Intervista al cantante reduce da ‘Amici 19’

Reduce dall’esperienza all’interno della diciannovesima edizione di Amici di Maria de Filippi Jacopo Ottonello ha pubblicato il suo primo progetto discografico d’inediti intitolato ‘Colori’ (di cui qui la nostra intervista) ed iniziato a respirare l’aria di un suo prossimo futuro artistico nel mondo della musica. Ecco cosa ci ha raccontato in una nostra prima chiacchierata telefonica:

Allora Jacopo, parto dal chiederti come stai?

<<Sto bene, grazie. Ho un po’ di rammarico con questa situazione che, di fatto, sta impedendo al mio progetto di partire appieno però non vedo l’ora che tutto questo finisca per far prendere forma al tutto>>.

Sei reduce dall’esperienza, direi totalizzante, di ‘Amici’ che nel tuo caso è durato davvero diversi mesi considerando sia la parte serale che quella pomeridiana iniziale. Come è stato il ritorno alla realtà anche se, forse, questa situazione sanitaria l’ha reso un ritorno un po’ più ovattato?

<<E’ stato un ritorno un po’ traumatico perché noi, rinchiusi in casetta, non ci potevamo rendere conto del tutto di quella che era la situazione al di fuori. Quando sono tornato a casa ho, comunque, cercato di trovare la parte positiva di tutto questo: ho rivisto i miei cari ed ho la possibilità di tornare alla vita reale cosciente di quello che sono, dall’esperienza che arrivo e dal modo in cui ne sono uscito>>.

Da questo percorso è scaturito il progetto “Colori“. Come mai questo titolo?

<<Il titolo nasce un po’ di mesi fa in treno: ero al telefono con la mia ragazza ed è stata lei a chiedermi come avrei voluto intitolare il mio primo disco. Subito mi è venuto in mente ‘Colori’ non so nemmeno il perché. E’ stata una cosa molto spontanea e che forse deriva dal fatto che ho studiato al liceo artistico e lì, mentre disegnavo, avevo sempre le cuffiette nelle orecchie e mi divertivo ad associare ogni linea melodica ad un colore. Dovrebbe esserci anche uno studio scientifico che spiega l’esistenza di un legame tra le melodie ed i colori. Che poi, a ben pensarci, 7 sono i colori dell’arcobaleno e 7 sono i brani di questo mio primo album>>.

Da un punto di vista musicale questo EP è un progetto che, ascoltandolo, ha le idee già sufficientemente chiare: ti sei concentrato su di un pop italiano capace di richiamare fortemente la tradizione ma anche le nuove sfaccettature contemporanee in brani come ‘Se parlo di te’. Sono questi i territori musicali in cui ti riconosci di più?

<<Assolutamente si. A livello musicale sono molto aperto ad ogni tipo di ascolto ma la mia indole è quella del pop italiano. E’ vero, però, che come dicevi tu nel mio disco ci sono anche diverse sfaccettature contemporanee e derivanti da altri stili: oltre a ‘Se parlo di te’ o ‘Di sabato sera’ anche ‘Disinnescare’, per esempio, ha un precorus quasi rappato. Credo di poter proporre una canzone completamente pop ma anche un pezzo con delle influenze diverse>>.

Nel corso della tua esperienza televisiva hai raccontato di aver giocato per diversi anni a calcio: c’è un qualcosa che l’esperienza sportiva ti ha insegnato e che ora ti sta tornando utile anche in questo percorso artistico?

<<Lo sport mi ha sicuramente insegnato l’umiltà. Penso che alla base di ogni essere umano ci debba essere l’umiltà e questo lo dico perché sono convinto che prima ancora di essere un’artista occorra sempre mettere la parte umana della persona. Sono sempre stato un ragazzo molto umile e quando giocavo a calcio mi sono sempre allenato al 100% per far si di poter essere schierato in campo tutte le domeniche. Ho sempre preferito la musica, però, al calcio perché l’emozione che ti da il palco non me l’ha mai dato il campo: la musica ha fatto uscire una parte di me che giocando a calcio non avrei potuto esprimere. Ad ‘Amici’ sono riuscito proprio a far vedere come sono nella vita reale: una persona molto emotiva, sempre positiva e divertente>>.

Spesso i giovani arrivano ai talent show dopo aver tentato diverse altre strade o aver ricevuto soltanto rifiuti dal mondo discografico che spesso si dimostra disattento nel reclutamento. Nel tuo caso, invece, come è avvenuta la scelta di arrivare ad ‘Amici’?

<<Prima di arrivare ad ‘Amici’ avevo provato l’esperienza di X-Factor dove mi ero trovato a fare un provino divertendomi molto anche se poi non è arrivata quella chiamata che tutti i ragazzi della mia età aspettano. L’idea di tentare ‘Amici’ nasce quando faccio un contest nella mia città (Savona) dove mi classifico al secondo posto ma incontro quello che è il mio attuale manager che ringrazierò sempre. E’ stato lui a consigliarmi ‘Amici’ e sono felice di come è andata fin dal giorno 0>>.

