Il cinghiale bianco immagina la musica di domani e lancia una provocazione

Il cinghiale bianco ascolta “Troppi cantanti e pochi contanti” di Renato Zero (qui il link alla nostra ultima intervista) ed immagina come potrebbe essere la musica di domani.

Quello che è successo nella musica degli ultimi anni ha dello straordinario: l’Italia ha visto un cambiamento drastico. Grazie al mondo del web, infatti, l’interesse della discografia si è spostato, puntando tutto sui nuovi fenomeni di massa che hanno spopolato tra i giovani e che, portati nel mainstream hanno permesso un decentramento radiofonico mai visto. Dalla quasi sola musica internazionale le nostre emittenti radiofoniche oggi passano perlopiù musica italiana. Nascono così “eserciti” di cantanti, giovani affascinanti dalle belle e mille speranze, che riescono a togliere il posto ai “grandi” ottenendo risultati numerici incredibili.

Vi prego, basta con i cantanti, già siamo in tanti“. Nell’incipit della sua canzone (qui la nostra recensione dell’album che la contiene) Renato Zero la spara grossa e mostra la sua visione su di un presente musicale saturo di emergenti. La domanda che si pone lui ed il cinghiale bianco è: “chi prenderà il posto suo“?

L’attenzione si sposta verso l’artisticità. E’ vero che nella musica di oggi ci vuole un’idea forte: è quello che serve all’artista per entrare nelle grazie della discografia. E’ vero anche, però, che se avere una buona idea di marketing diventa l’unico obiettivo allora il cinghiale bianco si chiede: “dove finirà il talento“? Il confine è sottile ma quello che sta succedendo oggi è proprio questo: le capacità artistiche e canore non contano più. Serve comunicare, è vero, ma serve anche pensare alla sostanza, oltre che alla forma.

Nella sua canzone Renato Zero lascia simbolicamente il testimone della sua musica a chi verrà dopo di lui. La domanda adesso è: “chi potrebbe venire dopo di lui?“. Questa è una provocazione, breve e senza spiegazioni. Affinché si possa trovare, pensandoci, una risposta. Secondo te che stai leggendo, chi potrebbe essere l’ erede musicale di Renato Zero?

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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