martedì, Giugno 18, 2024

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Hôtel del ritorno alla natura – Georges Simenon e The Zen Circus

Un Libro, Una Canzone: Insieme

Illusione e disillusione

Quando la vita diviene troppo frenetica ed è difficile trovarne il senso, quando le giornate si susseguono e il tempo passa senza che nulla cambi, quando la vita in società diventa un peso, qualcuno scappa il più lontano possibile. È quello che fanno i protagonisti di Hôtel del ritorno alla natura di Georges Simenon, lo scienziato tedesco Müller e la sua compagna Rita, che lasciano la loro vita in Europa per ritirarsi su Floreana, una delle isole Galàpagos. Lo fanno forse per dedicarsi allo studio, forse per trovare la pace o per allontanarsi dalla  vita passata in società. In realtà, non è chiaro cosa stiano cercando o da cosa stiano fuggendo. Quello che è certo è che i due sono convinti di aver abbandonato la civiltà corrotta ed essersi così riavvicinati allo stato di natura, e così intendono passare il resto della propria vita.

Ma il loro progetto di vita è fragile e delicato, e se ne rendono conto quando sull’isola giunge la contessa von Kleber, personaggio ambiguo, personificazione di dissolutezza e inganno, con al seguito i due amanti Nic e Kraus. La donna vuole costruire a Floreana l’Hôtel del ritorno alla natura, destinato a tutte le sue amicizie ricche e altolocate che vorranno concedersi del tempo in mezzo alla natura idilliaca e incontaminata.

Era un’apparizione alquanto singolare, perché la figura, sporgendosi dal bompresso, dominava il mare col suo atteggiamento bizzarro, come di sfida, quasi stesse per spiccare il volo. […] Acuta, altera, la voce, una voce abituata al comando, chiamava: «Kraus! Nic! Venite qui! Guardate, questo è il mio regno. Da oggi sono la regina di Floreana!».

Da questo momento tutto ciò che Müller e Rita evitano accuratamente, terrore, conflitto e sospetto, regneranno sull’isola, e condurranno i personaggi verso un tragico destino.

Natura madre e natura matrigna

Anche la natura, turbata dal vizio e dalla corruzione umana, da madre diventa presto matrigna, e guida i personaggi verso l’autodistruzione. Se prima dell’avvento della contessa i pochi abitanti dell’isola vivono di ciò che la natura offre loro, alla fine del romanzo o soccombono ad essa, o scappano lontano. Sono pochissimi coloro che rimangono sull’isola senza conseguenze nefaste. 

Certo la vita era diventata difficile, perché a causa della lunga siccità tutti accusavano una spossatezza che rendeva faticoso ogni movimento. Viveri freschi non ce n’erano. […] La mattina ci si svegliava sfiniti, più stanchi di quando si era andati a letto.

Sono pochissimi, alla fine del romanzo, coloro che rimangono a Floreana.

Gli Zen Circus in Canzone contro la natura cantano:

Nella tristezza cosmica che tu chiami città
E questa è l’ironia, un certo non so che
La natura ci disprezza, e del resto vien da sé
[…]
Tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura
E questo sino dal primo momento, sino dal primo momento
Con l’atto di civilità, l’atto di civiltà che è un atto di prepotenza umana sulla natura
È un atto contro natura

La riflessione torna dunque nella dicotomia tra città e natura, civiltà e assenza di civiltà. Ma è possibile vivere come fanno i protagonisti all’inizio del romanzo, in pace nella natura più incontaminata? O questa iniziale armonia è solo un’illusione, e l’uomo prima o poi rovinerà questo rapporto di benevolenza cadendo nel vizio e nella corruzione?

Sapete, gli estremismi non mi sono mai piaciuti, e se esiste un tipo di rapporto ottimale tra uomo e natura, penso che esso non possa essere trovato che nel mezzo. Il ritorno allo stato di natura è un’utopia, e l’uomo è un animale sociale, per cui non penso sia praticabile la strada scelta da Müller e Rita. Allo stesso tempo, però, è necessario difenderci e difendere ciò che ci circonda dalle tante contesse che abitano la Terra, se non vogliamo che la nostra fine sia simile a quella di molti dei personaggi del romanzo.

Simenon, infatti, ci dice che l’avvento della donna ricca e affascinante porta presto alla tragedia, e il fragile equilibrio tra uomo e natura può spezzarsi molto facilmente. Sta a noi trovare l’equilibrio, il modo di conciliare l’esistenza dell’uomo e della natura di cui l’uomo fa parte. Si tratta di un compito difficile, ma dal 1938 ad oggi è diventato sempre più urgente, e non si può rimandare. 

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Redazione

Imprenditore, Speaker Radiofonico. In vari anni ha sviluppato competenze in diversi settori specializzandosi nell’ambito editoriale e della sicurezza sul lavoro. Fondatore di MondoTV24, Spazio Wrestling, Tuttocalciomercato24. Appassionato del Festival di Sanremo da sempre, nel corso degli anni ha presenziato presso la Sala Stampa Lucio Dalla durante la manifestazione partecipando alle votazioni delle canzoni. Dal settembre 2023 proprietario di Recensiamo Musica, portale presente da anni nel mondo musicale al quale sta fornendo la sua esperienza per rilanciarlo in maniera incisiva nel mondo editoriale.
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