Album Amarcord: i dischi più belli da riascoltare

Sono trascorsi vent’anni da quel 10 maggio 1999, data di pubblicazione di “Lorenzo 1999 – Capo Horn”, il decimo album in studio di Jovanotti, co-prodotto assieme a Michele Centone. Dopo aver celebrato il venticinquennale di Lorenzo 1994, è la volta di un altro disco cult del cantautore toscano, l’ultimo del passato millennio, trascinato dal singolo estivo “Un raggio di sole” che si è aggiudicato la vittoria della 36esima edizione del Festivalbar.

Ad aprire l’ascolto una delle tracce più belle e toccanti dell’intero repertorio dell’artista: “Per te”, ballad dedicata alla figlia Teresa nata a pochi mesi dall’unione con la compagna Francesca. Un disco spaccato a metà tra la fanciullesca vocazione al cazzeggio che ha caratterizzato i primi progetti discografici e la consapevolezza di essere diventato padre, dando un assaggio della maturità che sarà capace di mostrare nelle produzione successive.

Tra le altre tracce non figurano brani memorabili, anche la stessa “Stella cometa” che svetta tra le più belle, riascoltata a distanza di due decenni non brilla più di tanto di luce propria. Questo perché “Capo Horn” è un disco in rivoluzione più che rivoluzionario, per certi versi futurista, che segue più direzioni senza focalizzarsi su un’unica traiettoria, un giusto compromesso tra “L’albero” del 1997 e “Il quinto mondo” del 2002.

Un ibrido che abbraccia parecchia sperimentazione, passando da una dolce ninna-nanna a brani ultra radiofonici, fino ad arrivare a pezzi elettronici e psichedelici, per poi chiudere l’ascolto con l’ispirata “Buon anno”, un augurio per il nuovo secolo appena iniziato e la vita che ci attende. Un disco che, in fin dei conti, rappresenta una tappa fondamentale nell’evoluzione artistica di Jovanotti, una specie di giro di boa, di ricognizione delle proprie idee, prima di partire verso nuovi orizzonti poetici e sonori.

Lorenzo 1999 – Capo Horn | Tracklist e stelline

  1. Per te
    (Lorenzo Cherubini, Michele Centonze, Saturnino Celani)
  2. Il resto va da sé
    (Lorenzo Cherubini, Michele Centonze, Saturnino Celani)
  3. Dolce fare niente