Recensione dell’intenso duetto sanremese

Viviamo in degli anni in cui i giovani sono costantemente sotto assedio. Sono sotto assedio per quanto riguarda il lavoro, certo, ma lo sono anche per quanto riguarda la società che spesso li guarda dall’alto, li giudica e li cataloga in determinate categorie. Nino d’Angelo e Livio Cori hanno tentato di dare voce ai giovani, di infondere in loro speranza e di spazzar via quella puzza sotto al naso che la società spesso fa propria nei confronti delle nuove generazioni spesso ritenute inadatte ed incapaci di fronte alla vita. Un’altra luce, il brano presentato in duetto al Festival di Sanremo del 2019, è esattamente il tentativo di restituire dignità a quei giovani che non l’hanno avuta e spesso non per loro colpa.

La Napoli che emerge dal testo, dall’accento e dal cantato dei due artisti partenopei è soltanto uno sfondo a scelta, un’ambientazione che volendo potrebbe essere facilmente traslata in una diversa circostanza. Ciò che è vero, però, è che l’ambiente napoletano sicuramente esaspera e dona vigore al confronto generazionale che le due voci vogliono raccontare, un confronto che spesso va a danno dei più giovani.

Il punto di partenza è la sicurezza che “tu assomigli a me” come un Nino d’Angelo sorprendentemente contemporaneo canta nell’apertura dell’inciso. La vita passa insieme al tempo e “quella faccia pulita si è sporcata con i graffi del tempo che fugge che colpisce ma non ci distrugge”. Ad accorgersene è il giovane che riconosce invecchiare il genitore e le generazioni più adulte anche se in lui si fa forte “quell’idea di non essere adatto”. Un’idea che si genera in sè stessi ma che, in qualche modo, è implicitamente suggerito dalla società circostante.

E’ compito dei padri indicare l’arrivo di una nuova luce ai figli, indicare la via per prendere in mano la propria vita e cogliere le opportunità che essa offre. E’ compito dei padri, però, permettere che queste opportunità ci siano, passino ai propri figli come i propri genitori le avevano trasmesse a loro stessi.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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