“Io cammino di notte da sola” di Amalia Grè: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Io cammino di notte da sola” di Amalia Grè
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2003 con “Io cammino di notte da sola” di Amalia Grè.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Io cammino di notte da sola” di Amalia Grè
“Io cammino di notte da sola” è il manifesto poetico e identitario di Amalia Grè, una canzone che racchiude in pochi versi l’essenza della sua visione artistica e umana. Contenuto nell’album d’esordio “Amalia Grè” del 2003 e presentato per la prima volta al Premio Città di Recanati nel 2001, il brano si muove tra jazz, canzone d’autore e introspezione, scegliendo una strada personale e lontana da qualsiasi forma di compiacimento.
Camminare di notte non è solo un’azione fisica, ma una condizione esistenziale. La notte è il luogo in cui Amalia Grè si concede la libertà di essere contraddittoria: piangere e ridere, attendere l’aurora senza fretta. È uno spazio mentale, sospeso, in cui le emozioni non vengono filtrate o razionalizzate, ma semplicemente attraversate.
Uno dei nuclei centrali del brano è la definizione della “vita d’artista” come esperienza instabile, fatta di alti e bassi, di momenti di grazia e di smarrimento. Essere infelice o gaudente, vincente o perdente, non è una contraddizione da risolvere, ma una condizione da accettare. L’instabilità non è un difetto, è la materia prima della creazione.
“Io cammino di notte da sola” non racconta la solitudine come mancanza, ma come spazio creativo. È una canzone che parla di autonomia emotiva, di ascolto di sé, di una femminilità artistica che non chiede permesso né spiegazioni.
Il testo di “Io cammino di notte da sola” di Amalia Grè
Io cammino
di notte da sola
poi piango poi rido
e aspetto l’aurora
Ed è una realtà
tutta mia
è una strana atmosfera
pervade la mente
di sera
Io vivo
a volte infelice
a volte gaudente
talvolta vincente
o perdente
Ed è
una vita d’artista
così altalenante
ma quello che creo
è importante per me
Io cammino
di notte da sola
poi piango poi rido
e aspetto l’aurora
Ed è una realtà
tutta mia
è una strana atmosfera
pervade la mente
di sera
Io vivo
a volte infelice
a volte gaudente
talvolta vincente
o perdente
Ed è
una vita d’artista
così altalenante
ma quello che creo
è importante per me
Io cammino
di notte da sola
poi piango
poi rido
poi parlo
poi rido
poi grido