A partire dallo scorso 10 luglio è disponibile il nuovo singolo del cantautore bolognese, intitolato “La canzone dell’estate

“Ci stiamo sbagliando” del 1984, “Vieni a vivere con me” del 1988, “Solo un disco che gira” del 1990, “Mare mare” del 1992, “Non è” del 1996, “Le ragazze” del 1998, “Le parole” del 2002, “Fare le valigie” del 2011, “Luca lo stesso” del 2015 e “Una grande festa” del 2018 sono soltanto alcuni dei titoli di Luca Carboni che hanno fatto da colonna sonora alle estati per diverse e svariate generazioni.

“La canzone dell’estate” è il singolo scelto per accompagnarci in questa particolare stagione, diversa dalle altre, un brano che il cantautore bolognese ha composto durante la quarantena, da lui stesso definito come «Una pezzo amaro in cui si fondono momenti ‘caldi’ del passato e momenti del presente. Oltre al sudore, l’estate non può non spremerti anche gocce di amore e di speranza».

Una canzone che non apre alcun nuovo capitolo musicale, bensì rappresenta un paragrafo di un percorso inaugurato già da un lustro con la svolta elettro-pop, quando si era mostrato ancora una volta come abile precursore di una nuova wave. Adesso non fa altro che restare fedele a quanto costruito nel suo recente passato, forse per questo alcuni storceranno il naso per una certa ripetitività, ma bisognerebbe ripassare un po’ di storia per comprenderne davvero l’evoluzione.

Una carriera così longeva non si può valutare in base a un solo singolo, in più bisogna sempre contestualizzare le uscite, se proponesse oggi una “Ci vuole un fisico bestiale” 2.0 non sarebbe credibile, quindi ci sta che il testo abbia un fil rouge velatamente malinconico, nonostante il sound sia incalzante e contemporaneo, seppur risulti oggettivamente una via di mezzo tra “Luca lo stesso” e “Una grande festa”.

Non poteva di certo mancare all’appello Luca Cabroni in questa strana estate 2020, lui che di bagnasciuga ne ha battuti e di amori in spiaggia ne ha fatti sbocciare a quantità industriali. Oggi, ci regala un brano incalzante e radiofonico, un bel mix di elementi che non tradiscono il suo stile vocale e la sua penna sempre verde, per nulla scalfita dal tempo.

“La canzone dell’estate” è un pezzo che, senza pretese, rivaluta il concetto di brano estivo, troppo spesso associato al cosiddetto “tormentone”, un termine molto abusato negli ultimi anni e piuttosto dispregiativo, visto e considerato che la parola “tormento” non rende giustizia al reale potere che la musica possiede, ovvero quello di saper emozionare e saper “spensierare”.

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La canzone dell’estate | Video

La canzone dell’estate | Testo

Da bambini in cortile
inseguivo l’estate
poi morivo di sete
all’ombra delle case
e la palla incastrata
tra la Skoda e la Ford
i russi e gli americani
o forse i cowboy e gli indiani

E la sera nel letto
sudavo sogni leggeri
una vita fantastica
la mia pistola di plastica
e mica lo sapevo
che ti avrei incontrato
ho preso la mira, poi sparato

La canzone dell’estate
che mi dice che non ti piace
le nostre risate
la canzone dell’estate
in un mondo senza pace
le spiagge inquinate
tu ti tuffi dentro di me
ti tuffi dentro di me

E intanto fuori qualcuno
voleva cambiare il mondo
tirava la bomba sui nostri anni di piombo
intanto fuori qualcuno
che sei proprio te
li tra gioia e dolore
perché fuori c’è l’odio e l’amore

Ora brindiamo al tramonto
di un altro giorno che muore
a questa sera fantastica
con i bicchieri di plastica
e mica lo sapevo
che ti avrei baciato
ho preso la mira
poi amato

La canzone dell’estate
che mi dice che non ti piace
le labbra salate
la canzone dell’estate
in un mondo senza pace
le vite bruciate
tu ti tuffi dentro di me
ti tuffi dentro di me
ti tuffi dentro di me

Ma che voglia che ho
ma che voglia che hai
ma che voglia di uscire
ma che estate è
ma che voglia ho
a me mi fa impazzire

Ma che voglia che ho
ma che voglia che hai
ma che voglia di uscire
ma che bella è
ma che male che fa

La canzone dell’estate
che mi dice che non ti piace
le rime baciate
la canzone dell’estate
in un mondo senza pace
le spiagge private
tu ti tuffi dentro di me
ti tuffi dentro di me
mi tuffo dentro di te

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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