“Idealista” di Noemi: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Idealista” di Noemi
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2016 con “Idealista” di Noemi.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Idealista” di Noemi
“Idealista” di Noemi è uno dei brani più incisivi contenuti nell’album “Cuore d’artista”, pubblicato nel 2016 e scritto da Ivano Fossati. È una canzone che si muove tra rabbia, disillusione e slancio vitale, mettendo al centro la figura di un’idealista moderna, fragile e combattiva allo stesso tempo.
Uno degli elementi più forti del testo è il continuo oscillare tra entusiasmo e disincanto. Da un lato c’è la vitalità istintiva: “sono felice, rido, corro, scappo”. Dall’altro emerge una visione critica del mondo esterno, in cui il merito e l’impegno non sembrano garantire riconoscimento o equità: “se lavori e ti dai da fare come un pazzo lo so / stai fedele come un cane intanto a quelli là non gliene frega un cazzo di te”.
La scrittura di Ivano Fossati alterna momenti di lucidità a immagini più frammentate e quotidiane. Il mondo relazionale, ad esempio, viene raccontato attraverso dinamiche di illusione e disillusione: “c’è qualcuno che ti illude di notte / con le parole poi di giorno ti frega”. È una fotografia amara delle relazioni e delle aspettative tradite.
Particolarmente significativo è il rapporto con il passato e con le proprie radici emotive. L’insofferenza verso ciò che è già scritto, già detto, già consumato emerge in versi come “i passi dei poeti ormai consumano i tappeti”. È il rifiuto di un linguaggio già codificato, in favore di una voce più istintiva e diretta.
“Idealista” è in definitiva una canzone sulla necessità di resistere alla disillusione senza rinunciare alla propria visione del mondo. Racconta la fatica di restare coerenti in un contesto che spinge al compromesso, trasformando il “no” ripetuto in un atto di identità e sopravvivenza emotiva.
Il testo di “Idealista” di Noemi
Mio cuore d’artista
Idealista
Cuore di ragazza ribelle
Che va a caccia di sballo ancora
Di sete non morire, che l’acqua ha da venire
Se non adesso è stasera è domani
Qualcosa da cambiare qui
Il cuore ha rivelato
L’istinto non ha mai sbagliato
Sono felice, rido, corro, scappo
Che mi sembra di aver volato
No no, io dico di no
Io no, rispondo di no
A questo mondo se lavori e ti dai da fare come un pazzo lo so
Stai fedele come un cane intanto a quelli là non gliene frega un cazzo di te
Ma il cuore è sollevato
L’istinto non si è mai sbagliato
E c’è qualcuno che ti illude di notte
Con le parole poi di giorno ti fotte
Ma se il cuore l’ha capito
Il cane avrà abbaiato
Se l’ha capito
Qualcuno avrà gridato
Lascia il passato, sono storie di fantasmi ormai
Un giorno differente non basta per l’amore
È il solito errore
Che il cuore ha rilevato
Poi viene il natale
Seh, il natale è già passato
Ti guardi troppo allo specchio
Ti piace ancora parecchio, direi
Aspetti sue notizie
Guardi l’ora e la giornata non ti passa mai
Ma mi sembra ben fatto
È solo un incubo eterno
Scaraventarvi giù dal letto per cercarvi fino in fondo all’inferno
No, no, io dico di no
Io non rispondo
Io mi siedo in fondo
Non parlate per me, no
Io dico di no
Io non rispondo
Io mi frego il mondo
E non ho bisogno di parole complicate
I passi dei poeti ormai consumano i tappeti
A casa mia è meglio che io non ci sia
A casa mia è meglio che io non ci sia
No no, io dico di no
Io non rispondo
Io mi siedo in fondo
Non parlate per me
No, io dico di no
Io non rispondo
Io mi frego il mondo