“In questa notte” di Raf: te la ricordi questa?

In questa notte Raf

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “In questa notte” di Raf

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2012 con “In questa notte” di Raf.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “In questa notte” di Raf

“In questa notte” è una delle canzoni con cui Raf torna a raccontare l’amore nella sua dimensione più istintiva e cinematografica. Pubblicata nel novembre 2012 come inedito della raccolta Le ragioni del cuore, la canzone nasce dalla collaborazione con Jovanotti e affida a una ballata elettronica dal sapore rétro il compito di fotografare un momento destinato, inevitabilmente, a finire. Il contrasto tra le sonorità elettropop e l’intimità del racconto rende ancora più evidente il cuore del brano: quando tutto intorno corre, due persone possono scegliere di fermare il tempo almeno per una notte.

La storia comincia con una fuga dal “frastuono di un locale” e prosegue tra luna park, luci della città e risate fino alle lacrime. Sono immagini semplici, ma costruiscono rapidamente una dimensione sospesa, quasi fuori dalla realtà. Il “paradiso” non è un luogo ultraterreno: è quella notte stessa, trasformata dall’innamoramento in uno spazio nel quale il resto del mondo sembra non esistere. Anche il tempo perde consistenza: la domanda “chissà per quanto tempo”introduce fin dall’inizio la consapevolezza che la felicità, proprio perché così intensa, potrebbe essere fragile.

Il ritornello concentra tutto nell’imperativo “baciami forte”, ripetuto come una richiesta d’amore ma anche come un tentativo di trattenere l’istante. Pioggia, vento e temporale diventano ostacoli simbolici che non possono disperdere la coppia: “siamo io e te, in questa notte” è quasi una dichiarazione di autosufficienza sentimentale. Nella seconda parte, invece, il futuro si apre improvvisamente davanti ai due protagonisti — il primo aereo, città sconosciute, il desiderio di dormire e svegliarsi insieme — ma viene subito riportato al presente: “Ma intanto è questa notte a volare via”. È qui che la canzone rivela il suo nucleo più malinconico.

Perché sotto l’entusiasmo della passione c’è infatti la paura della separazione. Il bacio non serve soltanto a celebrare l’amore, ma a rimandare il momento dell’addio. Gli occhi dell’altra persona sembrano promettere che “non può finire tutto così”, eppure il finale introduce l’incertezza più dolorosa: restare a guardarla mentre si allontana senza sapere “se mai ti rivedrò”. La notte diventa così una parentesi perfetta proprio perché irripetibile: non importa quanto possa durare l’amore, importa che, almeno per quelle ore, abbia avuto la forza di cancellare il resto.

Raf costruisce quindi una canzone romantica senza affidarsi soltanto alla promessa del “per sempre”. Al contrario, la sua forza sta nell’accettare che anche la felicità possa avere una scadenza, trasformando l’urgenza del presente nell’unica certezza possibile. L’elettronica dal gusto rétro accompagna questa sospensione tra euforia e malinconia, fino alla ripetizione finale di “in questa notte”, che sembra lasciare i protagonisti — e l’ascoltatore — esattamente lì, nel momento in cui l’amore è ancora presente ma il giorno sta già arrivando.

Il testo di “In questa notte” di Raf

Fuggiti dal frastuono di un locale
abbiamo urlato al cielo sopra a un luna park
e ridere da stare male
in paradiso abbiam fatto l’amore
ti ho guardata tra le luci della città
…chissà per quanto tempo perché tu sei bellissima

In questa notte,
in questa notte,
baciami forte, baciami anche se piove,
nessun vento o temporale,
disperderci potrà
siamo io e te, in questa notte

Prenderemo il primo aereo chissà dove andrà
dormiremo stretti in tutte le città
e sogneremo di fare l’amore,
ci sveglieremo per farlo davvero.
Ma intanto è questa notte a volare via,
tu non lasciarmi adesso
ti prego resta ancora un pò

In questa notte,
in questa notte,
baciami forte, baciami prima di andare
e leggo nei tuoi occhi quello che io sto pensando
non può finire tutto così
e non finirà in questa notte
baciami forte, baciami prima di andare
e resterò a guardarti mentre ti allontanerai
e non saprò
se mai ti rivedrò.

Baciami forte, baciami prima di andare
e resto ancora un po’ a guardarti mentre ti allontani
mentre vai via
vai via da me
mentre vai via, in questa notte
in questa notte,
in questa notte.

Scritto da Nico Donvito
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