Il cinghiale bianco e le tre regole della musica

La musica si sa, è la nostra più grande motivazione. Il cinghiale bianco questo lo ha sempre saputo e pertanto oggi vi vuole portare nei meandri della “guida all’ ascolto”. Facciamo “rewind”. Immaginiamo di dover educare il nostro “orecchio” dall’ inizio: cosa ascoltiamo?

Diversi studi, ormai alquanto obsoleti, dimostrano che l’ascolto nel grembo materno di Mozart rende più felici le mamme e di conseguenza (così pare) anche i bambini. L’ordine e l’armonia, la consonanza ed il mondo perfetto nella musica mozartiana ci incoraggiano ad emozioni piacevoli, quasi allontanandoci dalla realtà. Fermi un attimo: ascoltiamo qualche secondo di “Eine kleine Nachtmusik” in Sol maggiore (K. 525), nello specifico la romanza:

Avete ascoltato? (non barate). Sicuramente pensate anche voi “rilassante”. Nell’ educazione all’ascolto di ciascuno di noi bisognerebbe senza alcun dubbio partire da questa composizione poiché. come nella vita, si incontra qui un momento di quiete, lo stesso che diventerà inquieto, sempre più preoccupante, gli archi “balzeranno”, poi  da maggiore la tonalità diventerà minore e dalla romanza si passerà all’andante. Poi infine la ripresa del tema iniziale con maggiore enfasi e più vigore. Attenzione però alla “coda” perchè è la più piccola distanza in musica, il “semitono“, a cambiare il mood a tutto. E’ la vita che passa, la nostalgia, o forse è il ciclo normale delle cose che ci porta al punto di partenza con una reminiscenza sporcata dall’ esperienza.

A questo punto il cinghiale bianco inizia a sentirsi un po’ una maestra cattiva. Appreso però che Mozart è il giusto punto di partenza parleremo adesso di altre due composizioni musicali. La prima è “Il grande spettacolo nel cielo“. “The great gig in the sky” dei Pink Floyd è la quinta traccia dell’album leggendario “The dark side of the moon“, pubblicato nel 1973.  Qui la voce di Clare Torry nel suo indimenticabile (ed irriproducibile) assolo vocale ci dà lo spunto per salire sul secondo posto del podio della nostra breve guida all’ ascolto. Ma prima ascoltiamo il brano in una versione live:

La prima regola è la razionalità, il sapere che seguire la strada giusta porta sempre verso la giusta meta, ed è rappresentata da Mozart. La seconda regola è l’irrazionalità, la scoperta dell’infinito attraverso la cancellazione di se stessi verso mete oscure, l’alienazione non come viaggio ma come arrivo. E’ Mozart che parte dalla dissonanza e che nel tumulto trova la pace, è la voce come espressione del sentimento più severo poiché denso dell’unico dialogo che non divide se lo si pronuncia: il vocalizzo. Attraverso “The great gig in the sky”  il nostro spirito autocritico dovrebbe avere la consapevolezza del lato oscuro della Luna, perché questo esiste. Necessariamente prima o poi sarebbero arrivati i Pink Floyd, perché un musicista che vive la musica come l’esperienza filosofica del proprio “Io” avrebbe incontrato Mozart: l’ antitesi, o come meglio si potrebbe dire, l’altra faccia della perfezione.

Sul primo posto della nostra guida all’ ascolto il cinghiale bianco vuole parlarci del singolo più venduto nella storia della musica digitale:

I gotta feeling potrebbe a questo punto farvi pensare: “Prendi l’arte e mettila da parte”. Prima però “prendila, l’arte”. E’ attraverso la conoscenza che ci si può spingere oltre e farsi una risata, perché la musica non è pesantezza  e perché c’è un po’ di Mozart anche nei Black Eyed Peas. Si arriva alla “quotidianità“, la terza regola. Il pop, per l’esattezza, quella sequenza di note che ti fanno fare un giro su te stesso e ti riportano a casa per mano. Anche Mozart era “superpop” per la sua epoca, e per secoli continua a far divertire piccoli, grandi, mamme e bimbi in grembo. Sebbene esista il silenzio (qui il link all’ultimo articolo in cui il cinghiale bianco ne parla), la musica è degna di maggiore attenzione. L educazione all’ascolto non consiste nel “fare i bravi” ad ogni costo ma ad ascoltare, conoscere e scegliere con che musica salire sul primo gradino del podio.

The following two tabs change content below.

Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Di Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *