Ornella Vanoni Unica

Recensione del nuovo estratto radiofonico della cantante

Isole viaggianti” è il secondo singolo radiofonico del nuovo progetto di Ornella Vanoni. Il brano è tratto dall’ album di inediti “Unica” (qui il link alla nostra recensione all’ album) che segna il ritorno discografico a pieni voti dell’interprete milanese dopo qualche anno di latitanza dalle incisioni.

A differenza di “Un sorriso dentro al pianto” stavolta Ornella ci propone un brano fresco e primaverile, nella forma e nella sostanza. Il brano parla della voglia di vivere un rapporto di coppia nel pieno rispetto della propria libertà. Si può cambiare città, spostare la mente e la direzione, ma “tienimi le mani” perché in due si può si può prendere la buona o la cattiva strada perché quando si è isole viaggianti e forestieri si affronta la caducità della vita con il sorriso sulle labbra.

Musica e immagini |

A fare da sfondo al videoclip del brano è Milano, con dei colori così belli e variegati da farla sembrare a tratti New York. Come la grande mela anche il capoluogo lombardo è uno scenario di velocità, spesso meta dei viaggiatori veloci del tempo e della vita. La passione per Ornella nei confronti di Milano arriva da lontano e ne è testimonianza la musica della stessa artista (ricordiamo “Mamì” ad esempio, cantata proprio in dialetto milanese). Sempre nel videoclip, che sembra essere un sequel del primo singolo, troviamo un’Ornella Vanoni sorridente, in un’immagine finale che sembra essere icona di un tempo che passa ma che non riesce a scalfire l’ animo umano, neanche davanti alle difficoltà.

La primavera e la voglia di sorridere |

Grazie ad un arrangiamento leggero e per niente banale, sound sudamericano che viene subito anticipato dalle percussioni diventa tutt’uno con lo spirito del testo, con sprazzi di organo hammond e ritmi sincopati che dalle strofe lasciano spazio ad un ritornello dove Ornella Vanoni pare aprire le braccia allo spirito felice di “Isole viaggianti“. La metrica serrata delle strofe è in contrapposizione alla melodia semplice ma efficace del ritornello con una commistione vagamente afro nello special, grazie all’utilizzo dei cori maschili onomatopeici, che portano direttamente al ritornello finale.

Il brano scorre leggero come l’acqua di un ruscello, tra colori ed immagini evocati dal suono della voce di una cantante che riesce ancora oggi a stupire il suo pubblico e che non è solo l’ospite perfetta dei salotti televisivi che riesce con una battuta a smuovere il mondo dei social tra meme e citazioni per settimane, ma anche la grande artista che dalla bossanova al pop, passando per la canzone di stampo popolare o d’autore, ha incantato e continua ad incantare intere generazioni.

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Isole Viaggianti | Testo

Cambio città
Cambio visione
Lascio la storia a metà
Fra le pagine aperte del mio copione
Cambio bandiera
La prospettiva
Provo a levarmi d’impaccio
Trovare uno straccio d’alternativa

Perché se l’occhio più non vede
Cuore non si muove
Vento sulle vele
Terra non si vede
Terra non si vede ancora
Non si vede ancora

Ma tienimi le mani
Noi che siamo eterni passeggeri
Sempre in cerca di sentieri secondari
Due isole viaggianti e forestieri
Sulla via di ieri e quella che verrà
Sei tu che mi accompagni ancora

Cambio città
Cambio perfino nome
Ne ho così piene le tasche
Di voci di facce di confusione
Cambio la strada
Prendo un’iniziativa
Nessuno bussi alla porta
Non sono disposta alla trattativa

Camminare mi fa bene
Strada sulle suole
Vento sulle vele
Terra non si vede
Terra non si vede ancora
Non si vede ancora

Ma tienimi le mani
Noi che siamo eterni passeggeri
Sempre in cerca di sentieri secondari
Due isole viaggianti e forestieri
Sulla via di ieri e quella che verrà
Sei tu che mi accompagni ancora

Cambio casa cambio direzione (cambio)
Prendo una strada che va chissà dove (cambio)
Cambio anche l’anima che non si vede (cambio)
Cadere poi rialzarsi e ricadere (cambio)
Seguo il mio passo vada dove vada (cambio)
Che sia la buona o la cattiva strada (cambio)
E di una vita farne due (cambio)

Ma tienimi le mani
Noi che siamo eterni passeggeri
Sempre in cerca di sentieri secondari
Due isole viaggianti e forestieri
Sulla via di ieri

Ma tienimi le mani
Noi che siamo eterni passeggeri
Sempre in cerca di sentieri secondari
Due isole viaggianti e forestieri
Sulla via di ieri e quella che verrà
Sei tu che mi accompagni ancora

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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