“Io sono” di Paola Turci: te la ricordi questa?

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Io sono” di Paola Turci

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2015 con “Io sono” di Paola Turci.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Io sono” di Paola Turci

Io sono” di Paola Turci è un brano che si impone fin dal primo ascolto come dichiarazione identitaria, quasi un manifesto personale. Pubblicato nel 2015 come anticipazione dell’omonimo progetto celebrativo, arriva in un momento di piena maturità artistica e umana, e questa consapevolezza attraversa ogni verso.

La canzone ruota attorno a un concetto preciso: la complessità dell’essere. Non esiste una definizione unica, non esiste uno sguardo esterno capace di racchiudere una persona. La cantautrice romana lo esprime con forza già nelle prime strofe, mettendo in discussione l’idea di immobilità: “come foglie sopra gli alberi / noi due cambiamo già”. Il cambiamento è inevitabile, ma spesso invisibile a chi si ferma alle apparenze.

Io sono” è una canzone sulla presa di coscienza. Non urla, ma afferma. Non attacca, ma si definisce. È il racconto di una rinascita che passa attraverso l’accettazione delle proprie contraddizioni, trasformandole in forza. E proprio per questo riesce a parlare a chiunque si sia sentito, almeno una volta, ridotto a qualcosa che non lo rappresenta davvero.

Il testo di “Io sono” di Paola Turci

Tu che parti dall’idea
che mai niente cambierà
come foglie sopra gli alberi
noi due cambiamo già.
Sei sicuro che io sia
solo quello che tu sai
nella vita l’abitudine non fa vedere mai
la verità

Sono l’anima che tu non chiedi
l’isola che tu non vedi
e te lo dimostrerò
che io non sono
quello che da sempre credi,
sono cieli bianchi e neri
sole tra le nuvole

Mentre il tempo vola via
sai qual è la novità
io non sono solo acqua
solo fuoco tutto qua.
Se non l’hai capito già
sono il sonno e la follia
la dolcezza e l’inquietudine
ma tu l’hai visto mai
chi sono io?

Sono l’anima che tu non chiedi
l’isola che tu non vedi
e te lo dimostrerò
che io non sono
quello che da sempre credi,
sono cieli bianchi e neri
sole tra le nuvole

La luce e poi l’oscurità
il mare e la profondità
la schiuma che nell’onda sa danzare

Sono l’anima che tu non preghi
l’isola che tu non vedi
io che tu lo voglia o no.
Amore non sono
quello che da sempre credi
acqua chiara che tu vedi
fata delle favole
no, non lo sono
Io non lo sono

Scritto da Nico Donvito
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