“Il vincitore non c’è” di Michele Zarrillo: te la ricordi questa?

Il vincitore non c'è Michele Zarrillo

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Il vincitore non c’è” di Michele Zarrillo

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2001 con “Il vincitore non c’è” di Michele Zarrillo.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Il vincitore non c’è” di Michele Zarrillo

“Il vincitore non c’è” è un brano di Michele Zarrillo che dà il titolo all’album pubblicato nel 2000. La canzone unisce la sensibilità melodica tipica del cantautore romano a una scrittura ricca di sfumature filosofiche, affrontando il tema della fine di un amore senza cercare colpevoli né assoluzioni.

Il testo si sviluppa come un viaggio interiore in cui la relazione viene osservata con lucidità e tenerezza. Zarrillo invita a guardare oltre i conflitti, i silenzi e le ferite che inevitabilmente si accumulano nel tempo, suggerendo che la verità di un rapporto si trova “al di là” delle apparenze e delle recriminazioni. Non è un caso che questa espressione ritorni più volte nel corso della canzone: rappresenta la necessità di superare il giudizio immediato per raggiungere una comprensione più profonda dell’altro e di sé stessi.

Molto significativa è anche la presenza del viaggio come metafora esistenziale. Inseguire i pensieri dell’altro, navigare verso rive sconosciute e respirare insieme diventano immagini di una ricerca continua, in cui l’amore non è una destinazione ma un percorso fatto di scoperte e cambiamenti. Persino quando il rapporto vacilla, rimane il desiderio di comprendere e di mantenere vivo quel legame invisibile che unisce due persone.

“Il vincitore non c’è” resta così una delle pagine più intense della produzione di Zarrillo: una ballata elegante e riflessiva che trasforma la fine di un amore in una lezione di umanità, ricordando che nei sentimenti più veri non si vince contro qualcuno, ma si cresce insieme, anche quando le strade finiscono per separarsi.

Il testo di “Il vincitore non c’è” di Michele Zarrillo

E se d’amore tu vivere vuoi
pensati fuori dai venti che arrivano a noi
liberi così non saremo mai
Fammi inseguire i pensieri che hai
questo è il più bello dei viaggi impossibili sai
scoprirai di noi quello che non hai
respirando così
al di là dei fantasmi che in noi
la realtà ha nutrito vivrai
libertà che non hai visto mai…e ti ritroverai
al di là dei pensieri che poi
per viltà tu non liberi mai
scoprirai che nel fondo di noi
un vincitore non c’è …a volte io a volte te
Se ti abbandoni e la mano mi dai
quante emozioni nel mondo con me tu vivrai
ogni verità nuda si aprirà
respirando io e te
al di là dei silenzi che in noi
l’onestà può distruggere ormai
l’unità che ci lega vivrai …e mi ritroverai
al di là di quei tanti che poi
la slealtà a vestito da eroi
scoprirai che nel fondo di noi
un vincitore non c’è…a volte io a volte te
Chissà…quale riva poi… toccheremo mai
se ormai … clandestino in te … vado dove vai
in un tempo che … non so
Al di là di noi … respirando io e te
il vincitore non c’è …
tra il tempo che non è ancora e il tempo che non è più
……………………..
perché qui tutto cambia e tutto è identico a te
il vincitore non c’è … non c’è
a volte io a volte te …

Scritto da Nico Donvito
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