24 aprile

Ogni giorno una canzone che ci ricorda un anno e un momento diverso

IL GIORNO:

Il 24 aprile è il giorno in cui, secondo la tradizione, gli antichi greci riuscirono ad entrare a Troia con un finto cavallo di legno. Era il 24 aprile anche quando, nel 1970, veniva lanciato nello spazio il primo satellite della Repubblica Popolare Cinese.

LA CANZONE:

Il 24 aprile 2015 arrivava in rotazione radiofonica l’energia dei Negramaro per un’inedita Sei tu la mia città che anticipava l’album ‘La rivoluzione sta arrivando’.

La canzone dal sound in perfetto stile della band salentina evocava la forza dell’amore attraverso il paragone tra il sentimento e l’idea di sentirsi a casa, nella propria città. La rassicurazione di trovare rifugio tra le braccia di qualcuno che si ama finisce per finire nelle liriche di Giuliano Sangiorgi trovando la propria concretezza.

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Sei tu la mia città | Videoclip

Sei tu la mia città | Testo

La strada si aggroviglia nei tuoi capelli
I lampioni che esplodono come fanali nei tuoi occhi
Hai il cuore che sa di asfalto e di preghiere
E le macchine ti attraversano senza più guardare
E sciogliti i capelli
Del fango solo se ci riesci
E allacciami i tuoi dubbi
Alle scarpe se poi tu non mi credi
Se non mi credi

Il cielo lo reggono ancora i miei difetti
Le mani si incastrano e formano grattacieli
Le scuse attaccale bene così non cadi
Le unghia affilate resistono tagliando i vetri
E asciugami i pensieri
Col fiato degli ultimi alberi
Accendimi di notte
Le insegne dei più veri corpi
Concedimi la pace
Dei treni senza più rimorchi
E montami negli occhi
Come un tram a fari spenti
Investimi di luce se non mi vedi ancora in piedi

Sei tu la mia città
Sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera
E mi addormenta la mattina
E mi ricorda di esser tanti
Uno solo in mezzo a tanti
Quando hai voglia di sentire
Addosso il brivido degli altri
Perchè tu sei la città
Sei tu la mia città

Le case che aprono le gambe agli sconosciuti
E le chiese sono bocche di donne coi fucili appesi
Le fabbriche sono vecchi indiani che fanno segni
Il fumo porta via con sé gli ultimi avanzi
Nascondimi dagli altri
Son troppo comodi i tuoi denti
E sputami poi fuori
Quando stenderai i tuoi panni
E lavami nel fiume
Se vorrai ancora indossarmi
E rimboccami le maniche
Quando pioverà dai muri
E soffiami sul mondo
Come quasi fossi vento

Sei tu la mia città
Sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera
E mi addormenta la mattina
E mi ricorda di esser tanti
Uno solo in mezzo a tanti
Quando hai voglia di sentire
Addosso il brivido degli altri
Perchè tu sei la città
Sei tu la mia città che si colora quando è sera
Dentro i vicoli e sei nera e ti ricordi solo allora
Della tua vera natura e hai bisogno un po’ di me
Per sentirti meno sola per sentirti una città
Che resta sempre ancora accesa

Sei tu la mia città
Sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera
E mi addormenta la mattina
E mi ricorda di esser tanti
Uno solo in mezzo a tanti
Quando hai voglia di sentire
Addosso il brivido degli altri
Perchè tu sei la città
Sei sempre è sola la città che si colora quando è sera
Dentro i vicoli e sei nera e ti ricordi solo allora
Della tua vera natura ed hai bisogno un po’ di me
Per sentirti meno sola
Per sentirti una città
Che resta sempre ancora accesa

Sei tu la mia città
Sei tu la mia città, sei tu la mia città

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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