Al momento della tua eliminazione, in una situazione un po’ surreale con lo studio quasi completamente vuoto, Maria de Filippi si è commossa visibilmente insieme a te dedicandoti parole molto carine dal punto di vista umano. E’ una circostanza più unica che rara perché a memoria, in venti edizioni di Amici, è accaduto lo stesso soltanto per un altro paio di volte. Hai fatto una riflessione a proposito di quel momento?

<<Non mi sarei mai aspettato di veder piangere Maria perché lei difficilmente si commuove. Non lo fa non perché non sia una persona sensibile ma perché è una donna forte che ha imparato ad esserlo soprattutto in televisione. Il mio obiettivo, entrando in quella scuola, era quello di rimanere nel cuore della gente come artista e come persona: andarmene con la dimostrazione di esserci riuscito con il cuore di una donna molto forte come Maria mi ha reso davvero felice e mi ha spezzato il cuore. Non vedo l’ora che questa situazione si risolva per avere la possibilità di rivederla e abbracciarla perché mi manca quell’abbraccio e avrei voluto darglielo>>.

Questa è l’edizione di ‘Amici’ che passerà alla storia per l’assenza del pubblico che solitamente dava un apporto importante allo show e per l’impossibilità di abbracciarsi anche tra voi

<<Si, è vero. Noi siamo stati dei privilegiati a poter partecipare ad un talent così importante ma l’abbiamo vissuto in un periodo che, purtroppo per noi, ci ha complicato un po’ la vita perché una volta usciti tutti noi avremmo voluto far partire i nostri progetti con i primi firmacopie o concerti o anche anche semplicemente vedere la copia fisica del nostro primo album>>.

Venerdì scorso l’edizione di ‘Amici’ si è conclusa con la vittoria di Gaia. Te l’aspettavi?

<<Si mi aspettavo la vittoria di Gaia però, fino all’ultimo momento, ho sempre avuto il dubbio che potesse vincere Javier>>.

Dal punto di vista degli telespettatori questa è stata un’edizione particolarmente difficile anche per dei meccanismi che nelle prime puntate hanno messo in mostra delle dinamiche non esattamente distese tra voi ragazzi e, più in generale, tra le diverse figure del programma. Sui social si è parlato di maleducazione e presunzione delle nuove generazioni piuttosto che di tensione generata da fattori esterni: dove sta la verità visto che tu hai vissuto tutto ciò da dentro anche se, poi, sei sempre rimasto estraneo a quei momenti?

<<Egoisticamente ho vissuto queste dinamiche dall’interno e, al netto del fatto che le potessi condividere o no, ero talmente tanto sintonizzato sul mio percorso che non mi sono mai sentito toccato troppo. Ho guardato al mio giardino e al rispettare tutte quelle stupende persone che durante tutti questi mesi ci hanno permesso di essere dei ragazzi privilegiati>>.

‘Amici’ è un sogno perché come dicevi tu permette di vivere per dei mesi di quello che si ama fare di più. Se dovessi immaginare ora il nuovo sogno per la tua carriera quale sarebbe?

<<Ora come ora il mio nuovo sogno è quello di poter iniziare davvero la mia carriera: ‘Amici’ è stato un inizio ma adesso la situazione ha bloccato un po’ tutto. Vorrei svegliarmi domattina con un notiziario che ci comunica la possibilità di poter tornare alla vita normale>>.

Bene, per concludere ho pensato ad un piccolo gioco che ci permette anche di capire meglio qual è l’universo musicale che ti sta attorno e quello che più ti rappresenta per cui ho selezionato una serie di momenti e di stati d’animo a cui vorrei tu associassi la prima canzone che ti viene in mente, quella che ascolteresti in quella precisa situazione:

– la mattina appena alzato: quando andavo a scuola mi mettevo subito le cuffiette nelle orecchie e facevo partire la playlist magari con una canzone che non scombussolasse più di tanto il cervello. Magari un qualcosa di soffice come che ne so… qualcosa di Adele o James Arthur

– la notte prima di chiudere gli occhi: ho una mania pazzesca (ride). Prima di dormire non ascolto la musica ma faccio partire il suono della pioggia per un’ora ininterrottamente perché così riesco a rilassarmi

– piove e sei in casa da solo: proprio perché mi piace il rumore della pioggia non rompo quel silenzio con della musica

– ad una festa al mare fai da dj e non puoi non mettere: adesso metterei sempre la mia ‘Se parlo di te’

– la tua canzone preferita: ne ho due: una è ‘Sere nere’ di Tiziano Ferro che mi ha stregato quando sono andato al mio primo concerto di Tiziano a Torino, l’altra è ‘D’improvviso’ di Lorenzo Fragola perchè è stata la prima canzone che ho ascoltato in macchina con la mia ragazza

– la canzone che canticchi di più sotto la doccia: di solito faccio partire la playlist ma adesso ho in testa in particolare ‘Vento sulla luna’ di Annalisa e Rkomi

– la colonna sonora di un bacio romantico in spiaggia: m’ispira molto la colonna sonora di Aladdin, ‘A whole new world’.

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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