Icastico ci parla del suo ultimo singolo

Abbiamo intervistato per voi Icastico, musicista viterbese, uscito il 6 Maggio con il suo nuovo singolo dal titolo “Alcolico”. Caratterizzato da uno stile incalzante e pungente il brano si dimostra molto diretto e a tratti veramente crudo nel raccontare le sofferenze di una realtà, quella delle dipendenze, difficile da superare. La canzone è stata composta e arrangiata da Alessandro Presti, prodotta da Sveno Fagotto e masterizzata da Giovanni Versari.

Ciao Icastico, benvenuto su Recensiamo Musica. Per iniziare parto con due domande di questi tempi per nulla non scontate. Come stai e in che modo hai utilizzato questo periodo per la tua musica?

“Ciao, è un periodo di preoccupazione perché non abbiamo certezze in nessun ambito. Personalmente io di solito mi divido tra i live e l’insegnamento. Se per quanto riguarda l’insegnamento sono riuscito a trovare un modo per continuare online a distanza, per i live è saltato tutto il tour estivo. Il 2020 da questo punto di vista è perso, ma dobbiamo guardare avanti”.

Tu comunque hai fatto uscire una canzone nuova dal titolo “Alcolico” in cui affronti il problema dell’alcolismo dal punto di vista di chi è dipendente dall’alcol. Quando nasce questo pezzo e che messaggio contiene? 

“Questo singolo fa parte di un trittico di canzoni che ho scritto lo scorso anno in un mese di astinenza forzata dall’alcol. Nello specifico affronto la difficoltà di utilizzo dell’alcol come medicina per l’ansia sociale. Mi piace però che le mie canzoni abbiano più livelli di lettura, tanto è vero che parlare della dipendenza dall’alcol non significa riferirsi solo a questo. Significa quindi riferirsi un po’ a tutti i tipi di dipendenze, come può essere ad esempio il fumo o un social network. Non fa differenza, noi cerchiamo un modo per vederci diversi, per sentirci più vivi, per darci un tono, per cercare di adeguarci alle aspettative. Non mi piace inserire una morale in quello che canto. Noi non siamo nessuno per poterci permettere di salire su un piedistallo e dire agli altri come vivere”.

La canzone infatti non ha un lieto fine. Inizia in un modo e finisce nella stessa situazione, anche dal punto di vista sonoro e stilistico.

“Esatto, è proprio una fotografia e non c’è un vero e proprio giudizio sull’alcol nel mio singolo. È semplicemente la descrizione di quello che succede, poi chi ascolta può ritrovarsi come non ritrovarsi. C’è chi si rispecchia e vede i propri mostri e chi no, ma è normale. In ogni caso io spero che ognuno ci veda quello che lo riguarda, non sono così supponente da dire cosa significa quella canzone. Certo, so cosa significa per me, però è la mia personale interpretazione. Alcolico è un modo per riflettere sulla propria situazione e sul fatto di aver bisogno di qualcosa per stare in piedi, di una stampella su cui reggersi”.

Tu dici “Io potrei vomitare l’anima che a me non serve più, per ricominciare a bere”. Questo mi sembra proprio il massimo livello di non accettazione di se stessi. Ho colto nel merito il senso? Se sì, come ci si accetta allora? Dove troviamo la chiave?

Si, allora, l’obiettivo del mio progetto è la ricerca di equilibrio. È importante immergerci nelle stanze buie del nostro cuore e in primo luogo capire quali sono i nostri mostri, per poi pian piano accettarli ed integrarli. Io credo che la chiave dell’equilibrio stia nell’integrazione, perché siamo fatti di parti belle e di parti brutte ( tristezze, depressioni, dipendenze). Nascondere i mostri sotto al letto non è la soluzione”.

Nella tua canzone ho notato uno stile pungente, sofferente, icastico, proprio come il tuo nome d’arte. Perché questo pseudonimo e che tipo di lavoro hai fatto con Alessandro Presti a livello stilistico? 

“Icastico è in effetti un termine molto rappresentativo del mio modo di scrivere, ma anche del mio modo di vivere. Io sono un ragazzo diretto, pratico e icastico in questo senso mi rispecchia bene. Il brano è stato composto e arrangiato come dicevi tu da Alessandro Presti e lavorare con lui è bellissimo perché riesce a cogliere le sfumature che vorrei esprimere e le traduce in musica. L’arrangiamento di Alcolico trasmette sensazioni che sono legate al testo e che sarebbe complicato spiegare a parole. È un ritmo incessante, ipnotico”.

Sembra quasi di non riuscire ad uscire dalla sofferenza che emerge dal singolo.

“Si, è un loop fortemente voluto da entrambi. L’idea prende spunto dall’universo della musica blues che io e Alessandro ben conosciamo e abbiamo reso più moderno. La canzone si regge sul basso, non a caso Presti è un bassista”.

In ultimo quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?

“Ho cominciato a suonare molto presto a 7/8 anni. Per me la musica è stata un’ancora di salvataggio perché ho sempre avuto difficoltà a comunicare con l’esterno. Mi sono chiuso nella mia bolla fatta di chitarre, di dischi ascoltati di nascosto dai miei genitori. È in quella bolla silenziosa che è nato tutto, la ricerca di un senso, di equilibrio. Sono i semi del progetto Icastico, l’esigenza di canalizzare un insieme di energie che possono essere distruttive e cercare di utilizzarle per dare conforto alle persone. Per certi problemi non esiste una cura, non esiste una pastiglia. L’alcol stesso è prima di tutto un’illusione. Una vera consolazione è quella di non sentirsi soli ma di essere parte di un insieme di persone che fanno i conti ogni giorno con una serie di disagi e altro. Il fatto di non essere soli è molto importante. Concludendo ho deciso di fare il musicista dopo aver fatto molti lavori, da ultimo l’assicuratore. Mi sono reso conto che le uniche entrate che avevo erano quelle che derivavano dalla mia attività di musicista che comunque svolgevo parallelamente. A quel punto mi sono detto “Faccio il musicista”. Ho sempre fatto tanti live, nel 2018 ho fatto 130 concerti. Con Simone Bravi, il mio batterista, avevamo preparato uno spettacolo molto bello, una storia da raccontare ed è un peccato che ora sia tutto fermo. Ma ci sarà modo, quando sarà il momento”.

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Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

Di Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

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