Joe Sentieri, il ricordo del mitologico cantante col saltello

Joe Sentieri

Il nostro omaggio a Joe Sentieri, cantautore attivo dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, noto per il suo saltello. Il ricordo a diciannove anni dalla sua scomparsa

A diciannove anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Joe Sentieri resta legato a una delle figure più curiose e popolari della musica leggera italiana del secondo dopoguerra. Cantante, autore e personaggio dalla forte presenza scenica, Sentieri è rimasto nella memoria del pubblico come “il cantante del saltello”, un gesto diventato il suo marchio di fabbrica durante le esibizioni.

Nato a Genova il 3 marzo 1925 con il nome di Rino Luigi Sentieri, era figlio di un emiliano e di una madre slava emigrati nel capoluogo ligure. L’infanzia fu segnata da difficoltà economiche, ma anche da una grande passione per la musica. Ancora bambino cantava sui ponti delle navi o nelle bettole del porto, accompagnato dalla fisarmonica di un amico. Più tardi imparò a suonare chitarra e mandolino, coltivando il sogno di diventare cantante lirico.

La sua carriera musicale iniziò davvero nel dopoguerra, quando cominciò a esibirsi nei night e negli alberghi eleganti con una piccola orchestra. Il vero punto di svolta arrivò nel 1947, quando fu scritturato per cantare sui transatlantici che collegavano Europa e America. Fu proprio durante una di queste esibizioni, con il mare agitato, che nacque la trovata destinata a renderlo famoso: per non perdere l’equilibrio sulla pedana, Sentieri fece un salto alla fine della canzone. Il pubblico scoppiò in un applauso e lui decise di ripetere quel gesto anche nelle esibizioni successive, trasformandolo nel suo inconfondibile “saltello”.

Joe Sentieri: il successo tra Sanremo, cinema e televisione

Negli anni Cinquanta Joe Sentieri costruì una carriera intensa e movimentata, passando dalle navi ai palcoscenici più importanti. Dopo esperienze artistiche tra Europa e Sudamerica, rientrò in Italia e incise alcuni dischi per la RCA Italiana, assumendo definitivamente il nome d’arte Joe.

Il grande successo arrivò nel 1959, quando vinse Canzonissima interpretando Piove di Domenico Modugno. Da quel momento divenne uno dei protagonisti della scena musicale italiana. Nel 1960 partecipò al Festival di Sanremo, portando in gara due brani molto popolari: È mezzanotte e Quando vien la sera, quest’ultimo cantato in coppia con Wilma De Angelis.

Sentieri prese parte anche ad altre edizioni della manifestazione sanremese, confermando la sua notorietà in quegli anni. Il suo stile, energico e comunicativo, lo avvicinava alla generazione degli “urlatori”, interpreti caratterizzati da una vocalità intensa e moderna rispetto ai canoni tradizionali della canzone melodica.

Parallelamente alla musica, lavorò anche nel cinema e in televisione. Partecipò ai cosiddetti “musicarelli”, film costruiti intorno ai successi musicali del momento, e prese parte a trasmissioni televisive e celebri Caroselli pubblicitari. In seguito recitò anche in film di rilievo come La moglie più bella (1970) e Io ho paura (1977) del regista Damiano Damiani.

Oltre alla musica, Joe Sentieri coltivò per tutta la vita una grande passione per la pittura. Espose le sue opere in diverse mostre e trascorse anche lunghi periodi a Sanremo dedicandosi ai pennelli, in un appartamento a pochi passi dal Teatro Ariston.

Cantautore sensibile e autore di oltre cento canzoni, Sentieri scrisse brani come Uno dei tantiBallata del cavallo e Arrivederci amore. La sua carriera attraversò diversi decenni della musica italiana, dagli anni Cinquanta fino agli anni Novanta.

Joe Sentieri morì il 27 marzo 2007 a Pescara. Rimane nella memoria collettiva come un artista originale e appassionato, capace di unire talento musicale e carisma scenico. E quel piccolo salto finale, nato quasi per caso su una nave in mezzo al mare, resta ancora oggi uno dei gesti più curiosi della storia della canzone italiana.

Scritto da Nico Donvito
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