagine del fiore che si chiude al tramonto e poi «si rigenera» completa il percorso: la fine non è necessariamente una sconfitta, ma può contenere già il principio di qualcosa di nuovo. E gli occhi immaginati del figlio, i giocattoli sparsi per casa, l’irrompere della vita nella quotidianità suggeriscono proprio questo passaggio: accettare ciò che finisce per poter accogliere ciò che ancora deve cominciare. L’alba, in fondo, non promette di cancellare la notte: ricorda semplicemente che non è destinata a durare per sempre.

Il testo di “Guarda l’alba” di Carmen Consoli

Già Natale, il tempo vola
L’incalzare di un treno in corsa
Sui vetri e lampadari accesi
Nelle stanze dei ricordi

Ho indossato una faccia nuova
Su un vestito da cerimonia
Ed ho sepolto il desiderio intrepido
Di averti affianco

Allo specchio c’è un altra donna
Nel cui sguardo non v’è paura
Com’è preziosa la tua assenza
In questa beata ricorrenza
Ad oriente il giorno scalpita, non tarderà

Guarda l’alba che ci insegna a sorridere
Quasi sembra che ci inviti a rinascere
Tutto inizia, invecchia, cambia forma
L’amore tutto si trasforma
L’umore di un sogno col tempo si dimentica

Già natale il tempo vola
Tutti a tavola che si fredda
Mio padre con la barba finta
Ed un cappello rosso in testa
Ed irrompe impetuosa la vita

Nell’urgenza di prospettiva
Già vedo gli occhi di mio figlio
E i suoi giocattoli per casa
Ad oriente il giorno scalpita
La notte depone armi e oscurità

Guarda l’alba che ci insegna a sorridere
Quasi sembra che ci inviti a rinascere
Tutto inizia, invecchia, cambia forma
L’amore tutto si trasforma
Persino il dolore più atroce si addomestica

Tutto inizia, invecchia, cambia forma
L’amore tutto si trasforma
Nel chiudersi un fiore al tramonto si rigenera

Scritto da Nico Donvito
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