“In due” di Sal Da Vinci: te la ricordi questa?

In due Sal Da Vinci

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “In due” di Sal Da Vinci

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al XXXX con “In due” di Sal Da Vinci.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “In due” di Sal Da Vinci

In due”, contenuta nell’album “Non riesco a farti innamorare” del 2009, è una ballata pop-melodica che racconta l’ambivalenza di una relazione vissuta sul confine tra desiderio e sofferenza. Sal Da Vinci costruisce il ritratto di un amore tormentato, dove l’attrazione rimane fortissima anche quando la ragione suggerirebbe di scappare.

Il testo è attraversato da contrasti continui: silenzio e parole, amore e odio, dignità e dipendenza emotiva. La persona amata viene definita addirittura “la più bella mia maledizione”, un ossimoro che sintetizza perfettamente il rapporto: qualcosa da cui liberarsi e verso cui, allo stesso tempo, si torna inevitabilmente. Anche quando il protagonista prova a cancellarla, basta una chiamata per far crollare ogni difesa.

Particolarmente efficace è il finale, dove il protagonista ammette di avere bisogno proprio di quella persona che vorrebbe dimenticare: “Posso odiarti, maledirti / ma di te mi serve l’altra tua metà”. È la fotografia di un legame che non riesce a trasformarsi in equilibrio: si può desiderare di chiudere una storia, ma non necessariamente si è pronti a vivere senza quella persona.

“In due” racconta dunque un amore irrisolto, fatto di ritorni e contraddizioni, in cui la vera sofferenza nasce dalla consapevolezza che per essere davvero una coppia non basta esserci fisicamente: bisogna esserci con tutto se stessi.

Il testo di “In due” di Sal Da Vinci

Nell’immenso del tuo sguardo cerco me
Sembra quasi la profondità del mare
Quel silenzio di parole è un’arma in più
Spiega chiaramente quel che pensi tu

Il carattere costante fa di te
Forse la più bella mia maledizione
Eppure corro qui da te
Le notti che mi vuoi sono frammenti di te

L’amore è un sogno da vivere in due
A me manca la metà

Noi siamo storie di sesso e bugie
Animali di città
Posso odiarti
Maledirti
Ma se chiami perdo la mia dignità

Se potessi con il sole brucerei
Parte della vita mia che m’hai rubato
Così non correrei da te
Le notti che mi vuoi
Senza frammenti di te

L’amore è un sogno da vivere in due
A me manca la metà

Noi siamo storie di sesso e bugie
Animali di città
Posso odiarti
Maledirti se tu vuoi
Cancellarti dalla mente
Dopo far l’indifferente ma sto male senza te

L’amore è un sogno da vivere in due
A me manca la metà

Noi siamo storie di sesso e bugie
Animali di città
Posso odiarti
Maledirti
Ma di te mi serve l’altra tua metà

Scritto da Nico Donvito
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