Recensione del nuovo EP che segna il ritorno discografico

A distanza di quasi due anni dal precedente progetto discografico d’inediti, Irama è tornato a proporsi al suo pubblico con un nuovissimo progetto che ha l’obiettivo di aprire una strada, un percorso che lo possa portare a raccontarsi sotto una luce nuova. Crepe, questo il titolo del nuovissimo EP del cantautore milanese, è un disco che mette insieme diversi mondi ma che, quasi a farlo apposta, pare voler evitare, o soltanto sfiorare, l’universo da cui Irama arriva e che finora ha fatto conoscere a chi lo ascolta.

Sette tracce a cui si aggiunge una bonus track internazionale che, anche da questo punto di vista, porta in sé i semi per l’apertura di un nuovo capitolo che tenti di guardare all’esterno e al mercato sudamericano che, si sa, risulta sempre particolarmente affascinante per gli artisti nostrani in cerca di gloria anche al di fuori del nostro Paese. Ed è proprio da Mediterranea che ha origine questo lavoro pubblicato sull’onda di quel successo estivo che questo ennesimo tormentone ha saputo raccogliere da parte del pubblico. Ritmi latini, spensieratezza estiva e l’emozione di una nuova estate pronta ad aprirsi davanti a noi caratterizzano le atmosfere di un pezzo che ha tutte le caratteristiche per spopolare pur senza ricadere nei cliché più abusati della stagione del sole. Ugualmente funzionale risulta la versione internazionale realizzata con De La Ghetto che dona un’emissione vocale ancor più melodica rendendo il tutto ancor più latino.

Il capitolo “leggerezza” non poteva non includere, ovviamente, anche quella Arrogante che la scorsa estate aveva aperto le danze riconfermando la duttilità che Irama aveva già messo in mostra nel corso dei suoi primi progetti discografici dove profondità e musicalità spesso convivevano con efficacia. In un sound particolarmente più votato ai riferimenti della bachata sudamericana con un arrangiamento capace di giocare tra ritmica e strumenti a corde.

La parte inedita di questo EP si apre con la title-track Crepe che, in un certo senso, recupera proprio le atmosfere caratterizzanti ‘Arrogante’ di cui si rivela essere una conseguenza anche dal punto di vista testuale dove i protagonisti rimangono una lei che fugge da un lui cullandosi tra le braccia di un nuovo amore che, però, non  si rivela capace di saper sostituire e rimpiazzare il precedente amore che, sotto sotto, rimane ancora vivo nei pensieri e, soprattutto, nel cuore dove rimangono le crepe dei ricordi.

Si concede il lusso di sperimentare, soprattutto musicalmente, la successiva Bazooka dove le parole tornano ad essere usate come pretesto per permettere un’alta resa sonora sulla quale viene posto il vero accento del brano. Ad uscire è un Irama che si propone di recuperare il rock in una versione contemporanea e arricchita dai linguaggi d’oggi sia da un punto di vista testuale (numerose sono le metafore ed i riferimenti ad immagini d’attualità per il racconto delle sensazioni da evocare) che, soprattutto, strumentale, dove un arrangiamento che utilizza anche l’elettronica si rivela mezzo particolarmente adatto allo scopo. Una certa propensione alla sperimentazione emerge anche dalla Flow che utilizza una produzione sufficientemente minimale dal punto di vista strumentale per osare un cantato che, invece, interviene sia sulla distorsione vocale che su di un tentativo di inserire una dinamica quanto mai più vicina al mondo rap risultando, comunque, sempre accessibile, misurato e comunicativo.

Chiudono il cerchio una delicatissima Dedicato a te, registrata in presa diretta chitarra e voce senza, poi, intervenire in studio di registrazione con una sovra produzione successiva per mantenere l’istinto puro, originario e sincero del momento creativo, e la sorprendente Eh mama eh che, invece, propone il testo più prezioso del progetto unendoci un motivetto comunque sempre orecchiabile ed accessibile che unisce la dimensione pop con un linguaggio senza freni che, però, rende il tutto ancor più vero ed autentico quando si racconta la fine di una storia fatta anche di passione e fisicità.

Questo Crepe si rivela essere, dunque, un progetto ben calibrato in attesa di un compimento che dovrà necessariamente svelare tutte le carte sul tavolo ancora rimaste coperte. C’è la leggerezza di queste ultime estati ma c’è anche, e soprattutto, la voglia e l’esigenza di crescere, di evolvere e di mostrarsi nuovi, maturati e diversi. Irama ci prova con un pizzico di voglia di sperimentare mettendo, forse, da parte le parole che spesso sono state il suo punto forte e concentrandosi, soprattutto, su di una nuova comunicazione tutta sonora in cui ricercare energia, potenza ma anche delicatezza e passione. Ne esce un quadro completo capace di raccontare e raccontarsi mantenendo un livello omogeneo nella proposta e trovandosi all’interno di un momento storico in cui c’è la necessità di trovare nuovi mezzi per farsi largo e nuovi linguaggi per farsi comprendere davvero.

Migliori tracce | Eh mama eh

Voto complessivo | 7.5/10

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Crepe | Tracklist e stelline

  1. Crepe ★★★★★★★½☆☆
    [Irama, Giuseppe Colonnelli, Naicok Nay Fuentes Perez – Irama, Giulio Nenna, Andrea Debernardi]
  2. Bazooka ★★★★★★★½☆☆
    [Irama, Giuseppe Colonnelli, Francesco Monti – Irama, Mace, Giulio Nenna, Andrea Debernardi]
  3. Mediterranea ★★★★★★★☆☆
    [Irama, Federica Abbate, Giuseppe Colonnelli – Irama, Giulio Nenna, Andrea Debernardi]
  4. Flow ★★★★★★½☆☆☆
    [Irama, Giuseppe Colonnelli, Naicok Nay Fuentes Perez – Irama, Mace]
  5. Arrogante ★★★★★★★½☆☆
    [Irama, Giulio Nenna, Giuseppe Colonnelli – Irama, Giulio Nenna, Federica Abbate, Andrea Debernardi]
  6. Eh mama eh ★★★★★★★★☆
    [Irama, Giuseppe Colonnelli, Irama, Mace, Encore]
  7. Dedicato a te ★★★★★★★½☆☆
    [Irama, Giulio Nenna]
  8. Mediterranea feat. De La Ghetto ★★★★★★★½☆☆
    [Irama, Rafael Castillo Torres, Federica Abbate, Giuseppe Colonnelli – Irama, Giulio Nenna, Andrea Debernardi]
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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