Katyna Ranieri, il ricordo dell’unica italiana ad aver cantato alla Notte degli Oscar
Da Sanremo a Hollywood, la voce italiana che conquistò il mondo: il nostro omaggio a Katyna Ranieri nell’anniversario della sua scomparsa avvenuta il 2 settembre 2018
Ci sono voci che appartengono a un’epoca e altre che, con il tempo, finiscono per attraversarle tutte. Quella di Katyna Ranieri appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Cantante, attrice e interprete dal respiro internazionale, ha costruito una carriera capace di muoversi con naturalezza tra la canzone italiana, il jazz, il cinema e i grandi palcoscenici del mondo. E ancora oggi conserva un primato difficilmente eguagliabile: è stata l’unica cantante italiana ad aver cantato alla Notte degli Oscar.
Nata a Follonica il 31 agosto 1925, Caterina Ranieri, questo il suo vero nome, mosse i primi passi artistici nell’immediato dopoguerra, esibendosi nei circoli delle forze armate statunitensi. Da lì arrivarono il varietà, le compagnie di Fanfulla e Tino Scotti e, nel 1953, il debutto al Festival di Sanremo. Alla sua prima partecipazione portò in gara quattro canzoni, riuscendo a conquistare la finale con “No Pierrot”, cantata insieme ad Achille Togliani. Ma fu soprattutto “Acque amare”, pur rimasta fuori dalla finale, a mettere in mostra una personalità interpretativa fuori dagli schemi. La versione della Ranieri, sostenuta dall’arrangiamento innovativo dell’orchestra di Armando Trovajoli, rivelava già quella duttilità che sarebbe diventata una delle sue caratteristiche più riconoscibili.
Il successo popolare arrivò l’anno seguente, quando tornò all’Ariston con tre brani e portò “Canzone da due soldi” al secondo posto. Era una Katyna Ranieri elegante, sensuale, capace di passare dal repertorio melodico a quello jazzistico senza perdere intensità. Una presenza scenica che non aveva bisogno di eccessi e una voce morbida, ma perfettamente riconoscibile, contribuirono a renderla una delle interpreti più interessanti della canzone italiana degli anni Cinquanta.
A metà del decennio entrò nel gruppo dei cantanti della Radio Rai, accompagnata dalla grande orchestra di Carlo Savina, e firmò un importante contratto con la RCA Italiana. L’album “La ragazza di Piazza di Spagna” contribuì a proiettarla anche oltre i confini nazionali. Fu l’inizio di una dimensione internazionale che avrebbe caratterizzato gran parte della sua carriera. Katyna Ranieri partì infatti per una lunga tournée in America Latina e, insieme al marito Riz Ortolani, conquistò anche il pubblico televisivo messicano.
Proprio il rapporto con Ortolani avrebbe segnato profondamente la sua vicenda artistica. Musicista e compositore tra i più importanti della storia della musica da film italiana, Ortolani trovò nella voce della moglie un’interprete ideale per alcune delle sue composizioni più celebri. La loro collaborazione avrebbe unito canzone e cinema, trasformando alcune delle interpretazioni di Katyna Ranieri in vere e proprie pagine della storia delle colonne sonore.
Il momento destinato a consegnarla alla memoria internazionale arrivò nel 1962 con “More”, tema musicale composto da Ortolani per “Mondo cane”. Il brano, presentato anche nella versione italiana “Ti guarderò nel cuore”, ottenne una straordinaria popolarità e fu candidato all’Oscar come miglior canzone. Katyna Ranieri ne interpretò sia la versione italiana sia quella inglese, dimostrando ancora una volta una capacità non comune di adattare la propria voce a pubblici e mercati differenti.
Due anni più tardi arrivò il momento più prestigioso e singolare della sua carriera. Nel 1964 Katyna Ranieri salì sul palco della cerimonia degli Academy Awards per cantare “More”. Un momento storico, perché ancora oggi resta l’unica cantante italiana ad aver avuto l’occasione di esibirsi durante la Notte degli Oscar. Non soltanto una partecipazione simbolica, dunque, ma la consacrazione internazionale di un’interprete che era riuscita a portare la tradizione vocale italiana nel cuore dello spettacolo americano.
Il cinema sarebbe rimasto una costante del suo percorso. Katyna Ranieri collaborò anche con Nino Rota, prestando la sua voce alle musiche di film di Federico Fellini come “8½” e “Amarcord”. Nel suo repertorio trovò spazio anche “Johnny Guitar”, rilettura di uno dei brani più celebri legati al western hollywoodiano. E proprio alcune sue interpretazioni, lontane ormai decenni dalla loro pubblicazione originale, avrebbero continuato a riemergere nella cultura popolare.
È il caso di “Oh my love”, composta da Ortolani nel 1971 per “Addio zio Tom”. Quella registrazione sarebbe tornata a nuova vita molti anni dopo, entrando nella colonna sonora di “Drive” di Nicolas Winding Refn e, successivamente, in quella de “Gli ultimi saranno gli ultimi” di Massimiliano Bruno. Una dimostrazione di come la voce di Ranieri fosse riuscita a superare il proprio tempo, tornando a dialogare con generazioni e linguaggi completamente diversi.
Anche la televisione la vide protagonista. Nel 1976 condusse insieme a Riz Ortolani e Stefano Satta Flores il programma musicale “C’è un’orchestra per lei”, confermando una presenza artistica capace di spaziare ben oltre il semplice ruolo di cantante.
E poi c’è Sanremo, naturalmente. Perché prima di diventare un’interprete internazionale, Ranieri era stata una delle protagoniste della grande stagione del Festival degli anni Cinquanta. La sua storia racconta anche quella di una manifestazione che, in quegli anni, rappresentava una delle principali porte d’accesso alla notorietà. Ma nel caso di Katyna il Festival fu soltanto l’inizio: da Sanremo partì un viaggio che la portò molto più lontano, fino a Hollywood e ai palcoscenici internazionali.
La sua carriera non si è fermata alla nostalgia. Nel 2022, a quattro anni dalla sua scomparsa, una sua interpretazione degli anni Sessanta, ripubblicata come “La dolce vita (Original Vocal Version)”, è stata scelta per una campagna internazionale della Fiat 500e con Leonardo DiCaprio. Ancora una volta, la sua voce tornava a farsi ascoltare a distanza di decenni, dimostrando una modernità che il tempo non aveva scalfito.
Katyna Ranieri si è spenta a Roma il 2 settembre 2018, pochi giorni dopo aver compiuto 93 anni. Oggi, nel giorno in cui il suo ricordo torna inevitabilmente a incrociare la storia della musica italiana, resta soprattutto l’immagine di un’artista che seppe guardare oltre i confini. Da Follonica a Sanremo, dalla radio al cinema, dalla musica di Riz Ortolani fino alla Notte degli Oscar: una carriera costruita senza clamore, ma con una voce abbastanza forte da arrivare lontano.